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LUCCA: UN ALTRO ALLOGGIO VUOTO. TUTTA COLPA DELL’INTERRUTTORE SALVAVITA?
Un altro alloggio vuoto in più, sottratto dalle responsabilità delle Famiglie dei Militari del 183° RGT Paracadutisti di Pistoia

Anche in quei 3 alloggi, acquistati a Lucca dalla Difesa e gestiti dal Comando Regione di Firenze, situati in un Palazzo civile di 30 appartamenti, è arrivata la scure di Crosetto. Per effetto del suo Decreto, quegli alloggi si stanno svuotando e rendono problematiche le condizioni dei canoni di affitto delle famiglie dei militari di stanza a Pistoia. La desertificazione di alloggi si ripercuote dunque, anche il località decentrate ed apparentemente al di fuori delle località più critiche dal punto di vista dei canoni insostenibili. Ma la sciatteria ed il pressappochismo si equivale in eguale misura Nord, Centro o Sud che sia, come ben evidenziano i Report di CASADIRITTO.

Una famiglia abita proprio li, in Via del Tiro a Segno n. 590, un Palazzo costruito negli anni 80, media grandezza. Un alloggio tenuto e mantenuto in maniera accurata, decorosamente, normale, quando “normale” è una parola pressoché sconosciuta per i nostri alloggi, se non quando si interviene con i soldi e le opere delle famiglie, quando e come si può.

Arriva dunque, anche a LUCCA l’effetto Decreto. Quel militare e la sua famiglia, pagano 350 euro e d’un colpo schizzano a poco più di 700. A LUCCA con quel nuovo canone si può avere di più, ed inoltre si può favorire l’accesso nell’alloggio di una nuova famiglia, dopotutto i sine titulo sono GENTE PERBENE. Con lo stesso denaro infatti si può affrontare, avendo un anticipo, con una capienza economica adeguata, di attivare un mutuo e salutare con tanti ringraziamenti. Inoltre, essendo GENTE PERBENE, prima di farlo, quella famiglia si fa scrupolo anche di rimettere a posto la casa e renderla con una mano di buona vernice “Linda e pinta”

ARRIVA IL 7° REPARTO INFRASTRUTTURE NUCLEO DI LIVORNO
Compila il suo bel Verbale di rilascio alloggio, previsto dal Regolamento (Vedi allegato) le cui risultanze ricordano la pagella di un diligente scolaretto: ottimo, ottimo, ottimo….etc. insomma, quell’alloggio sembra avere tutti i requisiti per una immediata riassegnazione, visto il numero di richieste esorbitante. E’ tutto in ordine, si può quindi attivare il criterio di assegnazione, a seguito della graduatoria AST. Ma non è così.

Malgrado le tante richieste, che sono tante e inevase, (naturalmente…per colpa dei sine titulo), c’è qualcuno, una mente davvero diabolica, che riesce ad escogitare come NON ASSEGNARE quell’alloggio.

E’ vero, i pavimenti sono a posto. Le pareti bianche e rasate di vernice fresca. I servizi sono in ordine (il palazzo è privato per gli altri 27 alloggi su 30) e gli elementi esterni sono curati. Ma una cosa che non va viene trovata: manca l’interruttore salvavita nell’impianto elettrico? Bene, verbalizziamolo, e dichiariamo l’alloggio non riassegnabile, almeno nell’immediato poi si vedrà. Anche se quella famiglia vi ha abitato per 27 anni fino al maggio 2012 e nella scheda tecnica recapitata, redatta all’atto dell’applicazione del canone di mercato (ottobre 2011) tutto era (o appariva in ordine).

Ecco che d’un colpo, all’atto del rilascio, la Difesa, per prendersi 700 euro ipotetiche, ne perde 350 sicure, il canone preesistente, e a distanza di un anno quell’alloggio rimane ancora melanconicamente vuoto, a causa di un salvavita, del costo di poche decine di euro. Senza contare i costi passivi di un condominio privato ove lavori per parti comuni, di manutenzione, luce e riscaldamento non mancano, e che l’Amministratore si cura di riscuotere dalla Difesa.

Intanto il personale militare con Sede a Pistoia non è al corrente di quello che succede ed inutilmente continua a presentare domande. Senza contare che a LUCCA persistono altri alloggi vuoti per motivazioni pretestuose. In sintesi, a distanza di un anno, nel suo piccolo, quel Comando di Firenze, può presentare, a bilancio, tutto il suo operato:
– un anno di condominio a spese varie;
– un anno di mancato introito del vecchio canone;
– una opportunità mancata per una famiglia che contava su un alloggio.
A Via del Tiro a Segno, le finestre al primo piano, testimoniano di questo. Un interruttore salvavita non istallato tempestivamente, testimonia, talvolta, la trascuratezza dei comportamenti.

CHIAMIAMOLI ALMENO A PRESENTARE IL CONTO ECONOMICO DELLA SCIATTERIA. SOLO UN PARADOSSO?
Nel suo piccolo, un mancato introito di canone, provoca:
– un aumento di deficit annuo;
– un aumento di debito dell’Amministrazione Difesa, sugli anni precedenti;
– una diminuzione, di conseguenza, del rapporto debito/PIL nei conti dello Stato, con incremento del debito che, ora sfiora i 130 punti, sul Prodotto Interno Lordo, un conto che sembra paradossale, ma solo in apparenza.

Naturalmente il cattivo esempio di LUCCA, che CASADIRITTO vuole far emergere, è una metafora. Ci domandiamo quanti delle migliaia di alloggi vuoti, sono frutto della mala gestione generalizzata dai Comandi e delle Infrastrutture dipendenti e del combinato disposto di leggi come quella di cui CROSETTO se ne è fatto promotore ed esecutore.

Questa sciagurata simbiosi tra colpevole gestione e norme create per cacciare le famiglie, come il Decreto Crosetto, che trae origine dall’imput che ne costituiva base e fondamento (Obiettivo 9) sfacciatamente e senza timore di smentite, è il realizzarsi di quello che si chiama “tempesta perfetta”. A LUCCA come in tante parti d’Italia, dove danno materiale e danno morale si amalgamano, perdura lo scempio. Quando sarà recapitato ai colpevoli il conto da pagare anche in termini di danni patrimoniali ?
Quello che aumenta, per conto nostro, è la nostra indignazione, quella delle GENTE PERBENE.

Sergio Boncioli

23 aprile 2013


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