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CREDEVA DI ESSERE UN ASTRO MA E’ SOLTANTO UN METEORITE, MA SEMPRE IN GRADO DI CADERE E COLPIRE ROVINOSAMENTE

L’umana parabola di chi, malgrado il tempo che passa, lo trascorre rispolverando i vecchi arnesi del mestiere ormai consunti, inveisce, offende, colpisce e non indica soluzioni, ma può attivare antichi rancori e trovare “audience”.

IL VERBO, E LO STORICO. E’ di alcuni giorni fa, una lettera al Direttore de ”IL FATTO QUOTIDIANO”, inviata e pubblicata, da un generale in pensione, con l’attitudine tutta sua ad interpretare fatti e cose in modo parziale e pittoresco. Quando era in servizio offriva le sue preziose mercanzie e considerazioni a paginate su giornali di un certo tipo. Ora scrive ai Direttori, ma il piglio è sempre quello, in particolar modo visto il tempo che passa, nei riguardi di generazioni di famiglie e utenti che il nostro chiama “abusivi” senza mandarglielo a dire.

Naturalmente gli “abusivi” sono in buona compagnia con Ministri, (due) sottosegretari, rappresentanti del Parlamento che li proteggono con leggi e decreti, magari per cercare di mettere una pezza su guai precedenti, a dispetto suo e delle sue sofisticate argomentazioni. Essi, gli “abusivi” si sono insediati in alloggi di pregio e da decenni in pensione, li occupano e si presuppone che non muoiano più. Ma come fanno a resistere senza morire per decenni, sembra domandarsi.

Ancora, afferma usando il tempo al passato remoto, (il Decreto Crosetto è del 16.03.2011 dopo Cristo…..) “pagarono pigioni a costo di mercato per un breve periodo” ma poi quei due li “passarono il decreto con gli sconti indecenti su pigioni e svendite”. La Storia raccontata con la S maiuscola. Un Verbo. Un vangelo secondo un generale. Osserviamo benevolmente che se il suo mestiere fosse stato quello dello storico, chissà quei poveri studiosi e lettori che ne avrebbero fatto le spese quale sfortuna inconsapevolmente hanno evitato. Ma poi, riflettendo e scoprendo l’autore dopo aver letto la lettera al Direttore tutta d’un fiato, tutto si ridimensiona.

EFFETTO UMORISMO NERO E DESOLAZIONE. CASADIRITTO lo ha sempre seguito dal secolo scorso in poi nelle sue variopinte descrizioni ardite e non lo ha mai sottovalutato, anche se poi aumentava il tasso di umorismo nero misto a desolazione. Anzi, il 10 novembre 2013, nel pieno e disastroso succedersi dell’applicazione del canone di mercato, quando perfino lo stesso Crosetto tentava di giustificarsi dicendo che la colpa non era stata la sua, ma “di quelli la” in un nostro articolo apparso sul sito, venivano riportate in appendice, gran parte delle sue opere su carta stampata. Ora, a distanza, osserviamo che in maniera singolare quello stesso personaggio interviene con puntualità sempre alla vigilia di un “qualche cosa” che poi, guarda il caso, si è puntualmente verificata. Coincidenza di allineamenti astrali? O altro?

Nessuno anche in questa occasione lo può dire. Lo scopriremo vivendo (per decenni). Ma è un fatto che il suo intervento sembra sempre profetico, nel nostro caso da cattivo profeta. In questo particolare momento cerca di screditare o vanificare quel poco che si riesce a fare, in qualche modo, nel nostro campo degli alloggi della Difesa. Con grande fatica e sofferenza. Questo “qualche cosa” anche CASADIRITTO lo avverte, che è nell’aria, ma ancora non ne ha individuato i contorni e soprattutto questo “qualche cosa” si rifletterà la maggioranza dello Stato Maggiore e la parte politica con la quale sempre, in uno Stato Democratico dovrà poi aprirsi il confronto.

RECUPERI COATTI, 5.000 ALLOGGI VUOTI SU 15.000 ALLOGGI, QUASI TUTTI GLI ALTRI FATISCENTI, CANONI IMPOSSIBILI, MUTUO CASA SPARITO, VENDITE INESISTENTI DIRETTE O ALL’ASTA CHE SIANO, CONTENUTI DI LEGGI CON TANTO DI OBIETTIVO 9 INCORPORATO, NESSUN ACCENNO.

Ricordiamo, che attualmente i canoni di mercato con l’obbligo del rilascio sono in piena attività. Molte famiglie o sono state costrette a lasciare l’alloggio, ed ancora molte di esse “soffrono” la permanenza come un incubo, sperando in qualche cosa che sempre meno ha il sapore della realtà. Ricordiamo i 5.000 alloggi ancora e sempre più vuoti e non più facilmente riassegnabili, a causa anche degli abbandoni e della conseguente mancanza di entrate sugli affitti. Ricordiamo la caduta verticale della voce più preziosa che la Difesa avesse mai avuto, quella degli affitti. Ricordiamo del silenzio assoluto sull’accantonamento della quota affitti, in favore del mutuo casa, accantonamento istituito per legge dal 1993 con i soldi dei militari in pensione a favore delle nuove costruzioni per i militari in servizio e sparito chissà dove.

La grande ingiustizia che è perpetrata poi, anche in maniera pregressa, nei confronti di chi, anche avendone i requisiti, si è visto cancellarli, solo per aver perso il titolo dopo il 31 dicembre 2010. E poi quelli che avendo anch’essi i requisiti, era stato applicato giustamente il Decreto Mauro relativo al 2010 e 2011 e poi averlo visto cancellare con il ritorno al canone di mercato. Ricordiamo il disastro delle vendite non espletate e fallite che non hanno interessato per gli alti prezzi ne per i militari in pensione, ne per i militari in servizio. Il generale (in pensione) vede il tutto usando lenti offuscate e distorte, come ha sempre fatto, come intervenendo a gamba tesa, su EXIT, di cui conserviamo, come una reliquia, a futura memoria, una traccia del filmato sul nostro sito (interferenze disturbatrici comprese).

Quindi, malgrado sia ancora in atto tutto questo provocato e raggiunto i loro Obiettivi dalle Leggi Vergogna, disconosciute anche da uno degli autori, temiamo ancora che altri provvedimenti questa vota definitivi, feroce uso della ghigliottina che taglie gole metaforiche e la tranquillità delle famiglie (la nostra esistenza) attraverso l’uso dello strumento dei recuperi coatti, possa avvenire attraverso l’applicazione generalizzata, previe piccole modifiche del TUOM, sull’intero territorio nazionale.

Ed è un peccato, proprio quando, sia attraverso il Decreto annuale del 7 maggio 2014 e il Decreto del 24 luglio 2015, è appena iniziato un dialogo costruttivo sia con gli Organi Legislativi della Difesa sia con ii Comando Militare della Capitale, con gli incontri recentemente avvenuti in cui si è intravista una inversione di tendenza almeno sulle cose pratiche e di buon senso, cercando di eliminare incomprensioni e toni alti, nel comune interesse. Incontro a seguito del quale ci sentiamo di esprimere tutta la nostra soddisfazione per la novità ed i contenuti.

LEGGERE E STUDIARE PRESTO ATTI “ISTITUZIONALI” INEDITI. Quello che diciamo, al di fuori di quella letterina sul giornale, non è filosofia spicciola o malaugurio, tipo “al peggio non c’è mai fine” ma precisi segnali, questa volta segnali “Istituzionali” concreti talmente grandi che in questo momento non si è in grado di commentare se non per la loro futura incidenza. Ma anche tutti noi siamo in grado di leggere e studiare, anche se il tempo non è poi tanto. Ma assicuriamo che siamo in grado di leggere e studiare e di permetterlo a tutti, affinchè diano il loro contributo e sperando in un loro maggiore coinvolgimento, in tempi ristretti.

Per adesso prendiamo quella lettera al Direttore, apparsa su “ IL FATTO QUOTIDIANO “ dell’8 dicembre u.s. così come è, come un fatto di colore nel variopinto universo degli alloggi della Difesa, nel cui interno ruotano personaggi di ogni genere. Personaggi e lettere su cui non dobbiamo tediarvi, ma nemmeno ignorare del tutto. Prendiamolo per quello che è. A volte anche un meteorite, che non è una stella, cade e va ad impattare su qualche cosa senza causare grandi danni, ma al massimo curiosità. Ma , a volte, non è così, e anche se in astratto, c’è il pericolo che cada sulle teste e allora il danno può essere rovinoso.

Sergio Boncioli

Allegati:
   Lettera al Direttore pubblicata da ”Il fatto quotidiano” dell’8 dicembre 2015
   Articolo del 20 novembre 2013, con tutti i suoi allegati

14 dicembre 2015

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