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ALLOGGI DIFESA ANALISI INFORMAZIONE E ISTRUZIONE PER L'USO

LE CASE DELLA DIFESA NON TROVANO ABITANTI

QUALE PRIORITA’ SUI LAVORI?
PICCOLA GUIDA PER SCOPRIRE LA ROMA SEGRETA DEL “600”
CONVENTI E CONVENTICOLE TRA VIA DELLA LUNGARA E S. MARIA IN TRASTEVERE
Succede da sempre che mettere gli uni contro gli altri, “paga”. La storia è vecchia e collaudata. Per gli alloggi, viene applicata da sempre. Additare i “senza titolo” con titolo concessorio scaduto come causa della mancata assegnazione agli occhi di chi pone legittime speranze su una assegnazione, ha fatto “campare” di rendita generazioni di “Responsabili, gran parte della parte più “ pigra “ dell’intellighenzia ministeriale addetta ai lavori e naturalmente l’inevitabile pletora di yes men buoni per tutte le stagioni. L’argomento usato ed abusato di non assunzione di responsabilità e di scaricare la colpa nei confronti di chi ha invece sostenuto economicamente l’intero sistema casa, finanziando lavori di manutenzione, cambio alloggi, manutenzione a proprie spese oltre il canone, è nota a tutti. Questo sport, praticato anche dagli uscieri di palazzo in su della catena di comando, non prevede nemmeno il possesso del phisique du role; l’insulto e la denigrazione sono aperti alla massa. Ma con CASADIRITTO è stata sempre dura per questi personaggi anche se noi si va avanti solo con la forza della ragione. Forse per questo che gli stessi personaggi non ci trovano simpatici.

1° CONVENTO DI TRASTEVERE - Convento annesso alla Chiesa di S. Apollonia, Piazza S. Apollonia 14 Trastevere – Roma Costruzione risalente al 1600.

S. Apollonia
Erano alcuni anni che CASADIRITTO festeggiava il compleanno della signorina Elena Fortini,. Nostra sostenitrice convinta. Fino al 2006, al compimento dei suoi 106 (centosei) anni., assieme al Sindaco, torta, fiori e tanta ammirazione per i suoi graziosi maglioncini un pò naif,che confezionava ai ferri. Poi, nel marzo 2007 tutto ebbe termine. Come noto a noi tutti, a lungo termine, i programmi e le previsioni sono eventuali. Nel breve e medio termine noi di CASADIRITTO contribuimmo a darle, per i primi 106 anni, una certa tranquillità attraverso leggi giuste che avevamo attentamente seguito fino all’approvazione. Elena, al contrario di chi pensava che era una vedova, era invece la concessionaria dell’alloggio. Non si era mai sposata ed aveva svolto il suo lavoro per più di 40 anni nella sua qualità di ragioniera, alla Caserma Bianchi, più di mezzo secolo fa. In età già avanzata, qualcuno le scrisse una lettera , che se ne sarebbe dovuta andar via da quella casa, perché non aveva titolo. Altri, in maniera rozza, la chiamarono abusiva. Lei, sorniona, ironica e romana non prese mai sul serio ne gli uni, ne gli altri. Cercò di organizzare subito un bel piatto di fettuccine nel chiostro del Convento quando le leggi buone e rispettose furono approvate. Ma quella bella idea, non ebbe mai a realizzarsi.

CASADIRITTO diede a lei come agli altri, quella dignità che le spettava. La dignità della persona conquistata attraverso il diritto e non con una carità pelosa. SECONDO LEGGE. COSA SEMPLICE MA DIFFICILE DA DIGERIRE. Se ne andò con i suoi maglioncini ed i suoi gatti e soprattutto lasciò disponibile l’alloggio, senza figli o nipoti, senza parenti di sorta e già che ci siamo, senza le amanti descritte da un noto cronista. Il competente Comando e il competente Reparto Infrastrutture presero in carico il prezioso fardello. La casa era piccola, cento gradini da scalare, camera, cucina e servizi all’interno dell’ex Convento del 1500, unito alla Chiesa di S. Apollonia . Facemmo subito un saluto e ringraziamento ad Elena (vedi 17 aprile 2007 allegato) ove CASADIRITTO, attraverso quella notizia, metteva “sul mercato dei diritti dei militari in servizio” quel piccolo alloggio, un vero gioiello ambito magari per un militare trasferito improvvisamente a Roma per ragioni di servizio. Un posto anche d’elite per chi conosce Roma, a 20 metri da S. Maria in Trastevere, luogo fantastico e ineguagliabile. Piccolo si, ma buono, magari per quel Colonnello, ormai famoso, che da Napoli veniva a Roma tutti i giorni, con il treno delle 5 di mattina. Così dichiarava un “Responsabile” in una lunga intervista durata 3 giorni, su Metro. Chissà se ancora aspetta. Bene (anzi male) dall’aprile 2007 quell’alloggio, malgrado l’articolo del 7 aprile 2007 di Casadiritto è rimasto desolatamente vuoto. Le chiavi stanno appese al Reparto Infrastrutture . I muri di gomma non hanno dato mai risposta. Un piccolo finanziamento che non è mai arrivato. Quello che faceva interviste a Metro è sparito. Noi siamo ancora qui a ricordare.

2° CONVENTO DI TRASTEVERE – Entrata da Via Garibaldi 4.b ma facente parte dell’ala ex conventuale. Altra entrata al civico n. 3. La restante parte è ancora di pertinenza del Convento nel cui complesso si trova la chiesa S. Maria della Scala.

S. Maria della Scala
Convento Carmelitani Scalzi facente parte del complesso conventuale Chiesa S. Maria della Scala. Sottostante area cimiteriale di Cardinali e Patrizi. Sede storica, dal 1549 di farmacia officinale contro la peste (acqua antipestilenziale) Durante la difesa della Repubblica Romana fu sede del Comando di Garibaldi nella battaglia del Gianicolo contro i Francesi e le truppe papaline. Il convento fu adibito ad Ospedale Militare. Nei sotterranei sono sepolti garibaldini e papalini. Nella parte ex convento, in parte ancora tale, in Via Garibaldi n.4 b a poca distanza dal primo di S. Apollonia, fa notizia l’esistenza di un altro appartamento, piano terra, ampia scalinata di ingresso (autonomo) immenso giardino comune, ma posto macchina riservato.. Anno più, anno meno sono circa 12 anni che aspetta un nuovo inquilino con famiglia. Quei 100 metri di appartamento ammuffiscono. Un bel campanile del 600 lo sovrasta. Il posto macchina ( a Trastevere?!?) è vuoto. A poche decine di metri c’è l’Orto Botanico, Palazzo Corsini, l’Accademia dei Lincei, San Pietro in Montorio, Il Tempietto del Bramante, l’Accademia Spagnola, il Fontanone, il Gianicolo…… Che altro? L’Antica Pesa, un pasto. uno stipendio. Ma si mangia da Re. Infatti, quando viene il Re di Spagna, va li.

S. Maria dei sette Dolori
Nel gomito di Via Garibaldi, davanti al Comando Interregionale de Carabinieri un altro Convento che Garibaldi – Repubblica Romana Battaglia del Gianicolo 1849 ove Mameli trovò la morte e le truppe Francesi sconfissero Garibaldi e posero fine alla Repubblica. Triunvirato Mazzini, Saffi e Armellini – vedi nota storica allegata – questa volta non regalò allo Stato Italiano, ma lo lasciò alle suorine dell’Ordine Francescano delle Oblate di S. Agostino della Chiesa di S. Maria dei 7 Dolori (Borromini 1600) che negli anni, dato i tempi, le ingegnose e previdenti suorine ne hanno fatto parzialmente con altra gestione, Donna Camilla, un lussuoso albergo a 5 stelle, con suite da mille e una notte. Ma perché con tutta questa grazia di Dio, in questo posto d’incanto, l’alloggio è vuoto? Negligenza, mista a ignoranza, sciatteria e trascuratezza insomma la sommatoria del meglio del meglio che in questo lungo periodo ha visto molti “Responsabili” decidere di non decidere, mandare alla rovina un bene e sottrarre ad una o più famiglie da ciò che aspettava loro. L’umidità è comune a tutti gli alloggi di Trastevere dopo l’inondazione del Tevere del 1870 e senza manutenzioni il degrado prende il sopravvento. Come peraltro si presentano i soffitti a volta degli alloggi facenti parte del resto del convento, che dopo un intervento all’indomani dell’alluvione del Tevere 1870, e dell’avvenuto collasso, sono stati assicurati con delle capriate , ferri e putrelle. Ma dopo 140 anni, i tiranti tra parete e parete si spezzano, le crepe proseguono il cammino, i cortili sprofondano con voragine di 20 metri al civico n:3 di Via Garibaldi ( negli anni 80) Ora probabilmente gli alloggi seguiranno la vendita all’asta. Tanti auguri a tutti gli abitanti. E ai nuovi acquirenti che risulteranno vincitori. Da quanto risulta, mai la Difesa ha operato interventi strutturali.
Due ex Conventi, 2 appartamenti, 2 mancate assegnazioni. Il primo si poteva assegnare, dopo una semplice “romanina” un intervento leggero. L’altro con intervento più impegnativo. Ma risolutivo.

COMPLESSO ADIACENTE PALAZZO SALVIATI – ZONA TRASTEVERE OPERA DEL 600 – Cardinale Giovanni Salvati

Via della Lungara civici n. 59, 73,76 e 79. Complessivi 13 alloggi piano stradale Via della Lungara – Trastevere, Roma.

Dal sito ufficiale Difesa.it Sezione gare:
Codice esigenza 004310 Bando 14 luglio 2010 “ Esecuzione lavori di ripulitura ed adeguamento impianti presso vani scala civici 59, 73, 76 e 79 Di via della Lungara”.
Importo gara 476.787,00 + IVA - Aggiudicazione 343.046,88, Ribasso 29,00% - 2° arrivato, Ribasso 28,999%
(vedi allegato Difesa)

alloggi via della Lungara
Per chi non conosce Roma, gli immobili interessati. si affacciano sul Piano stradale poco dopo il Carcere di Regina Coeli e poco prima di S. Pietro. Sono da sostituire antichi scalini di marmo del 600 con piani di travertino. Inoltre i lavori interessano anche la sostituzione degli attuali citofoni, con nuovi apparecchi videocitofonici.. Allo stato altro non è dato sapere, ma non ci sembra importante. I lavori iniziati ai primi di luglio risultano ora, a settembre 2011, tuttora in corso. Infatti un camioncino bianco staziona, entro una transenna, al lato della stretta Via della Lungara, ove vengono scaricati i materiali di risulta. Certamente il Cardinal Giovanni Salviati, nella sua celeste dimora, che fece costruire l’opera, guarderà il tutto con occhio scrutatore. Aveva fatto costruire l’omonimo Palazzo e l’ adiacente complesso per alloggi destinati in affitto ad inquilini di alta qualità.

alloggi via della Lungara
Gli Ambasciatori di Francia, il Cardinale d’Este, il Duca di Bracciano, il Cardinale di Perugia. Successivamente tutto il complesso fu destinato dal Governo Pontificio all’importante funzione di Archivio Urbano. Arrivò il solito Garibaldi ed avvenne che la Difesa ne prese possesso, sia del Palazzo Salviati che delle pertinenze e adiacenze facenti parte dei civici in argomento. Purtroppo in quello storico cortile furono tradotti gli ebrei romani, prima della deportazione nei campi di sterminio, nel 1943. Una lapide all’esterno, li ricorda. Ora il tutto è sede del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), mentre le abitazioni sono situate all’esterno con entrata autonoma. Storie diverse terrificanti e affascinanti che si possono leggere in dettaglio nel sito dell’Associazione Ex Allievi Nunziatella – Sez. Lazio. Ma per quello che ora ci interessa, queste storie di Conventi e Palazzi Cardinalizi fanno da scenario ed occorrono solo per definire il contesto.

La ricerca di particolari, di queste minuziose piccole ed apparentemente notizie storico turistiche, non è secondaria, Vuole aiutare a comprendere a che punto di menefreghismo hanno ridotto la conduzione irresponsabile dei “Responsabili”. Nelle grandi città, ove anche per i militari in servizio, morde pesantemente la condizione economica, la soluzione temporanea o definitiva, di abitare un alloggio equivale più o meno ad uno stipendio. Può contribuire alla costruzione di una famiglia o evitare lo sfascio della stessa. Avere risolto o meno questo problema, dipenderà per moltissimi se vivere in una condizione bord line di disagio economico o addirittura di povertà. Capirlo e non tenerne conto è deplorevole, Non capirlo è colpevole. Queste situazioni vanno rimosse come rimossi vanno i cosiddetti “Responsabili”. Soprattutto quelli con potere decisionale. Potrebbero svolgere la loro encomiabile opera, su altre cose e in altri luoghi. Questo lusso di tenere le case vuote siano esse nei centri storici o nelle periferie, va denunciato. CASADIRITTO lo fa da molti anni, nelle Commissioni Difesa, lo dice ai Ministri se si fanno vivi, ai Sottosegretari, nelle interviste televisive ed ai giornali, ai Capi di Stato Maggiore Difesa, che ci scrivono gentilmente. Ai Parlamentari chiediamo soltanto di entrare nel merito ed abbandonare quell’atteggiamento di supponenza, che li distingue spesso. Entrare nel merito, questo chiediamo. Abbiamo sempre parlato anche in dettaglio e dicendo dove sono, i 4000 alloggi vuoti. Ad una negazione iniziale, fa seguito un finto sbigottimento ed una presa d’ atto e una finta consapevolezza, poi il nulla. Peggio per voi. Vi giudicheranno prima di tutto le vostre coscienze, poi gli altri. Come al solito dopo aver letto queste righe, qualche sepolcro imbiancato vedrà solo il colore ed il folclore, ma si sa chi sono quelli che vedono il dito e non la luna. CASADIRITTO lancia un ulteriore appello, questa volta ai RESPONSABILI quelli veri, RESPONSABILI PER DAVVERO, accogliete i 10 punti, prendete sul serio almeno il vostro lavoro. Fra questi vogliamo ancora annoverare il Sottosegretario on.le CROSETTO il suo staff ed il Parlamento. Ma anche le famiglie dovranno dimostrare che sono parte del problema, attori e non spettatori. Incrementiamo ancora la nostra voce, inviamo e continuiamo incessantemente l’invio di fax. E poi, per evitare che scompaia, con CASADIRITTO si sa cosa fare.

Ritorniamo ai lavori. Non vogliamo sapere di tecniche conservative, se e meglio la sostituzione o il restauro. Roba da architetti. Non è il nostro mestiere. Non vogliamo sapere se i videocitofoni sono meglio dei citofoni, anche se è retorico domandarselo. Quello che CASADIRITTO si vuole porre è quale PRIORITA’ e quale criterio si adotta per decidere i lavori, finanziati sul Capitolo specifico degli alloggi. Chi ha finanziato quella gara, ha dovuto fare una scelta difficile. Diamo per scontato che tutti i lavori sono necessari. Ebbene senza allargare i confini, rimanendo in zona Trastevere ove tutte le pietre sono uguali, un alloggio di 100 metri quadrati aspetta da 12 anni, un altro da 4 per piccoli lavori: Potevano essere sottoposti ad opere e sarebbe stata accolta la richiesta di due militari, fra le migliaia di domande, in servizio. Invece è stato deciso diversamente, anche tenuto conto del numero considerevole di anni che sono passati.

Quei lavori ancora in corso, quindi le decisioni di finanziamento sono relativamente recenti, lo testimonia il camioncino bianco e il via vai degli operai, mentre il sito Ufficiale della Difesa lo attesta. Al contrario risulta che molti Comandi scrivono agli Organi di loro dipendenza, che la cassa è vuota anche per lavori di propria spettanza. Perchè? I misteri di Roma si moltiplicano. Questo pone un problema. Vorremmo allora che quel militare di nostra conoscenza (anche noi conosciamo militari…..magari diversi dai marescialli in pensione che conosce quel famoso viaggiatore, il noto oste in Romania, che quando vede questo noto personaggio, gli domanda: a che punto sono le vendite?) che con due piccoli bambini, una moglie ed uno sfratto esecutivo vede inevasa la sua domanda, subendo pure una presa in giro, sentendosi dire la nota frase: è colpa degli abusivi. Ma ormai abboccano solo gli sprovveduti.
Una, cento, mille, fino a 4000 volte, tanti sono gli alloggi vuoti, ripeteremo questa domanda, perché? A Trastevere, come altrove a Roma , e in Italia. Se non lo fa CASADIRITTO, chi altri?
Sergio Boncioli

Nota per gli addetti:
La casa di 100 metri, è vuota da molti anni prima della prima cartolarizzazione 2005-2006 poi fallita, e prima della attuale vendita. Quindi le liste delle vendite erano inesistenti ed i lavori potevano essere programmati. Anche l’alloggio piccolo era libero nel 2007 prima delle attuali liste, e l’alloggio poteva essere immediatamente assegnato lo stesso anno.

Allegati:
   Articolo del 17 aprile 2007 "Casetta di Trastevere"
   Ministero Difesa esito di gara
   Nota storica
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19 settembre 2011

STRADAFACENDO

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