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IL "PEZZO" DELLA DIRETTRICE DEL NUOVO GIORNALE DEI MILITARE SUL CONVEGNO
Foto concesseci dal Nuovo Giornale dei Militare

Una partecipazione andata oltre ogni aspettativa. L’Aula dei Gruppi parlamentari stracolma e decine di persone che non sono riuscite ad entrare… Il Convegno organizzato da CASADIRITTO e dal NUOVO GIORNALE DEI MILITARI, lo scorso 18 ottobre è stato senza dubbio un successo. Ma lo è stato soprattutto per la perseveranza di centinaia di utenti e famiglie, provenienti da tutta Italia, che stanno lottando per vedere ripristinati i loro diritti, calpestati da una serie di interventi vessatori messi in atto dalla Amministrazione della Difesa.

Il riconoscimento di tutti è andato soprattutto al coordinatore Sergio Boncioli e a tutto il Comitato Casadiritto che ancora una volta ha dimostrato fino in fondo, la coerenza di una battaglia condotta ormai da molti anni, sempre nell’ottica di un confronto diretto con le famiglie e gli utenti e avendo come riferimento e interlocutori le forze politiche dei vari schieramenti e le Istituzioni.

Non è un caso che l’ iniziativa sia stata organizzata nel cuore della politica, chiamata ad un impegno importante: quello di avviare una riflessione che possa contribuire a sciogliere alcuni dei nodi più controversi della materia, scaturiti dalla leggerezza di comportamenti e dalla discrezionalità dell’amministrazione della Difesa nell’attuare disposizioni legislative chiare.

Innanzitutto la legge n. 244/2007, la quale aveva previsto che il Ministero della difesa predisponesse un programma pluriennale per la costruzione, l’acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio al fine di soddisfare una necessità, pianificata dallo stesso Ministero della difesa, pari a circa 51.600 unità abitative, da attuare anche attraverso l’alienazione di alloggi non più utili alle esigenze dell’amministrazione della difesa.

Sappiamo come è andata.

Sia il regolamento attuativo varato con decreto del Ministro della difesa il 18 maggio 2010, n. 112, sia il successivo decreto del Ministro della difesa 16 marzo 2011, con cui sono state dettate le disposizioni in materia di rideterminazione del canone degli alloggi di servizio, hanno evidenziato tutta una serie di incongruenze e norme inique, che sono state oggetto, tra l’altro, di mozioni, interrogazioni parlamentari sottoscritte dai diversi gruppi parlamentari ed in alcuni casi approvate all’unanimità dalla Camera dei deputati, ma che non hanno poi trovato corrispondente applicazione negli atti compiuti dall’amministrazione della difesa che, in compenso, sta perdendo le preziose risorse che provenivano dai canoni pagati dagli utenti costretti a lasciare l’alloggio per cercare una abitazione sul mercato a prezzi più accessibili.

Ai circa 4000 alloggi vuoti, quindi, in questi mesi se ne sono aggiunti alcune centinaia che sono rimasti tali, nonostante le esigenze manifestate dal personale che ne ha fatto richiesta. Allo stato ci troviamo pertanto davanti ad una situazione di stallo: il programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio incontra evidenti difficoltà di attuazione per la scarsità di risorse disponibili e anche il piano di dismissioni degli alloggi della Difesa registra numerosi ostacoli che ne rallentano l'attuazione, fino a pregiudicare il raggiungimento dell'obiettivo finale.

In questo scenario si sono inserite due importanti novità che sono state illustrate ampiamente da Sergio Boncioli e dall’Avv. Nicola Ciconte.

Da un lato l’enunciazione della Corte dei Conti, richiamata nel titolo del convegno, contenuta nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per il 2011, con la quale viene a cadere una impalcatura su cui si sono basati gran parte degli interventi restrittivi e VESSATORI dell’amministrazione, ovvero quella “filosofia” punitiva, da cui è scaturito l’assioma “sine titolo uguale abusivo” .

Dall’altra parte il pronunciamento del Tribunale amministrativo che ha annullato tutti i provvedimenti di rideterminazione del canone impugnati.

Ecco pertanto l’esigenza di un confronto con tutte le Forze Politiche. Si ridisegna infatti uno scenario che impone – da parte del legislatore – un intervento immediato che rappresenti l’inizio di un cambiamento di rotta ed una concreta via d’uscita da quello che per molte famiglie si è trasformato in un vero e proprio incubo.

Tutti i parlamentari presenti si sono impegnati a sostenere le ragioni degli utenti e a tenere alta l’attenzione sul problema, anche attraverso l’accelerazione delle varie proposte di legge di cui sono firmatari per le quali verrà formalizzata – in modo bipartisan - la richiesta di sede legislativa.
Le iniziative presentate, sono le seguenti:
– n. 5154, primo firmatario on. DI BIAGIO;
– n. 5160, primo firmatario on. BIANCOFIORE;
– n. 5400, primo firmatario on. RUGGHIA;
– n. 5491,primo firmatario on. BOSI.

In attesa dell’auspicata soluzione legislativa, gli organizzatori del convegno hanno sottolineato l’opportunità di UNA MORATORIA IMMEDIATA sul problema degli alloggi, su Leggi e Regolamenti in vigore, affinchè parallelamente, si abbia con l’urgenza che il caso impone, il tempo di approvare un testo unificato delle pdl presentate.

Antonella Manotti
19 ottobre 2012

STRADAFACENDO

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