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COME ELEFANTI IN UN NEGOZIO DI CRISTALLERIA
AGISCONO IN CENTRO COME IN PERIFERIA, FANNO SCEMPIO DI LEGGI E DECRETI IN UNA SORTA DI “ COSA LORO”.
LA STRANA VICENDA DELLA LEGGE 104 ART.3 COMMA 3, APPLICATA COME UNA PELLE DI POLLO. LA TIRI DOVE VUOI A GEOMETRIA VARIABILE. MESSI IN DISCUSSIONE ANCHE GLI HANDICAP GRAVI.
INTANTO, SI METTANO IN TESTA DI OSSERVARE, SENZA SE E SENZA MA, ANCHE QUANTO DISPONE L’ART. 25 DELLA LEGGE 11 AGOSTO 2014, N. 114.

PROSEGUONO GLI INCONTRI DI CASADIRITTO Come noto, l’applicazione della Legge 104, una Legge di civiltà, è stata ormai inserita da molti anni nelle normative che la Difesa emana e che riguardano gli alloggi militari, a tutela degli utenti e delle loro famiglie non certo per una concessione “caritatevole” per magnanimità del sovrano, assoggettata alle volubilità di un “uomo cosiddetto forte” che si alterna man mano ai vertici militari, ma come riconoscimento di un diritto che la società civile e la nostra Costituzione riconosce ai cittadini con fragilità.

Ma parlare di diritti nell’ambiente della Difesa, in genere rimane difficile e ostico. Parlare ed interloquire, quando ci si riesce, con i vertici della Difesa ( nelle sue variegate e variopinte rappresentanze che si alternano) è come parlare per metafora, dell’accoglienza paradossale fin che si vuole, che rappresenta un cane che tenta di entrare in un luogo sacro. Si dice allora “come un cane in chiesa” per intendere l’inopportunità in senso assoluto.

UTOPIE BENEFICHE Da molto tempo, dai primi anni 90, quella che sembrava una utopia, quella di offrire anche alle famiglie dei militari, meno abbienti per reddito e meno fortunati per particolari patologie sempre terribili, una sorta di protezione, siamo riusciti nel nostri intento. All’inizio con la volontà della ragione e della disperazione. Erano i tempi di assenza assoluta di norme e i Comandi, a loro arbitrio, potevano sgomberare e fare sfratti con molta libertà. Abbiamo coinvolto migliaia di famiglie, ma quella utopia è stata la molla. Anche allora c’era chi partecipava e chi stava a guardare con distanza e mettendo paure e dubbi. Ma i risultati poi sono stati intesi come un incoraggiamento a difendere e andare avanti. Quello che si chiedeva era giusto, tanto è che in gran parte è stato fatto. Ma a dispetto, almeno così è stati inteso da parte di SMD che sempre, magari di nascosto, si è schierato contro, con un atteggiamento tardo-ideologico e conservatore, per tenere ben stretta la ”merce”, anche se già, la merce, cioè gli alloggi, mostrava clamorose lacune di gestione. Ma anche con l’aiuto di persone lungimiranti anche all’interno di vertici della Difesa, mosche bianche, di parlamentari in varie legislature come Silvana Pisa, Rosa Villecco Calipari, Aldo Di Biagio, Gian Piero Scanu e tanti altri che hanno dato con continuità il loro contributo e apporto. Ricordiamo che a proposito di Legge 104, le tutele al principio erano riservate soltanto agli utenti AST e successivamente, vista l’assurdità, sono state estese anche agli ASI e ASGC. Il tutto dal 1993 al 2008.

TEMPESTA PERFETTA, QUELLA DEL BINOMIO CANONI - SFRATTI Poi venne scatenata contro gli utenti sine titulo, tra capo e collo, la “ tempesta perfetta “ un combinato disposto scatenato con mano d’opera non specializzata ma fedele, costituita da La Russa e Crosetto con menti strategie sopraffine con un Gran Suggeritore che dall’Alto scese in terra e si materializzò in Obiettivo 9. In concreto con il Decreto del 16 marzo 2011 e con il Decreto del 18 maggio 2010.

IL DECRETO DEL 16 MARZO 2011, IL DECRETO DELLA VERGOGNA ANCHE SULLA 104. LA COLPA PIU’ GRAVE? PRENDERE IN GIRO I MALATI GRAVI

Per limitare in questa occasione, l’analisi ad un solo aspetto, vogliamo prendere in esame (poiché è tuttora vigente, quanto quel Decreto recita, a proposito della 104 art. 3 comma 3. per chi è anche al di fuori dei Decreti di protezione successivi.

Decreto 16 marzo 2011, art. 2 comma 2 punto 3, a) 2
2) di euro 10.000 per ogni familiare convivente portatore di handicap grave ai sensi dell’art.3 comma 3. della legge 5 febbraio 1992, n.104.

Che cosa voleva dire? Con l’entrata in vigore di quel Decreto Crosetto del 16 marzo 2011. veniva abrogato a partire da quella data per i nuovi, quanto fino allora si prevedeva per quelle categorie disagiate per malattie e patologie gravi. Fino al Decreto relativo all’anno 2009, veniva riconosciuta una protezione assoluta. Crosetto e Soci invece valutavano una disgrazia mercificandola al prezzo di 10.000 euro per ogni malato con handicap grave in una stessa famiglia. L’importo 10.000 euro talvolta non è nemmeno sufficiente a spostare di una virgola il coefficiente correttivo da lui inventato, tanto più che la somma complessiva è viziata da un reddito virtuale, sempre da Crosetto e soci inventato. Naturalmente 10.000 euro con obbligo di rilascio. A nulla è poi valso un tardivo pentimento di Crosetto per lavarsi la colpa del peccato. Scrisse al “suo Capo di Stato maggiore “ dell’epoca per manifestare il suo pentimento, inviando copia della lettera a Boncioli. Il suo ex capo non se lo filò. Il pentimento postumo non fu sufficiente. Arrivò fuori tempo massimo quando lui stava facendo …gli scatoloni. Chissà come ridevano pensando a più handicap gravi nella stessa famiglia.

Questi sconsiderati, Crosetto, La Russa e l’allora Capo dello Stato Maggiore Difesa che comunque era a capo del quel particolare Reparto di SMD, erano talmente potenti di aver saputo lasciare in eredità ( va a loro riconoscimento, inteso come unità di misura delle illimitate e sconfinate mete che può raggiungere in negativo la vendetta, un virus infetto attivo all’interno di certi ambienti) l’eredità di aver saputo mantenere ancora oggi tale norme che sono tuttora vigenti, fatta eccezione per i due Decreti successivi, che sono comunque a orologeria...10.000 volte vergogna è stata ed è tuttora la nostra risposta a quel Decreto.

ELEFANTI IN CRISTALLERIE ZONA CENTRO E’ noto quanto disposto da SMD attraverso le Direttive recentemente emanate in riferimento all’applicazione del Decreto del 24 luglio 2015, che sono state interamente pubblicate sul sito di CASADIRITTO nel Report de giorno 12 febbraio 2017. In quella sede abbiamo subito identificato, definendolo ASSURDO quanto in esso si tenta di mistificare quella che invece è una vera e propria discriminazione tra handicap gravi antichi, meno antichi e nuovi di zecca. A vergogna si aggiunge vergogna.

La situazione è questa a parità di handicap, secondo data, e secondo annate:
Handicao “storici” inclusi dentro i vecchi Decreti, se sopravvissuti;
Handicap o famiglie plurihandicap, secondo Crosetto, La Russa, dopo il Decreto del 2009, con mancia di 10.000 a sconto del coefficiente correttivo, con obbligo di rilascio;
Handicap Decreto del 7 maggio, con attribuzione dell’art. 286 comma 2 del TUOM;
Handicap Decreto del 24 luglio 2015 con equo canone maggiorato.

L’ESERCIZIO DEL DISPREZZO Questi uomini-elefante si sono divertiti con le disgrazie degli altri, agiscono nelle delicate vie della vita fatta di fragilità con tutte le vicissitudini immaginabili (cristallerie), drammi e peripezie umane, trattando la materia e spaccando il capello in quattro per affermare la propria sindacabilità, prima, durante e dopo le approvazioni di leggi e decreti, facendo danni in tutte e tre le fasi. In altre parole l’esercizio del disprezzo lo esercitano anche in questo modo. Le avete lette le disquisizioni sugli handicap che sono state pubblicate? Basta leggerle, magari rileggerle.

Se il nuovo Decreto sarà presentato in Parlamento come previsto a marzo, oppure più tardi, se riusciremo a coinvolgere tante forze parlamentari, se avremo ascolto anche all’interno della Difesa, CASADIRITTO darà, fin da adesso, la giusta e prioritaria importanza e darà battaglia anche su altri punti in agenda.

Ricordiamo a quelle facce, definite da Crosetto “quelli là” che le infermità di cui soffrono, possono colpire chiunque, anche in maniera inaspettata e sono capaci di “ atterrare” e atterrire chiunque, indifferentemente. Da quel momento in poi la vita cambierà:

per certi bimbi, fin dalla nascita;
per altri bambini, man mano con l’età evolutiva;
per chi è colpito da patologie terribili e considerate “ rare”;
per incidenti stradali;
per incidenti sul lavoro, anche dei militari in servizio;
per i malati di SLA;
per tutti quelli colpiti da patologie neurologiche paralizzanti;
semplicemente perché da sani, un bel giorno qualcuno ti scopre delle piccole macchioline in qualche posto…che poi diventeranno altro.
Di tutto questo parliamo senza averne falsa vergogna, sviscerando i nostri documenti.

Insomma non è inutile averne parlato, proprio perché non ne possiamo più di certa gente insensibile e ottusa, di certi elefanti. Per questo non vogliamo che tutto il lavoro che è stato fatto da tutti con l’aiuto di tutti non vada disperso in mano improprie, da chi altera la legge e la riduce a semplice esercizio di onnipotenza. Con molte difficoltà, quelle persone a cui è stata riconosciuta dignità ora non possono rischiare di veder vanificare certi diritti, da uomini senza aggettivi non altrimenti qualificabili. Prendersela con le fragilità della vita è comunque una scelta di cui pentirsene tardivamente non sarà sufficiente. Anche Crosetto a suo tempo, si è dichiarato pentito. Ora SMD non ha totalmente dimostrato di avere le capacità dovute in questa occasione. E come al solito con le sue “ interpretazioni “ quasi fosse un Organo superiore alle legge e alla “ratio” della legge, spacca il capello e altera in buona sostanza la norma, che peraltro ai legislatori appariva chiara e precisa.

ELEFANTI IN CRISTALLERIE PERIFERICHE. Come è a tutti noto, l’accertamento medico/burocratico per ottenere quelle “ carte” inerenti l’attestazione della Legge 104 art. 3 comma 3. è lungo e ricco di ostacoli, ma è doveroso effettuare dei giusti controlli. Si inizia con il medico di famiglia, si prosegue con le visite e accertamenti, poi la pratica on-line viene trasmessa dallo stesso medico. Se si vuole si può chiedere l’assistenza di un patronato e del medico legale. Poi, a pratica inoltrata, arriva la convocazione ASL per essere sottoposti al giudizio della Commissione preposta per esaminare paziente e documentazione. La Commissione Medica poi invierà il suo giudizio all’INPS per ulteriori eventuali approfondimenti. Per ultimo l’Ente Previdenziale invierà direttamente al domicilio la risposta positiva o negativa che sia.

Una vera via crucis fatta di disabilità incredibili dentro e fuori il corpo, di carrozzine, di stampelle, di familiari che accompagnano. Talvolta l’interessato è del tutto intrasportabile e allora si deve allungare i tempi per prenotare la visita della Commissione al domicilio. Il tutto fra carte e burocrazia, ma è necessario. Poi quando arriva, se arriva, il benedetto foglio, c’è possibilità che l’interessato se ne è andato a miglior vita. Altre volte il certificato è soggetto a “ rivedibilità”, cioè ha una validità a termine e tutto deve ricominciare. E allora?

IL COMPORTAMENTO DI TALUNI COMANDI PERIFERICI Nel caso di una certificazione che presenta una scadenza con rivedibilità scritta, taluni Comandi sospendono il beneficio della Legge 104 art.3 comma 3 e di conseguenza quello derivante dall’applicazione del canone per categorie protette con applicazione del canone di mercato (Crosetto).

ORA NON LO POSSONO PIU’ FARE ED E’ BENE FARLO SAPERE A UTENTI E COMANDI L’art, 25 comma 6 bis del D.L. 24 giugno 2014 n. 90, convertito con modificazioni dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114 stabilisce: “ nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sino persone con handicap in possesso di verbali in cui sia stata prevista rivedibilità, conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura. La convocazione a visita medica , nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è di competenza dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS)"

Tutto ciò è molto chiaro. Per alcuni uomini-elefante che irrompono nelle cristallerie e che “nell’apparato” proliferano e si riproducono, scorrazzando come abbiamo visto nelle praterie che i Decreti offrono, è bene che ne prendano atto .

Loro, fautori e autori del Decreto del 16 marzo 2011, che dà sconti “a tanto ad invalido” e mance su redditi virtuali gonfiati, potrebbero avere delle difficoltà a capire, vorremmo dire potrebbero avere deficit di comprensibilità.

Li costringeremo, come tante altre volte, a farsene una ragione. Se sapremo coniugare le eccellenze, che fra di noi e altri certamente ci sono e ne troveremo ancora, con le tante sofferenze che si tenta ancora di soffocare e mortificare, per CASADIRITTO ancora ce ne sarà di strada da percorrere. Almeno avere l’utopia di provarci e di riuscirci.

NOTA: CASADIRITTO sta' attuando una serie gli incontri per inserire eventuali varianti nel Decreto Biennale, se e quando questo verrà presentato in Parlamento. Inoltre, in previsione dell’attuazione di quanto indicato dalla Corte dei Conti in materia di patrimonio alloggiativo e Nuovo Gestore, proseguono gli incontri con le parti interessate.

Sergio Boncioli

Allegato:
   stralcio D.L. 24 giugno 2014 n.90 convertito con modificazioni dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114

11 marzo 2017

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