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MOD. ISEE ED ALTRE MERAVIGLIE, TRA METODI ANALITICI ED ALCHIMIE
I “Laboratori dello sfratto” sono in piena attività’
Rendiamo noto, per la prima volta, il programma e le “Classifiche”
Chi, attraverso la diretta RAI ed altre emittenti, ha avuto modo di porre l’attenzione sul come, articoli e commi passano al Parlamento e vengono approvati in pochi secondi, (con il metodo della fiducia) non può fare a meno pensando all’art. 6 21 quater, passato all’interno di un voto di fiducia. Qualche anzianotto buontempone, a mesi di distanza, poi si domanda: ma CASADIRITTO, che cosa ha fatto? TUTTO, rispondiamo. Tutto il possibile si risponde all’anziano ed adesso stiamo tentando l’impossibile. Far ritornare alla ragione, chi ha creato tutto ciò con voglia di vendetta ora sfuggita loro di mano. Hanno creato un mostro( il sistema di leggi contro le famiglie, tutte nel corso dell’ultimo anno) in particolare l’art. 6 21 quater, che ora messo in piedi, tutto travolge e non risponde più ai comandi, nemmeno agli imput di chi lo aveva creato, che magari in extremis si accorge che per mettere in piedi ed in funzione il mostro (l’art. 6 21 quater), occorreva più tempo. Non certo, diciamo noi, per risparmiare alcuni mesi di canone impossibile, ma almeno per avere modo di calcolarlo e porsi verso le famiglie, su un piano di legalità. CASADIRITTO chiede infatti due cose:
- la sostenibilità, nella determinazione del canone;
- la contestualità tra comunicazione del nuovo canone e pagamento del canone stesso.

Per ora, dopo l’incontro con il Sottosegretario on. CROSETTO, abbiamo apprezzato dalla Difesa quel tentativo, timido, del rinvio al 1 marzo della decorrenza, con l’introduzione dell’art.16 nel decreto mille proroghe poi cancellato, che per ora risulta fallito. Ma non desistiamo nell’adoperarci a chiederne ancora il rinvio. Ci sarà il percorso del Decreto “Milleproroghe” ed è li che riponiamo le nostre speranze. Poi si tratterà di aggiungere al Decreto sui canoni, il quoziente familiare, che ne determinerà almeno, la sostenibilità. Per ora, ribadiamo, abbiamo fiducia nell’impegno preso dal Sottosegretario, a porvi la massima attenzione. Occhi aperti e schiena dritta. Dopo questa premessa, legata alle vicende del Consiglio dei Ministri e relativo “giallo” dell’ex art. 16, ritorniamo a quello che sta covando.

ISEE e altri parametri.
Sono arrivate, ed a qualcuno ancora stanno arrivando, lettere A.R. e ne analizziamo ora il loro significato.

1. Costituzione Cellula Operativa Interforze.
Come già noto agli utenti, è stata costituita dalla Difesa, una “qualificata cellula di coordinamento interforze allo scopo di favorire un’unitarietà di indirizzo sulla tematica dei “recuperi forzosi” pur nell’attenta ricerca della salvaguardia delle situazioni oggettive criticamente rinvenibili in termini reddituali e familiari dell’utenza di fatto interessata” Così recita la sua costituzione. Parole misurate e compassate, condivisibili al 100%. Quello che , allo stato, non è convincente, sono i criteri di seguito accennati, ma non esplicitati ,che non rispecchiano la matematica ma nemmeno l’aritmetica, e danno spazio alla “fantasia”. Ne consegue il pericolo che venga fuori l’antico vizio della non trasparenza. Quali sono, quindi, i criteri parametrati con “pesi” sconosciuti ai quali chi non è all’interno del Decreto Annuale Ministro Difesa – punto 2 , dovrà sottoporsi ad una speciale “TAC” in prima istanza per poi essere valutato con metodo “all’amatriciana” in fase finale, prima di essere sfrattato?

2. Recupero forzoso
Recita infatti la nota:
Si elencano, di seguito, i parametri/criteri, sia di carattere soggettivo che oggettivo per la valutazione di merito in relazione alle procedure di recupero forzoso, riportate in ordine di priorità, fermo restando la esigenza della documentate/documentabile strumentalità operativa dell’alloggio occupato.
Preliminarmente, occorrerà distinguere, secondo i parametri previsti dalla normativa vigente e sulla base dell’ultima dichiarazione dei redditi (anno 2009) la categoria dei sine titulo ( se sono dentro o fuori dall’art .2 Decreto Ministro Difesa n.d.r.).
Per i “non protetti” si procederà ad elaborare una:
- prima classificazione, in base al reddito certificato con mod .ISEE relativo al reddito annuo lordo del concessionario e del relativo nucleo familiare convivente, distinta anche per Forza Armata e per circoscrizione abitativa/provincia amministrativa;
- riclassificazione del dato di classifica ISEE in base ad un parametro (quale? Ndr) che tenga conto del differenziale tra canone di mercato (secondo i dati forniti dall’Agenzia del Demanio – ambito procedimento determinazione canoni di mercato) e canone versato;
- ulteriore riclassificazione del dato ottenuto in base ad un parametro (quale ? ndr) che tenga conto della “tensione abitativa militare” facendo ricorso ai dati elaborati per l’emanazione del Programma pluriennale per la realizzazione di alloggi di servizio di cui al comma 627 e seg. legge 244/2007;
- ulteriore e conclusiva riclassificazione del dato ottenuto in base ad un parametro che tenga conto del tempo di occupazione “sine titulo” avendo cura di distinguere e pesare in modo appropriato (come? Ndr ) il periodo maturato durante il servizio effettivo e quello, eventuale, in quiescenza.

Continua la nota:
Dalle elaborazioni del dato così ottenuto, emergerà pertanto, una priorità di recupero nei confronti di utenti con un indicatore di reddito familiare più elevato, in quiescenza piuttosto che in servizio, fruitore di alloggi ubicati nelle zone a maggior indice di costo (alla faccia della operatività……ndr) ubicati nelle aree ove la domanda di alloggi di servizio è più pressante.

Reali capacità……
Continua la nota
Il piano pluriennale risultante, articolato per trimestri, dovrà tenere conto infine, delle reali capacità tecnico/amministrative dell’Amministrazione Difesa di procedere ad un ripristino/riutilizzo degli alloggi liberati per una nuova utenza con titolo in tempi ristretti.

Fin qui la nota, su cui la “cellula” dovrà dispiegare tutta la sua “reale capacità”. Ci viene da pensare, chissà perché, ai 4000 alloggi vuoti.

Alla luce di quanto riportato, relativamente all’articolata ( ed in parte inquietante) disposizione, CASADIRITTO osserva in via preliminare:
Nella lettera con cui i Comandi richiedono la certificazione ISEE (già spedita) viene citato che:” omissis…… in modo da determinare una specifica e trasparente graduatoria”……
Ebbene su quanto innanzi riportato in dettaglio, se ne deduce che:
sarà fatta una classifica. Sarebbe bene , prima che la gara inizi, dettare regole certe e designare gli arbitri, tanto più che la classifica deve essere “TRASPARENTE” . Presumiamo quindi che dovrà essere anche pubblica, in quanto trasparente. Sempre nel campo delle “regole” sarebbe necessario conoscere durante i passaggi delle varie riclassificazioni quale peso abbiano i parametri.
Questo perché la determinazione del peso di ciascun parametro è di per se in grado di stravolgere o meno l’esito del risultato, cioè lo sfratto.
Pensando in maniera maligna, ma è solo una preoccupazione, l’applicazione anomala dei parametri potrebbe scegliere un alloggio da recuperare, a priori, indipendentemente da ogni intenzione di trasparenza dichiarata. Per evitare dunque, operazioni personali o vendette a freddo, cosa che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni, CASADIRITTO chiede che si ponga rimedio per evitare qualsiasi dubbio (peso dei parametri, reali capacità…).
Quanto agli arbitri, come si sa il controllore deve essere controllato. Da chi ?
Chi controllerà la “ cellula “ ?

p.s. le procedure di cui sopra, verranno sospese per gli immobili che saranno identificati, dal decreto successivo, come alienabili.
Sergio Boncioli

10 gennaio 2011

STRADAFACENDO

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