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COMANDO MARITTIMO CAPITALE IN CONFUSIONE
Prima cocciuti per tre anni nel negare i diritti, poi cedono, ma continuano a fare pasticci anche con la pratica di rimborso
Quanto accaduto sia da sprone per quanti ancora nelle regioni del nord est sono ancora alle prese con il Comando Forze Operative nord di Padova.

Al Comando Marittimo della capitale di Roma; clamorosa inversione di rotta, restituito il diritto a un utente inutilmente reclamato dopo quasi tre anni, tra lettere e ridicoli ostinati dinieghi . Ora continuano a sbagliare nella pratica di restituzione del denaro malgrado le direttive di SMA, chiarite in allegato a..

UN ESEMPIO NEI CONFRONTI DI CHI HA POCHE IDEE MA CONFUSE. L’esemplare e lunga vicenda, risolta ora positivamente a favore di un maresciallo di marina di Ciampino, al quale il Comando Marittimo della Capitale aveva cancellato con un solo colpo i suoi diritti in materia di tutela. La storia comincia nell’aprile del 2015, quando il COMANDO MARITTIMO CAPITALE DI ROMA, invia decine di lettere a Ciampino e nel Comprensorio La Storta (Santa Rosa) con le quali rende noto che le tutele di cui erano in possesso da anni, erano a suo dire decadute. Gli utenti, sorretti da CASADIRITTO si attivano subito, evidenziando alla Ministra Pinotti e al Comando il comportamento incomprensibile e scorretto dello stesso Comando.

A seguito di quella lettera, c’è tra gli utenti, chi continua ad attivarsi e persistere rivendicando le proprie ragioni ma c’è chi si arrende in una sorta di fatalismo ( ma tanto hanno sempre ragione loro…). Comunque si ottiene, quasi subito qualcosa, almeno per gli abitanti della Base di Santa Rosa ( La Storta) in forma scritta viene loro precisato che l’art, 286 comma 3 applicato” ad hoc” non si dovrà intendere con l’obbligo del rilascio. Per Ciampino silenzio assoluto.

MA ECCO LA STORIA, UNA VITTORIA SOTTO IL SOLE DI AGOSTO. Al Sig. Maresciallo Vincenzo ( lo chiamiamo così per convenzione) fin dal 2005 era stata riconosciuta dalla Difesa la tutela riguardante i familiari con handicap grave di cui alla Legge 104 art.3 comma 3. prevista peraltro dai Decreti annuali.

In data 30 aprile 2015, il Comando Marittimo Capitale comunica all’interessato, con foglio 0006584 che a seguito dell’abrogazione dell’art. 286 comma 4, in conseguenza delle determinazioni del Decreto Legislativo 7 del 28 gennaio 2014, sarà inserito da ora in poi nei dettami dell’art. 286 comma 3. e procede alle vie di fatto.

Ricevuta questa lettera il maresciallo Vincenzo, possedendo i requisiti consolidati di tutela della 104 fin dal 2005, a suo tempo comunicati e subito riconosciuti allora dall’Amministrazione Difesa, quindi ben prima dei Decreti Ministro Difesa del 7 maggio 2014 e del 24 luglio 2015, ribadiva e replicava più volte con una miriade di lettere agli altrettanto numerosi e ostinati dinieghi dei massimi responsabili o meno di quel Comando Marittimo Capitale di Roma, Successivamente con l’uscita dei Decreti del 7 maggio 2014 e del 24 luglio 2015,il sig. Vincenzo pretendeva sempre in forma scritta e documentata che fosse attribuito almeno quanto precisava l’allegato D nel Decreto del 7 maggio 2014, vale a dire l’art, 286 comma 2 del Codice di Ordinamento Militare ( equo canone o canone più conveniente) Istanza che comunque, per espressa formulazione del Decreto, lui non era tenuto a presentare perché la tutela già era in suo possesso da 10 anni e a suo tempo riconosciuta.

Il Comando Marittimo malgrado queste ulteriori precisazioni, insiste nel suo diniego con un ulteriore insistenza, ostinazione e accanimento negativo nel respingere la sua richiesta.Il sig. Vincenzo desolato ma non rassegnato, replica ancora rivendicando i suoi diritti, inserendo in indirizzo della sua ennesima lettera oltre che il COMANDO MARITIMO CAPITALE, anche l’UFFICIO DI DIRETTA COLLABORAZIONE DEL MINISTRO DELLA DIFESA, e LO STESSO STATO MAGGIORE DIFESA 5° Reparto, Ufficio Affari Generali che aveva diramato le direttive SS MD REG 2016 0177000 del 7/12/2016 nonché CASADIRITTO che aveva sempre collaborato nella stesura dei contenuti della sua voluminosa corrispondenza

FINALMENTE, a conclusione della vicenda, dopo quasi tre anni di lettere e raccomandate, ora, sotto la calura agostana, il COMANDO MARITTIMO CAPITALE – Ufficio Supporto del Personale Sezione Alloggi per bocca del Comandante , con lettera raccomandata , riconosce quanto inizialmente richiesto, ovvero la restituzione della tutela della legge 104 art.3 comma 3 di cui era era già in godimento dal 2005 e l’inserimento come categoria protetta nell’art. 286 comma 2. previsto dal Decreto Ministero della Difesa del 7 maggio 2014. che sostituisce , nel suo caso, quanto già aveva riconosciuto nell’ex art. 286 comma 4.

MA C’E’ UNA CODA VELENOSA, QUEL COMANDO C’E’ O CI FA’? Pur riconoscendo i suoi vecchi diritti inopinatamente tolti, il Comando in questione, al fine di restituire tutti i soldi abusivamente prelevati in più, commette un ulteriore clamoroso inciampo. Scrive all’INPS chiedendo di restituire al sig. Vincenzo, denominato quasi con sufficienza “nominato in argomento” la differenza ( molte migliaia di euro derivante tra 144,03 euro e 324,22 euro per ogni mese.

Così facendo il COMANDO MARITTIMO CAPITALE non ottempera clamorosamente a quanto stabilito dallo STATO MAGGIORE DIFESA, con Disposizione SS MD REG 2016 04 77000 del 7.12.2016, Appendice A pubblicata a suo tempo dal sito di CASADIRITTO e che ora torniamo ad allegare nell’ipotesi che occorra a qualche amico utente per avvalersi in simili casi. Mai come in questo caso, vale l’adagio: leggere per credere.

Ci poniamo una domanda: Non si osservano nemmeno le disposizioni che lo stesso SMD aveva emanato ? (ritardando dopo 2 anni) Le procedure poi emanate , ricalcavano, anticipandole, quanto già un altro maresciallo di marina che aveva proceduto per suo conto riuscendo a dipanare la matassa con le proprie forze e con l’aiuto di CASADIRITTO. Vi ricordate l’articolo “ Il gioco dell’oca” ?

QUANDO SI ESCE DALL’OTTICA DELL’ATTEGGIAMENTO REPRESSIVO E NON COLLABORATIVO, UNA PRATICA CUI SONO BEN ALLENATI, VANNO IN CONFUSIONE. Questo loro abbaglio ulteriore, non impedirà di certo al sig. Vincenzo di avere i suoi denari, ma gli procurerà certamente un ulteriore affanno e ritardo, dovendo il Comando Marittimo iniziare di nuovo la procedura ortodossa, già estenuante e lunga di suo. ( A proposito, ora il sig. Vincenzo a scritto nuovamente al Comando Marittimo Capitale allegando in copia lo specchio Appendice A emanato dallo Stato Maggiore Difesa) . Consideriamo che questa non sia una semplice negligenza , ma più complessivamente quello che non funzione è l’intero sistema, attrezzato per interdire e reprimere e non certamente per osservare leggi e disposizioni quando esse sono a difesa dei diritti. In questa ottica rientra sia la prima fase, quella messa in opera nell’aprile 2015, quella di togliere un diritto sacrosanto e consolidato, sia la seconda fase, quella della pratica per la restituzione dei soldi.

SE A ROMA QUALCOSA SI E’ MOSSA, A PADOVA SI CONTINUA A NEGARE. La storia di Roma deve spronare gli utenti i cui alloggi ricadono sotto la giurisdizione del COMANDO INTERREGIONALE NORD ESERCITO DI PADOVA,ora nella nuova dicitura che ha assunto in COMANDO FORZE OPERARIVE NORD sempre di Padova i quali ancora non hanno, nella maggior parte, ancora restituiti i loro diritti. Continuare ancora ed insistere, dando maggiore impulso alle loro richieste, scrivendo oltre al Comando di Padova , all’UFFICIO DI DIRETTA COLLABORAZIONE DEL MINISTRO DELLA DIFESA , Via XX Settembre 8 00187, Roma e allo STATO MAGGIORE DIFESA, V REPARTO, Via XX Settembre 8, 00187, ROMA, tutti in indirizzo per competenza, facendo riferimento, alle direttive dello stesso Stato Maggiore Difesa V Reparto Ufficio del 16.12.2016,

QUANDO LA FORMA DIVENTA SOSTANZA, ENTRA IN SCENA “ IL NOMINATO IN ARGOMENTO” Nella vicenda di Roma è da segnalare un singolare caso di forma/sostanza. L’ attenzione va posta all conclusione del Comando Marittimo, nel negare e alla fine riconoscere quanto negato per tre anni, ove il Comando stesso scrive: all’INPS “ A seguito dell’accoglimento da parte di questo CMC dell’istanza presentata dal nominato in argomento “ inserendo nel corpo lettera solo per conoscenza nel corpo lettera il sig. Vincenzo e non per competenza visto che fino ad allora il Comando non aveva mai comunicato al sig. Vincenzo direttamente l’accoglimento così a lungo inseguito e lo stesso sig. Vincenzo aveva sostenuto in prima persona tutte le sue ragioni. Scivolone enorme la “ dimenticanza di non scrivere direttamente al sig. Vincenzo, non per conoscenza, dal momento che lui era il diretto interessato e autore di quel pazzesco andirivieni e replica di tante lettere.

La puntualizzazione e l’ulteriore scorrettezza di non lieve conto, denota , oltre le considerazioni che ognuno può fare, una conduzione tirannica, dispotica e medioevale e un disprezzo verso i diretti interlocutori, così come sono di fatto trattati da certuni Comandi ultras i “ sine titulo” non come cittadini italiani, con i loro diritti che sono tali almeno quanto i loro. Talvolta, anche i “ nominati in argomento” ancorchè marescialli, oltre ad insegnare nella forma corretta, sommessamente ma con determinazione, l’applicazione delle leggi,Regolamenti e Norme Applicative che altri stravolgono fino all’ultimo, continuando poi a perseverare nell’errore ( è il caso della lettera all’INPS per la restituzione dei soldi), possono aiutare ad essere meno protervi nella gestione e l’esercizio di una Autorità che non deve e non può sconfinare in altra” roba” e non ultimo anche al rispetto della persona che ancora in molti continuiamo a chiamare semplicemente buona educazione. .

Sergio Boncioli

Allegati:
   Copia lettera del Comando Marittimo Capitale ricevuta dal sig. Vincenzo
   Appendice A, SMD, che definisce ai Comandi lo schema per attivare e riavere quanto erroneamente e indebitamente tolto.

12 agosto 2017

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