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NOI CON LE FAMIGLIE DI GAETANO E FRANCESCO, MILITARI IN SERVIZIO PROSSIMI SFRATTATI DALLA DIFESA PER CASE VENDUTE ALL’ASTA A CIAMPINO, VOI IRRESPONSABILI.
MA VI SIETE RESI CONTO CHE COSA STATE COMBINANDO ?

Riflettete, ancora potete farlo, appello a chi nella Difesa ha sempre dimostrato senso di responsabilità.
Si può intervenire anche in caso di dimissioni del Governo

Prende sempre più consistenza mano mano che si dispiegano i tempi tecnici il “lascito“ che i decreti sulle vendite (La Russa del 18 maggio 2010) e sui canoni di mercato (Crosetto dell’11 marzo 2011) hanno lasciato un marchio indelebile sulla pelle viva e in molti casi sulla carne di tante famiglie. Quella mostruosa, incredibile ma pur vera, inesorabile sinergia di cui sono stati capaci, con l’aiuto di una sapiente e malefica cabina di regia, a sua volta pianificata e programmata, senza che al “programma” fossero dati al computer degli “imput” minimamente umani, come risulta da carte e documenti inequivocabili, sta vedendo, almeno oggi così appare, una conclusione a tenaglia, tra canoni e vendite, da cui non appare una via d’uscita.

Sull’enclave in cui sono state segregate e confinate tante famiglie ricadono effetti delle metaforiche bombe a grappolo, i risultati sono assolutamente coerenti per la parte che li aveva premeditati ed alla fine realizzati, e per questo disastrosi per chi li sta subendo.

Di questo fosco percorso ne abbiamo messo in luce, contrastandolo, le tappe e gli stati di avanzamento e nessuno meglio di Casadiritto e delle famiglie informate tra carta stampata, fotocopie, giornali, radio e TV, assemblee e convegni, incontri, trattative a livello ministeriale, audizioni al Parlamento, e chissà quale altro canale, ed anche attraverso il sito che svolge un ruolo insostituibile, ne conosce tutte le traversie ed i nomi degli irresponsabili, man mano che il “braccio esecutivo” politico ne eseguiva con ossequio le direttive e vanificava qualsiasi tentativo di migliorare i contenuti.

On. Crosetto - On. La Russa

Ora quegli “irresponsabili” politici sembra siano spariti dalla circolazione di Via XX Settembre e a noi ci rimangono i danni irreversibili che ci stanno procurando i loro frutti. Ma pur sparendo dal Teatro della Difesa, continuano, come vecchi attori sulla via del tramonto, a cercare di calcare la scena. Te li trovi pentiti e commossi sui loro problemi personali, a cui a nessuno interessa, parlando “su come salvare l’Italia”, nelle TV private e pubbliche in veste di esperti di che non si sa. Chi con la faccia buona e rubiconda, chi invece con il solito piglio luciferino. Ma li accomuna il fatto che si sentono in dovere di dare, per altruismo naturalmente, ancora i loro servigi alla Patria. A chi si rivolgono ancora non è dato sapere. Non certo alle migliaia di famiglie, che direttamente o per fama, li hanno conosciuti e che per la loro talentuosa opera maxima sono alla disperazione.

Perché si sentono di dare suggerimenti e pareri, a chi non li conosce, hanno ridotto a queste condizioni la “gente perbene” quella che per esempio ha riempito la Sala del Convegno a Roma il giorno 18 ottobre e quella che non è potuta entrare perché erano esauriti i posti? Quelli che con la loro presenza, ne rappresentavano molti altri in tutta Italia? Quella “gente perbene” che vede e rivede più volte in tutta Italia ed anche in certe particolari zone….sul sito di Casadiritto, nel filmato e sulle foto, quei volti e sente finalmente quei ragionamenti.

Come noto a quel Convegno era stato invitato anche l’on. CROSETTO, l’autore, allora potente Sottosegretario per la Difesa. Ha scelto di non presentarsi al Convegno, senza rispondere nemmeno all’invito. Eppure era stato invitato 30 giorni prima, forse avrebbe visto, per la prima volta, una realtà a lui sconosciuta, che lo avrebbe senz’altro reso migliore o meglio, liberato da un peso che speriamo sia da monito per tutta la sua vita che appare spensierata e gioiosa.

Non sappiamo se era in quello stato d’animo quando ha posto la sua firma sul Decreto dell’11 marzo 2011, ma sappiamo le sue argomentazioni che nei lunghi mesi che hanno preceduto quella firma, invano Casadiritto, disperatamente ed in solitudine rispetto ad alcuni figuranti, con altrettante argomentazioni, aveva cercato di fargli capire. Era attorniato allora da perfetti yesmen e lui ci considerava in grado di non capire “il suo nuovo corso”. Che cosa c’era di nuovo? Forse era semplicemente il vecchio travestito da perfidia e freddezza, ma che davano lo stesso risultato: Sfratti e disperazione.

Era stata portata a termine non una “MISSION” ma la “MISSION” per eccellenza. Quella dell’Obiettivo 9 ed in tanti potevano essere soddisfatti. La data della vittoria era il 16 marzo 2011 ed al Piano Nobile con ingresso che conosciamo, qualcuno brindò soddisfatto. Dai non lontani Palazzi di Via XX Settembre, molti si unirono al brindisi, in particolare i calici vennero alzati vicino all’Università, ove era il “Sancta Santorum” dell’operazione, e fu tutta una solenne ubriacatura. Ma la sbronza finale doveva ancora arrivare. Infatti, con notevole ritardo rispetto agli 8 mesi che le Legge 244 imponeva, legge con molti principi ma pochi anticorpi, arrivarono ai primi mesi del 2012 i primi effetti del Decreto La Russa, del 18 maggio 2010.

Ora siamo nel mezzo dell’invio delle proposte di acquisto con prezzi, che possiamo ben dire, sovrastimati, ma ci viene da aggiungere irreali o meglio surreali. Anche il TAR ha espresso il suo verdetto, dopo che gli utenti avevano “espresso” il loro. Ma la macchina infernale ancora non si riesce a fermare tanto che in questi giorni in tante altre località dopo OSTIA, CIAMPINO, FIRENZE, ROMA, Luchino dal Verme (Esercito) ed altre città, siamo stati informati dell’arrivo a TARANTO, Via Magnaghi e Via General Messina, a TRIESTE in Via Rota, a NAPOLI, in Via Metastasio e Via Rossetti, a CANDIOLO (TO) Via Orbassano, BRESCIA, MASSA CARRARA e MESTRE e ancora ROMA e man mano altre località, al di la di pochi casi, quasi ovunque le percentuali di adesione sono modeste, ed i prezzi esposti suscitano prima sorpresa, poi indignazione.

E’ ormai una scena che si ripete, molti purtroppo scoprono solo adesso ciò che Casadiritto afferma da sempre, cioè che le vendite, andavano e vanno precedute da buone regole e da quella salvaguardia che la legge 244 già prevedeva al suo interno, da qui non se ne esce, altrimenti diventano un boomerang, di cui pagano le conseguenze in caso di vendita, con lo sfratto entro 90 gg., un po’ tutti: personale in servizio, anche con il titolo, ceto medio monoreddito, coppie anziane, categorie protette, anziani, vedove e famiglie con componenti familiari portatori di handicap. Una volta arrivata, quella lettera, zeppa di vessazioni derivanti dal noto decreto, prima agognata, poi odiata, potrebbe essere ANCORA DEPOTENZIATA. Ma come?

Dopo il Convegno del 18 ottobre le premesse si sono create. Al Parlamento fin che sarà funzionante, è in discussione la Risoluzione DE ANGELIS – RUGGHIA. A seguire le cinque proposta di Legge DI BIAGIO, RUGGHIA, BOSI, BIANCOFIORE e DI STANISLAO che a vario modo, ma sostanzialmente, sono finalizzate al superamento degli attuali Decreti su canoni e vendite. Ma la fine della Legislatura è alle porte. Certi segnali di ostruzionismo da parte del Sottosegretario Milone, proprio ora che si lotta contro il tempo, leggendo quello che è avvenuto alla Camera lo scorso 5 dicembre, non aiutano ad essere ottimisti. Quello che ora Casadiritto si domanda:
fino a quando e se ancora per quanto tempo, il TAR possa e debba fare opera di supplenza ad un ruolo che dovrebbe svolgere l'esecutivo, tramite Sottosegretario e Ministero nella sua specificità. Anche gl'atti ed impegni assunti davanti alla Commissione Difesa, stentano a trovare rispondenza nella successiva fase di modifica.

I fax che per iniziativa di Casadiritto stanno letteralmente sommergendo, a migliaia, le scrivanie del Ministro DI PAOLA stanno dicendo: rifletta su quello che sta accadendo, il suo ruolo è anche politico e senta quello che anche dal Parlamento le viene detto. Lo dicono tanti segnali anche le nostre famiglie, che sono in fuga dai canoni e quelle che non possono trovare una risposta tra le opzioni cosiddette indicate nella proposta di vendita. Famiglie che non possono comprare, non possono restare, semplicemente nulla possono fare. Altre che sono semplicemente “ospitate” per cinque anni. Lo dicono le cinque proposte di Legge Bosi, Di Biagio, Rugghia, Biancofiore e Di Stanislao che stanno per essere unificate in Sede Legislativa alla Camera. In caso di dimissioni anche del Ministro DI PAOLA, quei fax sono automaticamente indirizzati all’intera Amministrazione Difesa, non è questione di indirizzi.

In ogni caso potrebbe rientrare nelle prerogative di un Governo che rimane in carica, ancorché dimissionario, per il disbrigo degli Affari Correnti, anche all’interno, per interventi non stravolgenti, del Codice di Ordinamento Militare, un intervento, anche tampone al di la dell’entità e delle misure da prendere in materia degli alloggi, potrebbe rientrare in questo ambito. Il nostro appello è rivolto anche e soprattutto alla parte che nella Difesa, che è apparsa ed è stata sempre dotata di senso di responsabilità.

Per gli smemorati che tentano di attaccarci, che continuano a rifiutarsi di sapere che appena il 42% del 60% sulle case abitate risponde di aderire alla vendita, segue chi usufruisce di piccole tutele effimere e chi, un inquietante 24% viene semplicemente preso a calci nel sedere e cacciato in appena 90 gg. per rendere la casa pulita da ogni ostacolo, rappresentato da famiglie di militari in servizio, in quiescenza, ed altro.

Il Grande Circo Barnum delle vendita con asta comincia a fregarsi le mani. CASADIRITTO solidarizza e partecipa con chi rimane vittima di questo ingranaggio che segue uno sciagurato progetto. Sta con chi fa parte di quel 24% che impotente, riceve quelle lettere di sfratto bianco, silenzioso, ma non per questo meno assurdo ed ingiusto. La sfratto di chi subisce una violenza immensa.

A CIAMPINO ed in altre parti, dopo Gaetano e Francesco, è arrivata o sta arrivando la lettera; anche se a Natale, purtroppo anche con tutte le sue ipocrisie, si vorrebbe che ciò non accadesse. Vogliamo esprimere a Loro ed a tutti i Gaetano ed i Francesco tutta la nostra solidarietà ed il nostro impegno, a voi e le Vostre famiglie, così violentate nella civile Italia.

Di quel tipo particolare di odore, di cui si parlava al Convegno nelle conclusioni del Coordinatore, non ne vorremmo sentire ancora. Dobbiamo trovare la forza non di rottamare le persone, ma le cattive idee che portano a questi risultati. Facciamolo anche per Gaetano e Francesco che abbiamo conosciuto e abbiamo percepito la loro disperazione nei loro occhi. Ci servirà per tutti quanti.

Sergio Boncioli

Allegati:
   Lettera di sfratto alla Famiglia di Gaetano, militare in servizio
   Lettera di sfratto alla Famiglia di Francesco, militare in servizio

10 dicembre 2012


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