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TARANTO, A TESTA BASSA , SENZA FRENI IL COMANDO MARINA: MI OCCORRONO O NON MI OCCORRONO, PER ME PARI SONO

NOTIFICA DI 26 RECUPERI COATTI ESECUTIVI, MENTRE SEMPRE A TARANTO VENGONO POSTI IN VENDITA, ALL’ASTA 35 ALLOGGI MILITARI VUOTI. SEGNALATA CONTEMPORANEAMENTE LA PRESENZA DI ALTRI 12 ALLOGGI VUOTI NELLO STESSO COMPRENSORIO OGGETTO DEI RECUPERI FORZOSI.

Quale la “ratio” di questo apparente impazzimento? Mancata Programmazione, inconsapevole inefficienza o disinteresse del bene comune? Facile ricordare il negazionismo di un Ministro della Difesa sull’esistenza di migliaia di alloggi vuoti. Su L7 EXIT del 5 novembre 2008, tanto per non dimenticare. Vedi youtube su CASADIRITTO. Se ne consiglia la visione anche al Ministro attuale e a tutti i Comandi Militari, e chi, nel Parlamento prese visione degli elenchi. Anche se quella trasmissione fu fortemente condizionata. Già da allora, negare, negare, negare.

Venti di guerra alla Difesa. Si ritorna all’antico. Grande agitazione e apprensione all’interno del Comprensorio della Marina a Taranto. Nel grande agglomerato di Palazzine che insistono in Via Vizzarro 45. Ben 26 famiglie si sono viste recapitare nello scorso mese di dicembre, la formalizzazione di procedura che mai avrebbero voluto vedere, quella del Recupero Coatto, notificato e emanato ai sensi dell’art. 333 del DPR n.90 del 15 marzo 2010 e succ. modificazioni.

COMPORTAMENTO SCHIZOFRENICO E CONTRO OGNI LOGICA In questo caso però si è davanti ad un salto di qualità, ad una clamorosa dimostrazione (se c’era bisogno di ulteriori prove) di comportamenti quantomeno incoerenti, da parte di una Pubblica Amministrazione, per quanto peculiare come la Difesa, privi di logicità per la stessa Difesa, che poi si ripercuotono sulle famiglie che tali illogicità subiscono.

Ci riferiamo a quanto CASADIRITTO è in grado di mettere ora in evidenza. Non parliamo di applicazione formalmente (o quasi come vedremo) corretta, di applicazione della norma. Prima di applicarla “manu militari” c’è sempre un rispetto della logica, dell’interesse della Difesa, dell’opportunità, e di agire sempre con scienza e coscienza. Anche se sappiamo che un certo retro pensiero che si tramanda per via ereditaria lo impedisce, non ci si può trincerare dietro il famoso dito, vale a dire l’obbligo del rilascio dell art. 6 comma 21 quater della Legge Finanziaria correzione dei conti luglio 2010 del famoso binomio, nato sulla base di un piano indicibile che CASADIRITTO ha invano cercato di far arrossire gli autori che però tutti conoscono.

Dicevamo che con scienza e conoscenza tutto si può sempre fare, anche in corso d’opera. Come? Mettendo e leggendo tutto dall’A alla Z, tenendo sempre presente l’intera filiera di Leggi, Regolamenti, e Linee Guida (che prevedono ISEE e avvallo dell’Autorità preposte) e magari un po’ di buonsenso. Tutto va riordinato e poi deciso, e dovrebbe farlo anche il Comando Marittimo della Marina di Taranto.

1° SCENARIO – VENDITA ALLOGGI LIBERI ALL’ASTA A TARANTO. Anche a Taranto, alloggi della Marina Militare vengono messi all’asta perché vuoti, e sostanzialmente perché non rivestono più l interesse per esigenze d’Istituto. Sono alloggi benché vuoti, ma abitabili, come assicura il bando d’asta che li vende con tutti i requisiti che il Venditore assicura.

Il giorno 16 gennaio u.s. sono partite infatti le procedure d’Asta, per alloggi vuoti, le cui formalità sono state riportate tempestivamente, alla stessa data, sul nostro sito di CASADIRITTO.

Naturalmente, la disponibilità all’alienazione, che precede la vendita all’asta, è stata fornita complessivamente prima dai singoli Comandi Periferici Territoriali, e poi fatta propria dalla Direzione Generale del Demanio Militare di Roma. Quindi, in maniera diretta, anche il Comando della Marina Militare di Taranto ha dato il suo fattivo contributo. Ha dovuto, come suo obbligo, tenere presente necessità presenti e future, anche con una rigorosa programmazione. Venendo alla conclusione, per segnalare la presenza di alloggi da “surplus” si afferma che comunque esiste una eccedenza. Ed è così che i 35 alloggi vuoti messi all’asta sono la risultante di queste valutazioni. Alloggi vuoti, che dovrebbero essere venduti.

2° SCENARIO: MA CONTEMPORANEAMENTE..... Contemporaneamente, il 1° maresciallo della Marina, abitante il Comprensorio di Via Vizzarro 45, collocato in congedo di fresco, appena nel febbraio scorso, informato come prassi della perdita del titolo, veniva informato successivamente nel mese di luglio 2014 dell’applicazione di un canone, da rideterminare sulla base dei cosiddetti prezzi di mercato. A fine di Luglio 2014 al maresciallo viene notificato il nuovo canone secondo i noti calcoli riportati nelle altrettanto note schede, con l’applicazione del Decreto del 16 marzo 2011, che a Taranto per fortuna non incidono come nelle grandi città.

Al maresciallo, NON VIENE RICHIESTA, la certificazione ISEE, riguardante il suo nucleo familiare, come previsto obbligatoriamente dalle Linee Guida emanate dalla Difesa. Per gli utenti che, come il maresciallo non rientrano nelle categorie protette. Tale certificazione ISEE occorre ai Comandi per vagliare attentamente ogni posizione e stabilire le priorità in caso di recuperi forzosi. Poi nel mese di dicembre 2014, piomba a ciel sereno, una notifica consegnata a mano, l’ordine di Recupero Coatto, con indicate modalità , ora e giorno dell’evento. La stessa liturgia ormai tristemente nota, viene poi applicata più o meno contemporaneamente ad altre 23 famiglie a Taranto.

UNA ENORME CONTRADDIZIONE: ASTE E SFRATTI Dunque un breve riepilogo. A Taranto succede che mentre si mettono all’asta molte case, a parere di quel Comando non necessitano perche le 35 case sono in eccedenza, lo stesso Comando ordina a che 24 famiglie vadano fuori da casa perchè 24 case sempre a Taranto, occorrono. Una contraddizione in termini.

GLI ALLOGGI VUOTI, UN CANCRO, CHE ANZICHE’ CURARLO, NE VIENE NEGATA CONTINUAMENTE L’ESISTENZA. L’ANALISI Nel corso degli anni, almeno da quasi 2O, progressivamente un cancro corrode qualsiasi analisi seria di soluzione, corrode non solo metaforicamente lo stato conservativo di migliaia di alloggi vuoti e di conseguenza illudendo in prospettiva tante famiglie.

Ancora agli inizi degli anni 2OOO già se ne contavano 4.OOO vuoti. Tale evidenza veniva alleggerita parzialmente con “ in attesa di ripristino” a veri e proprie stati di inagibilità o di fatiscenza. Poi si aggiungevano anche gli alloggi da tenere “per riserva” perché non si sa mai….. Insomma veniva fatto il gioco delle tre carte. Per anni e anche ora, tanti militari in posti utili per graduatoria AST si sentono dire che alloggi liberi non ci sono. Eppure per anni i soldi anche per la manutenzione importante sono “girati”, se non altro perchè provenienti dai canoni dei senza titolo.

Pochissimi, poche decine, ne venivano effettivamente alienati perché inservibili. Basta esaminare i vari Piani Annuali. Tale situazione era nota. SMD doveva continuamente sudare le sette camicie per far ”girare” su giornali (ricordiamo le puntate dell’inchiesta su METRO di tre o quattro puntate, di un pezzo grosso dell’Aeronautica ) e TV nazionali anche private, e ad opera di alcuni noti parolieri, la storia “dell’indifferibile esigenza” per cacciare gli abusivi. Per poter far fronte, si diceva, a chi ne ha diritto contro quei prepotenti. Ricordiamo anche le denunce spiccate da almeno due Comandi, Esercito e Aeronautica, in Sicilia, dalla Procura Militare “per disobbedienza” . Poi archiviati, come era ovvio, ma con tutte le conseguenze materiali sostenute dagli interessati per pagare gli avvocati, e di altro genere, perché ” il fatto non sussiste”

ABUSIVI, ERA LA PAROLA D’ORDINE. SU QUELLA PAROLA VENNE COSTRUITA UNA TRASMISSIONE, IDEATA INVECE PER AFFERMARE IL CONTRARIO. IL NEGAZIONISMO VA DI SCENA SU “LA 7” Resta documentato su LA 7 quanto platealmente affermato dall’allora Ministro della Difesa on. La Russa. che rimane “salvata” e registrata solo in parte e riportata sul Canale youtube di CASADIRITTO, il 5 novembre 2OO8, di facile accesso sul sito. In quella trasmissione, EXIT condotta dalla D’AMICO, viene documentato in viva voce il gradiente dei livelli che venivano raggiunti nel negare l’esistenza di un quantitativo enorme di alloggi vuoti, anche da parte dei massimi vertici. Quella trasmissione, EXIT, nata con grande aspettative che dovevano gettare spiragli di verità, fu letteralmente stravolta anche per opera di un pittoresco personaggio. Ma tutti erano al corrente chi fosse. Il Coordinatore di CASADIRITTO ebbe tagliata tutta la dichiarazione principale, per poi apparire come uno che affermava le ragioni degli ”abusivi”, anziché presentare le argomentazioni. Sappiamo però quale è la tecnica.

In quella trasmissione, appunto nello spezzone rimasto registrato, il Ministro della Difesa pro-tempore di allora, l’on.le La Russa circa la presenza di circa 4.000 senza titolo e di circa 4.000 alloggi vuoti, ebbe a dichiarare: tutto vero ma di vuoti non ce n’è, ci sarà qualcosa di inagibile. Nelle immagini appena precedenti , ove parlava lo stesso Coordinatore, venivano evidenziati i tre tomi, Arma per Arma, evidenziati per Arma, Comando, città e n. civico, dell’intero Patrimonio abitativo della Difesa, in centinaia e centinaia di pagine, che specificavano uno per uno gli alloggi vuoti, inviato a suo tempo al Parlamento a cura della Difesa stessa che evidentemente era sconosciuto al Ministro stesso . Anche successivamente alla datazione di quei tre volumi, nello stesso documento riepilogativo del famoso Obiettivo 9, che il Ministro poteva conoscere, era il 2008, vengono quantitativamente riportati gli alloggi vuoti divisi tra alloggi vuoti di non più interesse e alloggi da mantenere in maniera importante. Ma sempre alloggi vuoti rimanevano.

Ma perché la Difesa, come in quella occasione della trasmissione televisiva, ha sempre negato o minimizzato il fenomeno degli alloggi vuoti ? Almeno per due ragioni:

La prima, per non offrire facili argomenti circa le proprie responsabilità e danni gravissimi anche erariali, nel mantenimento di un bene affidatogli , come bene comune e patrimonio dello Stato, da curare, preservare e conservare.

La seconda, per non rendere nota fino in fondo a chi presenta la domanda la verità vera, e poter così riversare tutte le colpe sui “perfidi utenti che non vogliono lasciare la casa a chi ne ha diritto” cioè i giovani militari, meglio se Volontari.

Quello che stupisce è che non ci si arrende nemmeno davanti all’evidenza, come i documenti ufficiali attestano. Successivamente il fenomeno degli alloggi vuoti si è maggiormente manifestato con lo svuotamento dovuto ai canoni impossibili da pagare dovuto al Decreto del 16 marzo 2011. Ma si sono contemporaneamente svuotate anche le casse che la Difesa usava per fare un minimo di manutenzione.

Ed ecco che come si prevedeva, che viene alla luce quella contraddizione inevitabile: tra vendita di alloggi vuoti all’asta, anche ora per esigenze del Tesoro, e emanazione di sfratti per reperire alloggi, da parte di uno stesso Comando, in una stessa città, a distanza di poche centinaia di metri.

ALLORA CHE FARE? LA PESCA A STRASCICO E’ più facile scegliere la soluzione più facile: effettuare una sorta di pesca a strascico, ove tutti rimangano dentro la rete, senza richiedere il documento ISEE, previsto dalle Linee Guida emanate a suo tempo dalla STESSA Amministrazione Militare. E che importa se “non mi occorrono più” o invece “mi occorrono”. Questo o quello per me pari sono. Tanto sono senza titolo e non possono nemmeno parlare. Sono impauriti e spaventati. Con un ulteriore particolarità, che non ne accresce la credibilità del bisogno imminente, che si ritiene possa essere secondaria, ma non lo è: oltre gli alloggi vuoti all’asta, ci sono dentro lo stesso Comprensorio degli sfratti altri 12 alloggi vuoti che potrebbero essere assegnati subito.

VOGLIONO ALLORA LA DESERTIFICAZIONE, IMMAGINIAMO PERCHE’. Tra alloggi storicamente vuoti e programmi di recupero che si sta portando avanti, a uno ad uno, ma sempre più in forma massiccia e incontrovertibile da parte che vari Comandi che si possono constatare, sorgono molti interrogativi.

Tutti noi, nei nostri comprensori vediamo tante finestre e tante porte chiuse. Si tratta di capirne gli scopi e quali operazioni si apprestano a porre in essere. Ci giungono notizie che a Roma, dopo i massicci abbandoni dovuti ai canoni impossibili, l’Aeronautica e la Marina stanno provvedendo alle operazioni di Recupero coatto. In modo particolare avviene nei grandi Comprensori di Via Centocelle, di Via Vallerano e di Via Piacentini, oltre che presso la Base di Via La Storta. Circa 400 alloggi già erano vuoti a Roma.

Gli scopi finali di indirizzo li capiremo presto, è la nostra missione. Ma non è detto che ne avremo anche le capacità di poter impedire di procedere nel caso che un altro Obiettivo 9, come soluzione finale, si possa riaffacciare. Una nuova trovata e un nuovo colpo di scena, forse. Quello che è certo è che sembra smentita nei fatti quella affermazione che faceva e ancora fa bella mostra di se, all’interno del Decreto della Ministra della Difesa Sen. Roberta Pinotti del 7 aprile 2014 che recita “di tenere conto anche delle condizioni generali del Paese e dei riflessi che le stesse producono sul tessuto sociale nazionale e, in particolare, di quello economico delle famiglie....” Parole importanti, che rimangono impresse, ma che alla luce di queste avvisaglie sembrano già lontanissime seppure recenti, se non una beffa.

Ma allora, a quel maresciallo monoreddito, con redditi che sono di molto inferiori al vecchio limite del 2009, ma che è andato fuori titolo nel 2014, e che quindi non gode di nessuna protezione, con moglie e due figli di Taranto che ha ricevuto quella lettera di sfratto che riportiamo in allegato, e al quale non è stato richiesto nemmeno l’ISEE, e noi di CASADIRITTO con lui, e assieme a tutti gli altri, ci poniamo una domanda:

Ma se mettono all’asta quelle case vuote, perché non ci sono più necessità di utilizzo e di interesse per la Difesa a Taranto, perché ora riemergono all’improvviso le necessità e vogliono cacciare via la nostre famiglie dalle nostre case, pur in presenza di altri alloggi vuoti, nello stesso Comprensorio, sempre a Taranto?

Sergio Boncioli

Allegato:
   Comunicazione di Recupero coatto

26 gennaio 2015

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