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LA SOLUZIONE POSSIBILE ? COME SOLLEVARE LA DIFESA DALLA GESTIONE DI GRAN PARTE DEGLI ALLOGGI, TROVARE IL CONSENSO, ELIMINARE IL CONFLITTO
Dopo il disastroso default in cui ci hanno trascinato canoni e vendite, firmate da alcuni innominabili, avere ancora la forza per ripartire

IL NUOVO PARLAMENTO SARA’ MESSO A PROVA

LA COLPA GRAVE DI AVERCI IMMERSO IN UNA PALUDE
Hanno sfasciato un progetto vero, la legge 244, ma ormai il danno è compiuto. Dopo cinque anni che certi personaggi, purtroppo organici alla Difesa, in accordo con altri altissimi personaggi con cariche di Ministro e Sottosegretario, come dire, molto disinvolti, e ora disinvoltamente si sono eclissati da quei problemi, lasciandoci in un mare di guai, uno dei quali dichiara che la colpa non è la sua ma di quelli…., hanno prima stravolto, poi ratificato e firmato, nella maniera che conosciamo e successivamente fatto applicare dalla manovalanza amministrativa e tecnica della Difesa.

Infrastrutture nelle varie accezioni, spezzoni di finanziaria 2010 caratterizzata dal “pizzino” gentilmente fornito dalla Ditta mandataria alla Sen. Germontani, che dopo, ne ha prontamente ed opportunamente e pubblicamente preso le distanze, schierandosi dalla nostra parte, ma che introduceva inqualificabili canoni di mercato, mentre l’altro personaggio, rendeva un sogno, quello delle vendite, un vero incubo per chi ne era colpito.

Quel nobile progetto, anche se ingenuo, la Legge 244 dava, per la prima volta, alla Difesa l’opportunità di procedere attraverso un Programma Pluriennale. Prevedeva di costruire alloggi attraverso un sistema che si doveva finanziare inizialmente con le vendite agli attuali utenti, del patrimonio non più utile, ma, come ci dicono le cronache, si sta trasformando invece in un completo fallimento se è vero come è vero che le vendite non superano il 40%, dei 1.700 alloggi teoricamente oggetto dell’attenzione, il 60% di invenduto non basta a raccontare tutto. La palude diventa tale quando molti di quel 60% debbono abbandonare la propria casa, e tutti quelli del 60%, loro malgrado la vedranno messa all’asta, anche se temporaneamente possono, per un breve periodo, continuare ad abitarvi.

Non si tratta, come maldestramente affermano alcuni, di una opportunità in più, ma trattandosi di casa di abitazione dove c’è un prendere o lasciare, di un vera e propria violenza alla famiglia. Un reato morale di cui nessuno dei colpevoli si potrà smacchiare seppur tardivamente, la coscienza. Costoro sapranno raccontare, un giorno, ai propri figli, cosa mai hanno combinato? Sapranno confessare atti inconfessabili? Le anziane famiglie che scelgono l’usufrutto, limitati a pochi casi, dovranno affrontare i costi della mercanzia avariata, ai quali saranno chiamati, per sistemare i cocci lasciati dalla gestione Difesa, una norma negativamente applicata da Crosetto, eludendo invece le garanzie vere che offriva la Legge, norma non esemplare e da condannare.

PRIMA O POI LA CORTE DEI CONTI
In questo quadro desolante di gestione del patrimonio abitativo, in cui si innesta l’alienazione di 3.022 alloggi, la Difesa che continua la gestione con i vecchi metodi: lascia sfasciare gli AST, raccoglie quello che può negli ASI, aumentandone a dismisura il numero, non preoccupandosi assolutamente chi poi pagherà i costi dei canoni irrisori e per questo appetibili.

Sono ormai diventati, migliaia gli alloggi all’incarico, un benefit, di cui nessuno può più controllare niente, con buona pace degli incarichi, quelli veri, che andrebbero invece, evidenziati e tutelati.

La Difesa ora trascura nel contempo quelle risorse che ricavava dai canoni degli AST, assolutamente alla portata ma non per questo irrisori, tanto che fino all’entrata dei canoni di mercato, fornivano un monte canoni di circa 35- 40 milioni di euro l’anno. Adesso con l’uscita di parte degli utenti, messi in fuga da canoni insostenibili, le case si svuotano e le risorse diminuiscono. Gli alloggi vuoti aumenteranno e non potranno essere più assegnati. Non ci sono soldi. Un vero e proprio capolavoro, che prima o poi sarà vagliato dalla Corte dei Conti. Prima o poi.

LE COLPE CI SONO E BEN INDIVIDUATE, MA CHE FARE ORA?
Nel momento che il nuovo Parlamento entrerà nei pieno dei suoi Poteri, che il Governo sarà formato e potrà esercitare il Potere Esecutivo, le Commissioni Difesa saranno composte ed operative, è necessario avere già qualche idea e porsi l’obiettivo, come utenti, di che cosa fare.

Ricordiamo a molti strateghi del dopo, che in questo confronto – scontro tra Difesa ed utenti, le controparti non sono pari, essendo forze impari sia per natura istituzionale che per oggettiva forza di convincimento con le altre istituzioni e con tutto quello che ne consegue. Nel caos anche istituzionale, che molti si augurano a sproposito, e che potrebbe configurarsi nello scenario parlamentare, ad uscirne con le ossa rotte saranno proprio quelle parti che invece da un corretto funzionamento delle Istituzioni, hanno tutto da guadagnare, in termini di buone leggi e di diritti.

Chi come CASADIRITTO vuole trovare una soluzione, dalla bagarre che alcuni ipotizzano nel nuovo Parlamento, non ci sarebbe più spazio. La Difesa farebbe valere il suo arbitrio ed i Comandi farebbero il lavoro “pesante” e non ci sarà nessun CASADIRITTO che tenga, al contrario vorremmo che dalle urne uscisse un risultato chiaro che permettesse di avere eletti capaci e consapevoli attraverso una azione congiunta Parlamento- Regioni – utenti in cui la Difesa, prendendo atto della propria difficoltà e limiti, anche alla luce di quello che sta ora accadendo con fallimentari bilanci, per quanto riguarda i vari settori:
– gestione;
– assegnazione;
– manutenzione;
– canoni;
– alienazioni e vendite;
i cui contenuti sarebbero degni di specifiche attenzioni da parte degli Organi di Controllo e Vigilanza sia a livello Amministrativo che Giudiziario, prenda atto e ne tragga le dovute conclusioni. Di questo ognuno di noi può portare la sua personale e particolare testimonianza.

E ALLORA?
E’ bene allora, che nel nuovo Parlamento ciascuna forza politica, già avesse idee e progetti in merito agli alloggi della Difesa e che attraverso la dialettica Parlamentare e la sua naturale conclusione nel confronto delle parti, utenti compresi, si trovi il modo di sollevare da questa incombenza la Difesa stessa, da compiti non propri della Forza Armata e che comunque, come ampiamente dimostrato, ha dato risultati negativi per se e soprattutto per migliaia di famiglie.

Da questa nuova ripartizione dei compiti, naturalmente potrebbe essere esclusa quella parte del patrimonio che riguarda il parco degli alloggi ASI, pur notevolmente ridimensionato rispetto ad abnormi ed anacronistici volumi che ora interessano i tre quinti dell’intero patrimonio.

Naturalmente nessuno sa dire come attualmente possano essere reperite le relative risorse per alloggi ASI, concessi a canoni irrisori e per questo molto ambiti. Tutto ciò anche nello spirito delle attuali leggi, ma non dei Regolamenti, che vogliono la concessione dell’alloggio all’incarico, nel luogo effettivo ove questo comando si esercita, non certo nella circoscrizione o addirittura su base interregionale come avviene adesso, contravvenendo alla lettera ed allo spirito della Legge. Ne deriverebbe che gran parte degli immobili dell’attuale patrimonio potrebbero passare di mano dalla Difesa alle Regioni che con proprie regole gestiscono da tempo, con particolari riserve di posti, le assegnazioni per Carabinieri e Forze di Polizia, tale facoltà potrebbe essere estesa anche per le Forze Armate.

Parimenti, gli alloggi condotti dagli attuali utenti potrebbero passare, alla stregua di quanto fatto con gli Alloggi INCIS MILITARI negli anni precedenti, anch’essi alle Regioni. Com’è noto tali alloggi furono tutti venduti con reciproca soddisfazione da ambo le parti. Problemi di patrimonio indisponibile, al quale ora appartengono gli alloggi, sono risolvibili, tramite decreti specifici, al di la delle resistenze che, all’interno della Difesa, è prevedibile che prendano corpo, ma soltanto da chi considera la loro gestione, un forma di potere quasi personale.

PER ORA SOLO UNA IPOTESI, MA DIPENDERA’ ANCHE DA NOI, TUTTI, NOI E GLI ALTRI, ANCHE SE NON POSSIAMO AUTODEFINIRCI “ANIME BELLE” VORREMMO ALMENO AVERE UNA SPERANZA DI FUTURO

Su queste prospettive, che CASADIRITTO condivide nelle sue grandi linee, si potrebbe aprire la nuova Legislatura. Queste idee prenderanno corpo?

L’esito delle elezioni, la composizione del Parlamento, la composizione della Commissione Difesa, il nuovo Ministro della Difesa, ci potrebbero già indicare e dare una prima risposta. Intanto la GENTE PERBENE, dovrà trovare la strada per uscire dalla palude, questa volta, in prima persona, attraverso la propria scelta elettorale, personale ma che interesserà tante famiglie, partecipando consapevolmente a tale importante occasione democratica che le Istituzioni ci offrono.

In quel momento penseremo e ripenseremo e poi decideremo convinti. Non per essere considerati e considerare gli altri delle “anime belle” o degli ingenui, ma per avere almeno una speranza di impegno sul futuro. Non pensiamo certo che qualcuno, da solo e senza il coinvolgimento della Difesa, possa avere effetti taumaturgici. Tutti i voti sono importanti, partendo da quella scelta personale. Se è vero, come in tante occasioni capitate anche ad ognuno di noi, parafrasando una celebre frase, che di notte, nel buio tutte le vacche ci appaiano nere, è altrettanto vero che il giorno, al mattino dopo, i colori sono visibili e le differenze ben distinguibili....

Sergio Boncioli

18 febbraio 2013


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