Facebbok  Ι  
Sul Web Nel sito

ALLOGGI DIFESA ANALISI INFORMAZIONE E ISTRUZIONE PER L'USO

condividi         

PER FARE UN PO' DI CHIAREZZA
NICOLA CICONTE

Avv. Nicola Ciconte

Cari amici,
vorrei dare un contributo alle riflessioni fatte dall’amico Sergio Boncioli nel suo bellissimo e sentito articolo di lunedì, soprattutto per rispondere alle tante persone che continuano a rivolgersi a me perché, disorientate, cercano risposte e chiarezza.

Abbiamo letto e ascoltato, negli ultimi due mesi, numerose dichiarazioni provenienti dai vertici dell’Amministrazione su quanto statuito dal Tar sia in materia di canoni che di vendite.

Ebbene, se finora sono rimasto in silenzio, convinto che, alla fine, buon senso e, soprattutto, onestà intellettuale avrebbero prevalso, ora sento il dovere di “parlare” e fare un po' di chiarezza.

E’ evidente a tutti che, dopo gli importanti successi che abbiamo conseguito e stiamo continuando a conseguire innanzi al Giudice Amministrativo nei ricorsi presentati sia contro l’aumento dei canoni che contro i prezzi di vendita, il Ministro della Difesa ed i vertici dell’Amministrazione hanno ideato una strategia che ha tre parole d’ordine: disinformare, minimizzare, scaricare le responsabilità su altri.

E allora, come ho detto, voglio fare un po’ di chiarezza.

Il Ministro, come ben sapete, ha affermato che “le diverse sentenze emanate dai vari Tribunali Amministrativi Regionali hanno tutte confermato la bontà dell’impianto normativo adottato dall’Amministrazione sia per la rideterminazione dei canoni per gli utenti non aventi più titolo alla conduzione dell’alloggio sia per la determinazione del prezzo e delle modalità di vendita degli alloggi”, e che, pertanto, non intende impugnarle innanzi al Consiglio di Stato.

La verità è un’altra.

Iniziando dalle sentenze sui canoni, se è pur vero che il Tar, secondo me, un po’ timido di fronte a “Golia”, ha salvato il decreto 16 marzo 2012, è altrettanto vero, e di questo il Ministro dovrebbe prendere atto, che ha fatto a pezzi, giudicandola “inadeguata”, tutta l’attività istruttoria che l’amministrazione militare centrale e periferica, in ogni parte d’Italia, ha svolto nell’ultimo anno e mezzo per la determinazione dei canoni. Così certificando che tutti i canoni definitivi debbono ritenersi illegittimi e che, per quelli provvisori, l’Amministrazione ha agito senza averne il potere.

In altri termini, con le sentenze del Tar siamo riusciti a dimostrare la assoluta incapacità e superficialità dell’Amministrazione, alla quale abbiamo assestato un durissimo colpo, con l'annullamento di tutti i provvedimenti impugnati.

E non deve preoccuparsi il Ministro, al Consiglio di Stato ci andremo noi.

Quanto alle vendite, di quello “impianto normativo”, siamo riusciti a far cadere una norma vergognosa e vessatoria secondo cui l’accatastamento, attività necessaria per consentire alla Difesa di vendere, era posto a carico degli acquirenti, sicché, grazie al risultato conseguito, tutte le famiglie che potranno acquistare l’alloggio non saranno costrette a sostenere quelle somme. E parliamo di importi che vanno da 700 a 1.200 Euro. Si trattava, e lo abbiamo dimostrato, di un ricatto: se vuoi comprare, devi rimborsarmi le spese che ho dovuto affrontare per l’accatastamento (peraltro, come visto, sbagliato).

Altra falsità: i vertici dell’A.D., nel corso dell’audizione in Commissione Difesa alla Camera del 9 ottobre scorso, hanno minimizzato il risultato della sentenza del Tar Lazio sulle vendite degli alloggi, asserendo che, in realtà, la riduzione del prezzo si attesterebbe al 5%. In realtà, la percentuale supera il 10% con riduzioni fino a 30.000 Euro. E, si badi, sinora sono state pubblicate solo 2 delle 5 sentenze attese e mi aspetto che quelle che verranno depositate accertino ulteriori e diversi errori, con conseguente ulteriore riduzione del prezzo.

Ed ancora, sia i citati vertici, nella medesima, riferita audizione, che il Sottosegretario Milone, nella seduta della Commissione Difesa del 5 dicembre, hanno sostenuto che l’errore sull’accatastamento accertato dal Tar Lazio nelle procedure di vendita delle case del Villaggio Azzurro di Ostia è stato commesso dalla Agenzia del Territorio e non dalla Difesa.

Ciò è del tutto falso. All’accatastamento provvede il proprietario e non l’Agenzia del Territorio. Nel caso di specie, è stata la Difesa ha classificare erroneamente gli alloggi, così stabilendo un prezzo notevolmente più alto di vendita.

La verità, quindi, è che il Ministro e l’Amministrazione Difesa sono usciti sconfitti dalla battaglia giudiziaria che abbiamo condotto. Battaglia che, peraltro, non si ferma qui.

E, in trent’anni e più di battaglie, è la prima volta che, innanzi al Giudice Amministrativo, prevalgono le ragioni degli occupanti gli alloggi sui soprusi della Difesa.

A fronte di ciò, un Ministro della Repubblica, per giunta proveniente dalle fila di quella stessa amministrazione, anziché far finta di nulla ed ostinarsi a nascondere la verità, dovrebbe preoccuparsi di salvaguardare le vite delle migliaia di famiglie vessate a causa dei propri errori.

In altri termini, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione nei confronti delle migliaia di famiglie vessate da un’azione amministrativa che si è rivelata (e che il Tar ha certificato) del tutto illegittima. Ci saremmo aspettati che, anziché far finta non sia successo nulla e difendere contro ogni logica ed ogni evidenza il proprio operato, il Ministro prendesse atto degli errori commessi e ricominciasse daccapo, preoccupandosi, questa volta sì, della vita delle persone che, ciascun rappresentante delle Istituzioni, dovrebbe preservare e tutelare.

E veniamo a noi.
Sono oramai trascorsi quasi due mesi dal partecipato e vivo Convegno che ci ha visti insieme alla Camera dei Deputati. Un importante momento di riflessione e di partecipazione all’esito del quale, unitamente ai parlamentari presenti, appartenenti, si badi, a tutte le principali forze politiche e, soprattutto, di quelle che sostengono o, meglio, sostenevano, l’attuale Governo, abbiamo invocato l’apertura di un tavolo con il Ministro della Difesa in cui si potesse discutere serenamente delle problematiche che riguardano gli utenti degli alloggi militari.

Ritenevamo e riteniamo ancora sia necessario un momento di riflessione.
Ma il Ministro non ha accolto la nostra richiesta.

Nel frattempo, io continuo a confrontarmi con tutti quanti voi e ovunque avverto rammarico e rabbia nei confronti di una Amministrazione per la quale si è prestato servizio per molti anni e dalla quale si è trattati oggi come estranei, come uno strumento per fare cassa.

Così, ricevo continuamente richieste di aiuto da ogni parte d’Italia dalle numerose famiglie destinatarie delle offerte di acquisto. In ogni caso, i prezzi appaiono fuori da ogni logica, inaspettati e lontani dai valori del mercato immobiliare. Già, perché, nonostante le sentenze del Tar abbiano certificato il fallimento di più di un anno di attività amministrativa e nonostante la stessa amministrazione abbia ammesso la esosità dei prezzi (si veda l’audizione in Commissione Difesa alla Camera il 9 ottobre), l’attività prosegue con gli stessi metodi e gli stessi modelli, e le offerte di acquisto continuano ad essere spedite agli inquilini che rimangono sbalorditi dal prezzo proposto.

Qualcosa non ha funzionato e nonostante ciò sia evidente, il Ministro continua per la propria strada senza curarsi di porre rimedio ad errori che pregiudicano la vita di migliaia di famiglie che, per dovere istituzionale, dovrebbe tutelare.

Ebbene, siamo in tanti ed abbiamo dimostrato la compattezza e la forza del movimento. E’ mio parere che non si possa più stare a guardare ma occorra, con determinazione, affermare le proprie ragioni e, soprattutto oggi che sta per concludersi una legislatura che ha partorito la vergognose normative che contestiamo, impegnarsi in prima persona e direttamente affinché le nostre rivendicazioni siano portate in Parlamento e nel nuovo Governo.

Un caro saluto a tutti
Avv. Nicola Ciconte
n.ciconte@ciconteciaramella.it

13 dicembre 2012

SOSTIENI CASADIRITTO

Per contribuire a Casadiritto con bonifico IBAN n. IT30 F076 0103 2000 010 3787 6560 intestato a IOSSA TEMISTOCLE con causale CASADIRITTO

ADNKRONOS