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DICIAMOLO FORTE A TUTTI: CASADIRITTO NON E' "IL PARTITO DEGLI AVVOCATI"

Siamo famiglie con non adeguate capacità di convincimento verso i potenti. Ma con tanta capacità di captare le esigenze di moralità, equità, giustizia e solidarietà, che con tanti dubbi e tante difficoltà combattono per cercare di migliorare leggi e regolamenti fatti contro la gente per bene e controproducenti anche per la stessa Amministrazione Difesa "concetti noti a tanti, ma non a tutti"

Il complicato rapporto dialettico con un nostro interlocutore

Gentilissimo Direttore,
La ringrazio per la puntuale informazione su quanto in itinere nelle vicende economiche e nella ricerca di quattro miliardi di euro, rimango però stupito sull'intenzione della Difesa di non cedere gli alloggi per famiglia ( valore che supera i quattro miliardi )ma di voler rideterminare i canoni degli alloggi dei così detti "sine titulo " allo scopo di recuperare alcune migliaia di euro che non bastano per la loro stessa manutenzione. Questa attività di valutazione del canone di mercato dovrebbe essere fatta a tutti gli alloggi indistintamente con titolo e senza, a prescindere dalla categoria ASI/ASIR o AST, pubblicandone per ciascuno il valore e l'importo sulla G.U., in modo che chiunque vedendosi assegnare un alloggio da un Ente del Ministero Difesa sappia quanto il Comandante di quell'Ente, sua sponte, gli concede in più degli altri colleghi e viceversa ma ancor più sappia quanto dovrà pagare di canone all'atto della perdita del titolo che comunque è proprio questo da contestare come beneficio di differenziazione stipendiale dagli altri militari, nel senso che gli alloggi sono tutti spartanamente costruiti come edilizia popolare e di proprietà del demanio per cui avendo una stessa matrice e tipologia, rispetto all'erario non possono porsi in una differenziazione di canone tra aventi titolo e non aventi titolo e all'interno degli aventi titolo nelle formule ASI/ASIR o AST salvo che la Difesa si faccia carico di pagare allo stesso erario la differenza del canone che non fa pagare dai così detti "aventi titolo " delle tipologie ASI, ASIR o AST.

Circa l'esigenza operativa della Difesa di disporre alloggi di servizio opinione diffusa che chi sostiene tale necessità MENTE ALLA NAZIONE CHE E' IN STATO DI BISOGNO in quanto gli alloggi erano sicuramente indispensabili quando c'era la guerra fredda e nella nazione c'era un diffusissimo antimilitarismo tanto che fuori dalle caserme, negli anni settanta, fu addirittura consigliato ed autorizzato l'uso dell'abito borghese, allora tutti i sistemi di comunicazione erano difficoltosi e poco diffusi. Non c'era internet e la minaccia d'invasione dall'Est era consistente e reale per cui, per una pronta reazione occorreva avere quanti più militari possibile vicino alle loro basi fino a costruire cittadelle e villaggi militari in cui gli stessi familiari dei militari conducevano gerarchizzati vita protetta dall'antimilitarismo mentre le attività di direzione e controllo erano principalmente manuali e richiedevano ovunque continua presenza fisica dei quadri dirigenti e di quelli esecutivi essenziali . Ma oggi che ognuno ha, di suo o di servizio, telefonini d'alta affidabilità e PC portatili factotum, la direzione e il controllo di qualunque attività possono essere effettuati stando anche all'estero, dando e ricevendo ordini oppure posta da firmare o firmata, i mezzi di locomozione sono affidabili e ad alta velocità ed ogni eventuale minaccia alla Nazione è realisticamente diventata più di competenza della Magistratura e delle forze di polizia ( sbarchi di clandestini e terrorismo ) mentre le famiglie dei militari, proprio perché sempre più impegnati per lungo periodo in altri continenti per missioni internazionali, preferiscono meglio stanziarsi nei luoghi d'origine ( vds. in Campania la Brigata Garibaldi o l' Aeroporto Grazzanise) sopperendo alla lontananza del genitore militare con l'affetto di nonni, zii e parenti invece di vivere gerarchizzati in villaggi militari lontano da ogni affetto familiare e dal loro eventuale sostegno economico. Questo porre al centro di ogni interesse la propria famiglia specialmente al riparo economico e d'affetti è anche il motivo più valido posto come origine da ogni militare delle varie forme di pendolarismo come ad esempio in Campania che è elevatissimo per Roma sulle direttrici principali Salerno-Napoli-Formia o Benevento-Avellino-Caserta-Cassino.

Per cui la vendita dei 18.000 alloggi ad una media di 200.000 euro cadauno potrebbe procurare all'erario non meno di 4.000.000.000 euro ( dico quattro miliardi ) giusto più di quanto serve perché la Difesa difendi l'intera Nazione dall'aumento dell'IVA, finanzi gli esodati o l'acquisto di armamenti moderni oppure le missioni all'estero e il tutto facendo semplici convenzioni con l'ABI per la concessione a ciascun militare di mutuo agevolato per l'acquisto della casa demaniale avuta in concessione oppure dal mercato libero nel luogo ove desidera che la propria famiglia ponga i propri interessi economici ed affettivi. Circa la velocità di reperire tali risorse basta impegnare per la stesura dei contratti di vendita gli ufficiali roganti di ciascun Ente della Difesa in base alle valutazioni di mercato locali , facilmente rilevabili dall'ufficiale tecnico dello stesso ente che terrà in debito conto lo stato di valutazione di ciascun immobile
Cordialmente, Pantaleo P.

Risposta di Casadiritto

Egr. Sig. Pantaleo, rispondo a quanto da lei inviatomi. Sono il Coordinatore Nazionale di CASADIRITTO. Da oltre 15 anni cerco di tutelare le ragioni delle famiglie dei militari che sono utenti di un alloggio di Servizio, ancorchè con titolo scaduto, ma lo stesso legittimati nel rimanere nell'alloggi stessi attraverso il pagamento di un canone e non più di una concessione amministrativa, attraverso la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate di un contratto. Come ben sa, suppongo, le nostre case appartengono al demanio militare, e sono giuridicamente parte integrante di strutture atte alla difesa nazionale. Gli alloggi sono circa 17.500 ma ben 4.000 sono vuoti perchè fatiscenti o sono situati in zone che non hanno richiesta alcuna. D'altra parte ci sono migliaia di domande di alloggi AST inevase, perchè la Difesa anzichè assegnarle per graduatoria, pretende di assegnarle ai cosiddetti "incarichi" (ASI). La Differenza è sostanziale : gli AST in titolo pagano un canone possibile, e debbono affrontare una graduatoria. La vicinanza alle caserme che lei adduce, non c'entra nulla. Gli ASI invece, pagano una concessione irrisoria di 1 euro, 60 al metro, e non sono sottoposti ad alcuna graduatoria, ma l'alloggio verrebbe assegnato per la funzione di svolgono. L'intero sistema si reggeva, fino all'avvento scriteriato di un Sottosegretario di nome CROSETTO, e di un Ministro di nome La Russa, su un sistema virtuoso, sui canoni, pagati dai "sine titulo" che forniva alla Difesa circa 30 milini di euro l'anno con un canone medio di 600 euto al mese.

Ma la Difesa, per cacciare dagli alloggi le famiglie che come visto, sostenevano l'intero sistema, ha dato il via ad una immorale legge (Finanziaria del luglio 2010, art.6 21.quater,) che attraverso il canone cosiddetto di mercato, attraverso il Regolamento, firmato dall'allora sottosegretario Crosetto, ha fatto si che migliaia di famiglie, fossero sbattute fuori da casa. Ora quelle case sono desolatamente vuote. A chi la vorrebbe vendere la casa? A qualche palazzinaro o alle famiglie che ormai non ci sono più? I nuovi affitti, infami, hanno raggiuntio la cifra di 1000, 2000,3000,3.500 euro al mese. In questo modo si è attuato un piano chiamato Obiettivo 9, fatto e suggerito in un noto documento che CASADIRITTO ha potuto far conoscere alla Commissione Difesa della Camera e del Senato. I suoi suggerimenti sono fatti sicuramente in buona fede, ma per addentrarsi in un discorso sugli alloggi della Difesa, occorre studiare una situazione intricata, complessa dove ad esempio la forbice degli utenti non ha niente di omogeneo. Lei vuole vendere una casa ad un pensionato con 1.000 euro al mese, o ad un generale con 10 o 15 mila euro al mese, oppure ad una vedova con una pensione di reversibilità di un maresciallo d'annata? Si legga magari sul sito di CASADIRITTO come vanno le cose. Se vuole mi venga a trovare. Vedrà che poi, nel suo interesse, che le proposte saranno meno superficiali e più valide, anche dal punto di vista dei conti. Le ricordo che tanti militari e famiglie di ex militari stanno difendendo il diritto delle loro famiglie non disgiunto dalle necessità della Difesa.

Però faccia attenzione: a problemi complessi, non si risponde con proposte semplicistiche. I sacrifici sulla pelle degli altri, è facilissimo proporli. Se lei mi di rendesse noto il suo mestiere, potrei proporli anche io, mi sarebbe facilissimo, ma in astratto non sarebbe giusto. E se si tratta di un alloggio, su quello passa anche il destino di una vita, ed è bene non scherzare sulla pelle degli altri. Quello che ha fatto Crosetto ed il fratello d'Italia La Russa è di aver accettato un piano, ove chi pagava poco si vede ampliato il numero di alloggi ASI a disposizione. Chi pagava un canone con enorme sacrificio, e sono migliaia, è stato costretto an andare via o sta per essere cacciato. Il risultato è che ora la Difesa non incassa più e gli alloggi si stanno svuotando. CASADIRITTO con il sostegno delle famiglie che ancora resistono, lo sta impedendo. Se vuole parlarmi o saperne di più, telefoni al 06 5883981, abito un alloggio della Difesa e la incontrerò volentieri.

Cordiali saluti, Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Il Sig. Pantaleo riscrive a Casadiritto

Gentilissimo Sig. Sergio, da una attenta analisi della Sua in calce, mi soffermo a quanto da Lei scritto : " LE NOSTRE CASE APPARTENGONO AL DEMANIO MILITARE, E SONO GIURIDICAMENTE PARTE INTEGRANTE DI STRUTTURE ATTE ALLA DIFESA NAZIONALE ". E' proprio questo che è da contestare definendo che cosa e da chi oggi bisogna difendere la Nazione e allora vede che gli alloggi non servono alla Difesa altrimenti questa asserzione dà diritto a Grosetto, La Russa di asserire che c'è ancora il loro camerata Mussolini, che Hitler è al Brennero, che alla soglia di Gorizia ci sono Austroungarici o sovietici con Tito e che a Pantelleria c'è Gheddafi con i suoi missili. Ciò attribuisce ogni ragione a Grosetto e a La Russa e quanti l'accettano o la condividono, anche in forma associativa, di sfrattare e mettere canoni OMI senza colpo ferire (leggasi allegato).
Pantaleo

Caro Pantaleo,
Di svarioni o scivoloni proprio non ne abbiamo bisogno. Quando si citano leggi o parti di esse, bisogna essere sicuri e precisi, altrimenti si rientra nell'approssimazione e nel chiacchericcio. Quando CASADIRITTO afferma ed io in particolare che questi alloggi fanno parte di infrastrutture "atte alla Difesa Nazioale" ha un preciso significato e non perchè si può condividere o no ma così è affermato all'interno del Codice di Ordinamento Militare n. 66 del 15 marzo 2010 all'art. 231 comma 4. Da qui bisogna partire. Partire per la tangente, vendendo ad un prezzo uguale per tutti il patrimonio della Difesa, che come sai, è patrimonio indisponibile dello Stato e per vendere, oltre che a molte procedure, bisogna pevedere molte tutele, non è così facile. Per farlo e prevederlo per la prima volta (3.022 alloggi) si è fatto un Regolamento sbagliatocon invece delle vendite, produce sfratti. Sono le tutele che mancano in quel Decreto di La Russa. Quanto a quei canoni, sono dovuti ricorrere ad un ognobile stratagemma (ricordi Germontani ?) per attuare un altrettanto ignobile Obiettivo ) con il chiaro e dichiarato proposito di rendere "insostenibili i canoni". Ma non è successo perchè non ci si è opposti allo scempio. Se anche tu avessi contribuito un po forse il rsultato sarebbe stato migliore. E' l'nformazione che è scarsa. Poi entra in campo la paura ed il timore. Molti di noi non osano nemmeno leggere quanto CASADIRITTO porta avanti, perchè hanno semplicemente paura di essere poi individuati. Così purtroppo è. Fino a quando la tegola colpisce sulla testa ma allora è troppo tardi. Ecco così che escono proposte di tutti i tipi. Ma il costo è zero e zero sono gli effetti. Si parla e basta, tanto è gratis ed il sacrificio non c'è.Ma ben venga almeno chi prosuce idee. Purchè a queste si accompagnino partecipazione ed informazione.

Ti ricordo che CASADIRITTO, a suo tempo ed anche di recente, con l'esclusione poi ottenuta di porre fuori dai canoni di mercato, la metà degli utenti, ha ottenuto sempre importanti risultati. Ma questo è dipeso sempre da una partecipazione alle proposte, di Parlamenti attenti e di Esecutivi sensibili. Poiu lo Stato Maggiore è stato sempre un discorso a parte.....Quandi hanno approvato il Decreto Crosetto o la legge sulle vendite art.7 del Regolamento, "quelli la" avevano circa 100 voti di maggioranza alla Camera ed altrettanti al Senato. Non ci si poteva muovere e tanta gente non ne sapeva nulla. Alcuni poi facevano finta per non esporsi. Questo più o meno ti volevo rispondere: attenti alle semplificazioni che tagliano per la tangente i problemi e attenti a non essere precisi nella conoscenza delle leggi, quelle attuali, quelle che vorremmo e voglamo cambiare. Un caro saluto Sergio Boncioli

Grazie per quanto mi ha scritto,
ma asserire di essere ancora di doverci difendere da Francesco Giuseppe quando è stato approvato il comma 4 dell'art.231 del Codice di Ordinamento Militare n.66 del 15 marzo 2010 è un po' troppo. Se i singoli assegnatari avevano paura e non volevano esporsi per non essere sfrattati o angheriati per contro qualunque seria associazione doveva denunciare alla Magistratura con i propri avvocati che si stava mentendo alla Nazione e forse oggi molti di quella maggioranza che Lei dice schiacciante potevano essere dichiarati traditori della Nazione per aver taciuto su chi era il nemico e dove si trovava. Se così fosse stato oggi forse staremmo a discutere della loro decadenza.

Ma nulla è perduto le associazioni come la Sua piena di valenti avvocati possono cominciare oggi stesso a denunciare che:
- non ci sono nemici alle porte da cui difendersi con l'ausilio del comma 4 dell'art.231 del C.O.M. 66 del 15 marzo2010;
- ne è prova il fatto che la maggior parte delle infrastrutture del predetto comma 4 versano in grave stato di abbandono e se fossero veramente integranti per la difesa nazionale sarebbero tirate a lucido a prescindere se con titolo o senza;
- allora come oggi le più reali minacce alla Nazione sono di esclusiva competenza della Magistratura e delle Forze di Polizia e asserire il contrario è certamente mentire alla Nazione per procurare infondati allarmi, timori o paure finalizzate a spillare soldi al cittadino che versa in difficoltà economiche, non ha lavoro e non arriva a fine mese;
- la differenziazione dei canoni tra ASIR, ASI, AST e SINE TITULO cozza con il principio di uguaglianza tra più soggetti che usufruiscono di uguali beni di proprietà dello Stato che dovrebbero essere concessi allo stesso canone e non certo quello dell'OMI ma agevolato perché gli alloggi sono edilizia popolare;
- ......ed ogni altro argomento che gli avvocati possano individuare per smascherare il falso asserito al predetto comma 4
Cordialità, Pantaleo.

La metafora su Francesco Giuseppe purtroppo è azzeccata. Ma i Franceschi Giuseppi degli anni nostri non sono altro che la perpetuazione che è insita in loro e che si perpetua. Come in una religione, non possono cadere i cardini che la sostengono.Altrimenti crolla tutto in quanto il sistema piramidale non lo permette. Una cosa però è bene che tu la conosca: all'interno di CASADIRITTO, non c'è uno, che è uno, che faccia l'avvocato. Siamo tutti forti solo della nostra esperienza e sacrificio e sempre non basta. Occorre anche una capacità di analisi e di saper trovare un giusto compromesso. Sempre. Non è materia di contrapposizioni nette, quando ci sono le ragioni in entrambe le posizioni. Dobbiamo saper coniugare le ragioni della Difesa(quelle vere) con i diritti delle famiglie. E' la quadratura del cerchio. Il problema vero è che non ci sono due forze, una sola è quella vera. Ci sono due ragioni.Ed è allora che diventa quasi impossibile poichè qualcuno, periodicamente, fa valere i muscoli e non la ragione, anche a costo di mandare alla rovina migliaia di alloggi.

Quando entra il funzione, per chi lo sceglie e lo paga, un avvocato bravissimo, che ci sta vicino da tanti anni, ilk rapporto è di tipo professionale, come è giusto che sia. Ma come sai. le leggi non si fanno in nessun tribunale, ne tantomeno al TAR, a cui sono demandate le controversie. Appunto sontroversie e solo quelle. Par cambiare le leggi un po vergognose ci vuole un Parlamento e soprattutto dei Parlamentari. E poi ci vogliono i numeri. Altri provano a fare il "partito degli avvocati" ma non sempre finisce bene. Il nostro problema, umano, tecnico, di equità, e di risorse finanziarie, non i canoni pazzi di Crosetto o le "vendite" inaccessibili di La Russa, è strettamente politico. Il Parlamento serve a quello. CASADIRITTO cerca di convincerli, ma prima di tutto ne debbono essere consapevoli e partecipativi gli utenti degli alloggi, talvolta distratti o spaventati. Altrimenti tutto è inutile. Se vuoi mandaci pure un piccolo contributo. Sicuramente sarà utilizzato, almeno per far fronte a che CASADIRITTO possa ancora parlare. Siamo in tricea da tanto, ma tutto potrebbe sparire in qualsiasi momento.Un caro saluto, Sergio Boncioli

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