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COMMISSIONE DIFESA
Comitato Ristretto AC 5154 e abb 5 dicembre 2012
On. Di Biagio Aldo (FLI)

Onorevoli Colleghi,
il lavoro che stiamo portando avanti da qualche settimana sul fronte dell’elaborazione di un testo unico in materia di vendita, usufrutto e canoni degli alloggi del Ministero della difesa è senza dubbio complesso ma sicuramente non può prescindere da un tentativo di confronto con Il Governo, segnatamente se questo ha già da anni avviato un piano di gestione di questo patrimonio immobiliare particolarmente invasivo.

In questa prospettiva lo scorso 15 novembre ho provveduto a veicolare al Ministro Di Paola la nota da noi condivisa nel corso dell’ultimo comitato ristretto, proprio per creare un canale di confronto sul tema oggetto delle nostre proposte di legge.

Come sapete, nella nota si chiede al Ministro di tener conto di quanto sta avvenendo in sede parlamentare anche con l’avvio della discussione su queste proposte di legge. E di avviare, conseguentemente, una sospensione delle procedure di sfratto, vendita e applicazione di canoni elevatissimi, che stanno continuando ad affliggere gli inquilini degli alloggi militari.

Una sospensione di buon senso che desse un po’ di respiro ai nostri cittadini - ormai vessati da un situazione che si protrae da tempo e si aggrava sempre più –, nell’attesa che si completi la revisione della normativa, già in atto con l’iter parlamentare, e si definiscano le misure più idonee a prendere in carico il problema ed avviarlo ad una composizione definitiva e proficua per tutti.

Ritengo opportuno in questa sede condividere con voi la risposta del Ministro alle nostre sollecitazioni, unitamente ad una riflessione che mi sembra inderogabile e necessaria, data – purtroppo – la gravità della situazione.

Il Ministro precisa che le sentenze del TAR in materia “Hanno confermato la bontà dell’impianto normativo adottato dall’Amministrazione sia per la rideterminazione dei canoni” per i sine titulo, ”sia per la determinazione del prezzo e delle modalità di vendita degli alloggi”.

E sottolinea, più avanti, che “al momento la procedura di recupero alloggi non sarebbe mai stata attuata, diversamente da quella sulla rideterminazione del canone”, per concludere che la Difesa intende proseguire nel rispetto e nel solco di tali disposizioni, “rimanendo inalterata l’esigenza funzionale del recupero degli alloggi”.

La nota fa alcune considerazioni finali che non sto qui a ripetere, perché mi pare doveroso e necessario fare alcune brevi riflessioni sul riscontro datoci dal Ministero.

Un riscontro che, onorevoli colleghi, per quanto sia formalmente garbato, non tiene conto minimamente del potere sovrano del parlamento, né della realtà dei fatti.
Poiché fonda le sue giustificazioni su una normativa che il Parlamento sta rivedendo proprio in queste ore.
E sembra non tener conto nemmeno di quanto sta avvenendo ogni giorno in migliaia di famiglie, nonostante le segnalazioni degli inquilini della difesa.

Il Ministro sembra non tener conto delle ripercussione che l’azione amministrativa intrapresa ormai da qualche anno, sta avendo sulla tenuta sociale ed economica delle famiglie coinvolte.
Così come sarebbe auspicabile che tenesse conto – invece – di una volontà di confronto parlamentare che in maniera trasversale abbiamo inteso avviare per dare una soluzione all’impasse amministrativa e normativa che attualmente esiste in materia di gestione immobiliare.

Noi dobbiamo prendere atto di questo. E la migliore risposta che possiamo dare, al Ministro e ai cittadini, è quella di lavorare in maniera condivisa per portare il nostro lavoro all’attenzione dell’Aula nel più breve tempo possibile.

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