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VERSO UNA RAGIONEVOLE SOLUZIONE SULLE MODALITA’ DI PAGAMENTO DEGLI ARRETRATI
NON POSSONO COSTITUIRE CAUSA DI RESPINGIMENTO DELLE ISTANZE EVENTUALI SITUAZIONI DEBITORIE

PER ARRETRATI SU CANONI, SI PUO’ CHIEDERE LA MASSIMA RATEIZZAZIONE FINO A QUATTRO ANNI.

L’EMBLEMATICO CASO DI VIA GARIBALDI A ROMA, come in molti casi, 6 mesi di attesa per la prima raccomandata con l’esito.

Uno degli effetti perversi e certamente calcolati a tavolino, nelle intenzioni dei fautori dei canoni insostenibili, era ed è rimasta quella di rendere impossibile, o quantomeno difficile, il pagamento mese per mese del canone, accumulare arretrati e “costringere” (ma era nei piani) il Comandante di turno, che purtroppo si è costretti a dichiarare moroso lo sventurato ed a cacciarlo via per morosità. Tale “scaletta” è stata applicata dai diligenti scolaretti, dagli addetti ai lavori, in innumerevoli casi, anche se finora non si è arrivati ad applicare l’estrema conclusione. A questa procedura, poi, si è aggiunta una variante: quella di motivare che a causa di insufficienti o ritardati pagamenti, si era nelle condizioni di non poter accogliere, pur avendone i requisiti prescritti, le Istanze prodotte per effetto del Decreto del 7 maggio 2014 Ministro della Difesa. Di tutto questo ne abbiamo trovato in abbondanza negli ultimi mesi e ultimi giorni. Riportiamo appresso alcuni casi esemplari.

A differenza di altre situazioni, preferiamo non allegare la consueta documentazione, per dar modo di risolvere quelle situazioni, nell’interesse primario degli interessati e anche per il rispetto che portiamo nelle Istituzioni. Questo per chiarire, sempre, quale è l’atteggiamento non scandalistico fine a se stesso, di CASADIRITTO, ma è quasi un brand, un simbolo, ed è sempre quello di trovare prima una soluzione. Poi, ognuno si prenda le proprie responsabilità.

LO STRANO CASO DEI 21.000 EURO entro 30 gg., ma ancora non approvano l’Istanza. La vicenda e lo scenario si svolge a Roma, ed investe un Comando e le dipendenti Infrastrutture che si fanno cura di investire anche il Nucleo Contenzioso. “…..è risultato a suo carico un debito di 21.000 scaturito dall’adeguamento di canoni pregressi (quelli insostenibili n.d.r.). L’intera somma dovrà essere versata entro e non oltre 30 gg. Dalla ricezione …. Con causale canoni pregressi. La presente vale anche come atto di Costituzione in mora e di interruzione di termini prescrizionali ai sensi e per gli effetti art.1219 e 2943 Codice Civile“. Come si vede tutto rigorosamente a norma di legge. Ma una domanda è doverosa: perché non vi “sbrigate” ad approvare l’Istanza?

LA FACCIA TOSTA DI PRETENDERE 70.000 EURO IN MANIERA INDEBITA Ma un caso a parte, che richiederebbe, se vorremmo fare una scontata battuta, un certo trattamento assistenzialem, o seriamente parlando, un bel provvedimento esemplare, è rappresentato da una richiesta fatta ad un portatore di grave handicap con Verbale Legge 104 art 3 comma 3, che da sempre si trova fuori campo applicativo del Decreto 16 marzo 2011. Qualcuno al Comando aveva smarrito la pratica ASL e il verbale. Volevano indebitamente i 70.000 euro, senza fare scrupolosi accertamenti, magari interloquendo prima con l’interessato. Naturalmente sbagliavano, quel signore era un cieco totale.

UN COMANDO “ RESPINGENTE” IN SERIE Vengono respinte le Istanze, in gran serie, con la motivazione che gli interessati non risultano in perfetta regola con i pagamenti dei canoni per loro, impossibili. Con pretesa di danni per interessi e altre sanzioni ancora più gravi appena accennate e non meglio identificate. A parere di CASADIRITTO le Istanze vanno esaminate soltanto dal possesso o meno dei requisiti richiesti dal Decreto stesso. Altri elementi non possono essere considerati. Il paradosso, è proprio questo: in molti casi tali situazioni dipendono proprio dalle lungaggini che alcuni Comandi periferici impiegano nell’esprimere il proprio parere per l’accoglimento delle Istanze. Ciò non fa altro che aumentare gli importi a debito, per cui, in maniera “innocente” ne viene richiesto in maniera ottusa, il saldo e viene fatto argomento per respingere i ricorsi. Un giochetto da bimbi, Ma che non funziona fino alla fine. Vedremo poi.

SI SONO AGGIUNTI NELLA FORMAZIONE DEL DEBITO I GIUSTI RIGETTI DELL’INPS Nei mesi precedenti abbiamo visto e documentato come anche l’INPS ha ammonito la Difesa di non provare ancora a richiedere di effettuare trattenute relative a canoni di importi superiori ad 1/5 della pensione. Ma che bella figura! Un esempio di conoscenza di leggi e dimostrazione di intrepido attaccamento non si sa bene a che cosa.

ANCORA: L’ESITO NEGATIVO DI GRAN PARTE DEI RICORSI AL TAR. A determinare ancora il raggiungimento di arretrati ingenti, in alcuni casi, ha contribuito l’esito negativo che stanno avendo le sentenze a danno di molti conduttori. Non entriamo nel merito delle sentenze, ma si rimane perplessi nel constatare che seppure in presenza di una documentata serie di documenti e di motivazioni a sostegno, per confutare e contestare il canone imposto, sembra che a tale impegno non abbia corrisposto un impegno corrispondente nelle valutazioni argomentate dai giudici amministrativi. Ciò anche in presenza di dati oggettivi e degni di essere attentamente esaminati e valutati, (perizie, valutazioni di mercato da parte di Società operanti sul mercato in zone limitrofe. etc.). C’è un'altra possibilità, ma il Consiglio di Stato è lontano……

IL DECRETO DEL MINISTRO APPLICATO IN MODO SFACCIATO Ci sono infine, come causa di ritardati o mancati pagamenti, casi di situazioni semplicemente disperati, ma non per questo casi limite, ove sussiste “semplicemente” l’impossibilità di pagare non solo gli arretrati ma il canone stesso, mese su mese. A tal proposito annoveriamo i monoreddito, anche quelli in servizio, i figli, le vedove, i separati etc, ove sarebbe dovuto intervenire, in maniera tempestiva e simultanea il Decreto del 7 maggio 2014, ritardato, occultato, ed ora artatamente applicato con il contagocce non certamente per colpa di chi ne deve beneficiare, ma in modo sfacciato, dai Comandi.

GIUNGE QUINDI IN MANIERA OPPORTUNA LA RICHIESTA, ACCOLTA, DI CASADIRITTO Ci giunge ora notizia, che in Sede di Coordinamento fra Comandi di Forza Armata e Cellula Operativa Interforze, in coordinamento con lo staff tecnico giuridico del Ministro, tra i tanti argomenti inerenti ad alcune modalità di interpretare ed applicare casi particolari di Istanze, uniformandone le modalità applicative, è stato deciso, tra l’altro, che sia soddisfatta , come richiedeva CASADIRITTO, la modalità che si potrà ottenere la massima rateizzazione delle somme dovute:
– sia per il periodo precedente al 1 gennaio 2014, per chi, avendo presentato l’Istanza, dovrà avere un unico conguaglio complessivo, in caso di accoglimento, con il periodo post1 gennaio 2014:
– sia applicata la rateizzazione anche semplicemente per somme accumulate, indipendentemente dalle Istanze.

In entrambi i casi gli Organi Superiori stanno impartendo direttive per applicare la massima rateizzazione, senza procedere tantomeno, a respingimenti delle Istanze per questi casi, ed applicare la rateizzazione, qualora richiesta.

COME RICHIEDERE LA RATEIZZAZIONE Appena si verrà a conoscenza degli importi da pagare, (eventualmente comprendente la somma fra i due periodi previsti, fino al 31/12/ 2014, mercato, e dopo 1/1/2014, nuovo canone ) si dovrà presentare richiesta, sottoforma di Istanza in carta semplice, al proprio Reparto Infrastrutture per l’Esercito o al Genio per Marina o Aeronautica, indicando il Comando per conoscenza. La durata della rateizzazione è in relazione all’importo complessivo. La massima rateizzazione prevista è quattro anni ma per casi particolarmente esorbitanti e comprovate situazioni economiche può essere estesa a cinque anni. La richiesta va avanzata sul debito alla data e non ci può essere rateizzazione senza autorizzazione.

CASADIRITTO considera tutto ciò, come un semplice e normale atto di giustizia, anche se, vista l’aria che tira, non era scontato. Continuano ad essere forti le nostre avversioni ai canoni di cui al Decreto del 16 marzo 2011. Il successivo Decreto Annuale /Sanatoria del 7 maggio 2014, pur considerando l’avvenuto salvataggio di un migliaio di famiglie che vengono collocate in fascia protetta, non pone fine alla nostra battaglia contro quella ingiustizia, la madre di ogni altra considerazione. C’è bisogno di convincere anche lo “zoccolo duro” di SMD senza il quale ogni altro passo in avanti verso la cancellazione del Decreto del 16 marzo 2011, sarebbe UN ATTO VELLEITARIO.

Anche SMD dovrebbe considerare quella mossa un atto sconsiderato ed un errore madornale di valutazione, pur senza entrare sul piano sociale, senza precedenti. Quindi la rateizzazione ottenuta in sede di vertici è tutta da applicare e da verificare sul campo, ma è sempre un atto di buona volontà. Una gran parte di questa vicenda strana dei canoni, tinta di giallo (misteriosi e mai fino in fondo giustificati ritardi del Decreto già firmato prima di andare alla Corte dei Conti ed ora, sei mesi nell’applicazione) e contornata di dolorosi abbandoni di alloggi, rimane ancora tutta da scrivere. Annotiamo che rimangono ancora senza risposta, gli interrogativi che CASADIRITTO si poneva a conclusione, delle considerazione del 15 dicembre 2014.

N.B. Rimanendo in tema, recependo sollecitazioni che pervengono da tante città, poniamo il tema del ritardo, che ora in ogni caso è ingiustificato, ritardo che dopo sei mesi di esame delle pratiche, ci sembra pretestuoso e ci dà esattamente la cognizione dell’atteggiamento di cui parliamo sopra, da parte di chi il Decreto non sembra apprezzare. Le linee guida sono state ribadite da alcuni mesi ma il lavoro va a rilento. E’ soltanto una illazione? E’ il caso di quando le Istanze pur essendo state accolte, ancora non sono state applicate. Peggio è il caso di Roma dove per esempio le famiglie di Via Garibaldi, come di tante altre zone, ancora attendono le prime raccomandate con l’esito dell’approvazione delle Istanze.

Sergio Boncioli

7 gennaio 2015

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