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PUO' UN UOMO SOLO SOVRAPPORSI ALLE LEGGI E ALLE NORME?
SUCCEDE AL COMFOP DI PADOVA
Tolte tutele e benefici previsti, ad un maresciallo con familiare con grave handicap legge 104 art. 3 comma 3, gia’ riconosciuti da 12 anni dallo stesso Comando.

ENNESIMA “ CAPATAZZATA” DA PADOVA

Quando si agisce a colpi di clava, colpendo nel mucchio, può succedere anche “che adesso tocca a me”

L’impegno e la continua segnalazione di casi limite che in gran numero CASADIRITTO è in grado di mettere in luce in modo che non rimangano un fatto quasi privato per chi lo attua e chi lo subisce, se da una parte premia la capacità di collegamento che quelle famiglie colpite hanno con CASADIRITTO, dall’altra parte ne certifica la quasi impotenza per far qualcosa di concreto, oltre quella della denuncia, agli stessi Comandi Centrali, alla parte sensibile delle Istituzioni, a tutti gli utenti che vivono nel timore che un giorno si potrebbe dire “ adesso tocca a me”. In ogni caso l’opera di denuncia è utilissima per risolvere i casi che più creano indignazione ed anche per mettere gli utenti nella condizione di potersi meglio difendere e mettersi in sicurezza da certi personaggi che adoperano la clava anziché l’applicazione giusta delle leggi e regolamenti che pur ci sono.

Questo, nel momento ove la politica mostra tutta la sua latitanza, succede qua e la in tutta Italia. In particolare nelle Regioni del Nord Est dove esercita la sua giurisdizione IL COMANDO FORZE DIFESA INTERREGIONALE NORD di PADOVA anche se ora sotto la nuova denominazione dal 1 ottobre 2016, COMANDO FORZE OPERATIVE NORD ( COMFOP) sempre di PADOVA.

IL FATTO - PREMESSA GIURIDICA

C’è una famiglia di un maresciallo, che per convenzione chiameremo Claudio, che abita nel nord est a Treviso, in un alloggio della Difesa. Nel suo nucleo familiare convive una persona con grave handicap . Adempie amorevolmente al suo compito e presta tutte le cure possibili, ma nella sventura può contare almeno su un sistema di protezione messo in piedi da leggi fatte bene la cui” responsabilità” la rivendichiamo. Come ben si sa, è opera anche di CASADIRITTO. Questa protezione da almeno una certezza quella di non essere soggetto ad angherie e soprusi per quanto riguarda il suo rapporto tra la sua famiglia e l’Amministrazione per quanto riguarda la permanenza nell’alloggio.

Da sempre, dal 2005, il maresciallo Claudio, da quando entrò in possesso della certificazione ASL della Regione Veneto, attestante l’accertamento dell’art. 3 comma 3. della 104, allega questo documento alla Dichiarazione sostitutiva di Atto Notorio che annualmente invia al Comando. Da allora tutti gli anni. Si mette in evidenza che nel suo caso, quel documento non è soggetto ad alcuna scadenza, ma per evitare “disattenzioni” non sue, lo allega sempre. Detto requisito èra stato previsto dalla Legge 537 art. 9 comma 7 del dicembre 1993 Finanziaria 1994 dalla Legge 724 art. 43 Finanziaria 1995, le quali prevedevano il Decreto annuale sul Piano alloggiativo da emanarsi a cura del Ministro della Difesa, entro il mese di marzo di ciascun anno. Successivamente con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n.66 ( Codice di Ordinamento Militare) tale norma è stata inserita direttamente all’interno dell’Ordinamento all’art. 306. ( Decreto annuale), che poi rimanda, per l’applicazione, ai vari altri articoli.

L’applicazione dei contenuti del Decreto annuale negli anni, per quanto riguarda la parte del diritto riservato ai portatoti di handicap grave l. 104 art. 3 comma 3, veniva applicata in automatico, senza bisogno di alcuna istanza, ma doveva essere allegata alla Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio nel quale stampato è riportata la casella con la richiesta del possesso o meno.

IL PRIMO GENERALE ”CON LA CLAVA”, TOGLIE DI FATTO AL MARESCIALLO I DIRITTI SPETTANTI DELLA LEGGE 104 ART.3 COMMA 3 E BATTE A CASSA. VUOLE I SOLDI INDIETRO.

Come era ovvio tutto fila liscio dal 2005, finchè nell’aprile 2016, l’allora COMANDO FORZE di DIFESA INTERREGIONALE NORD di Padova, Comando già noto perché resosi protagonista per le sue singolari interpretazioni delle norme vigenti, in particolare sull’applicazione del Decreto del 7 maggio 2014, quello stesso Comando comunica al maresciallo Claudio che “ è emerso che la S.V. continua a corrispondere l’indennità di occupazione sulla base del calcolo definito dall’art 286 comma 4 del Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 66, benché tale comma sia stato espressamente abrogato dall’art. 9 del Decreto Legislativo 28 gennaio 2014 n.7 in vigore a decorrere dal 26 febbraio 2014 ( ricordiamoci la seduta famigerata del 19 dicembre 2013, la seduta condotta dal Presidente La Torre alla Commissione Difesa del Senato).

Il COMANDO che scrive, si premura di avvertire il maresciallo Claudio che non rientra nelle condizioni eccezionali di deroga previste dall’art. 4 comma 1 del Decreto del Ministro della Difesa del 7 maggio 2014 come integrato dall’art. 4 comma 4 del Decreto Ministro della Difesa del 24 luglio 2014. Poi il generale che scrive, va al sodo e “ batte a cassa” e di fatto, cancella la legge 104 art.3 comma 3, rivuole i soldi indietro dal 27 settembre 2015, e forse anche qualcosa di altro visto che con l’abolizione delle tutele, c’è il baratro del rilascio.

IN RISPOSTA AL COMANDO IL MARESCIALLO RISPONDE. In risposta il maresciallo Claudio replica per iscritto facendo notare al Comando di Padova ( e al generale che firma) che la sua posizione giuridica riguardante il riconoscimento della tutela di un familiare a carico prevista per i possessori di cui alla legge 104.) era pregressa ai Decreti sia del 7 maggio 2014 che di quella prevista dal Decreto del 24 luglio 2015) risalendo fin dal 2005. Inoltre quella sua posizione era stata reiterata e ribadita ogni anno, così come risulta agli atti dello stesso, attraverso la compilazione del format di dichiarazione sostitutiva annuale e non necessitava certamente di alcuna reiterazione per effetto dei due Decreti, chiedendo quindi di essere reintegrato nella normativa ora esistente, vale a dire l’art. 284 comma 2 del C.O.M. così come previsto per chi come i nuovi handicap gravi, vengono inseriti.

Decreti i quali, al dire il vero, aggiunge ora CASADIRITTO, prevedevano una “implementazione” quindi un ampliamento, e non certo un restringimento dei diritti fino ad allora goduti e le formalità da espletare del Decreto del 7 maggio non erano riferite a chi fino a quel momento già possedeva e contestualmente ne venivano applicati i benefici. Provvedeva a notificare tutti gli anni, come prevedeva la norma e richiesto dal format in apposita casella, allegava la certificazione relativa da ben 12 anni. Quello che cerca di spiegare è un concetto alla portata di tutti e anche quei due generali dovrebbero capirlo.

A SETTEMBRE 2017, RIEMERGE L’ALTRO GENERALE A settembre 2017, sotto la nuova sigla di COMANDO FORZE OPERATIVE NORD, il Vice Comandante per il TERRITORIO, il secondo generale molto noto come “ ammazza decreti” per le numerose prese di posizione relative nel togliere i diritti dei Decreti del 7 maggio 2014 in moltissime parti del Nord Est, per gli utenti che si erano visti riconoscere in un primo tempo tali diritti a loro spettanti ( siamo ancora in attesa che lo costringano a rivedere le sue posizioni oltranziste, risponde “che no” .

Scrive testuale il generale: “preso atto delle indicazioni delle Autorità Centrali ( citate in indirizzo nella lettera ma non allegate materialmente all’interessato) la sua richiesta non può essere accolta e si riconfermano le disposizioni assunte con la lettera seguito”

CASADIRITTO FA’ NOTARE Non sapendo che cosa ha chiesto il generale, alle citate “ Autorità Centrali” e non conoscendo a maggior ragione il tenore della loro risposta, CASADIRITTO in linea generale afferma che il maresciallo Claudio non doveva presentare alcuna richiesta al Comando di Padova, all’uscita dei due Decreti del 7 maggio 2014 e del 24 luglio 2015 in quanto:

. Fin dal 2005 presentava la Dichiarazione sostitutiva al Comando competente, dal 2005, sul format dello stesso Comando, allegando anno su anno la certificazione ASL. Anche se la certificazione era di quelle “definitive” non revisionabili e non era soggetta a scadenza, era meglio non fidarsi troppo… evitando inutili e pretestuose richieste e incomprensioni;

. Il relativo riconoscimento da parte di quel Comando era in atto da 12 anni;

. Nello stesso Decreto del 7 maggio 2014, era precisato “ che l’istanza doveva essere inoltrata unicamente nel caso che il canone mensile corrisposto al 31 dicembre 2013 sia superiore a quello già corrisposto al 31 dicembre 2010, al netto della rivalutazione ISTAT” Caso che non rientrava di certo il maresciallo Claudio, che al netto dell’ISTAT, versava, come previsto, lo stesso canone del 2005, fino a che non è intervenuto il famoso generale con clava.

QUESTI I FATTI Questi i fatti che ci lasciano sbalorditi. Un Decreto, quello del 7 maggio 2014 che ha come finalità, quello di estendere i diritti, indicandone le modalità estensive, ( implementazione) e non solo a quelle categoria su cui fare e rivolgere molte attenzioni, anche umane e non solo quelle di legge, estendendole poi ad altre categorie, militari in servizio, in pensione, vedove/vedovi, separate/i, divorziate/i, figli e nipoti, ( 5 anni) viene preso ora a pretesto per essere applicato a danno per chi quelle protezioni già ne aveva diritto da 12 anni.

ANALOGO EPISODIO, RISOLTO PERO’ IN MANIERA POSITIVA E’ da notare che un analogo episodio, sempre in merito alla legge 104 art.3 comma 3, che ha avuto una felice conclusione era avvenuto presso il COMANDO MARITTIMO CAPITALE DI ROMA (vedi conclusione con restituzione dei soldi sul sito, 12 agosto 2017), il quale Comando è andato poi successivamente in tilt ( tanto per cambiare) per la procedura da seguire nella restituzione dei soldi. Procedura che era stata indicata dallo stesso Stato Maggiore Difesa.

METTERE IN SICUREZZA QUELLE FAMIGLIE “ SINE TITULO” DALLE CONSEGUENZE DEI PREGIUDIZI E DEL NARCISISMO E PROTAGONISMO DI CERTI PERSONAGGI.

Vorremo che la sconfessione rapida di quel personale di Padova su questo increscioso episodio, che chiediamo ai Vertici militari, a cominciare dal Capo di Stato Maggiore Difesa e Esercito, nonché all’Ufficio Giuridico della Difesa, all’Ufficio di Diretta Collaborazione del Ministro della Difesa, Roberta PINOTTI, che giunga ad una rivisitazione in senso positivo di questo caso e di tutti quei casi che gli stessi generali hanno preso di mira dall’aprile 2014 in poi. Restituendo alle molte famiglie abitanti nel nord est dal Friuli Venezia Giulia, al Veneto, dal Trentino Alto Adige all’Emilia Romagna, da Trieste a Verona, Padova, Treviso, da Bolzano a Bressanone, da Bologna a Rimini, quei diritti abusivamente tolti attraverso comunicazioni estemporanee e i cui casi, a distanza di tempo, rimangono ancora irrisolti. Non è stato così per gli sfratti, che sempre sul Territorio del Nord Est furono tentati sempre da quel Comando, su un parco di alloggi semivuoti che necessitava di enormi investimenti. Furono subito stroncati sul nascere da CASADIRITTO, attraverso un semplice ragionamento sui costi/benefici che ha disarmato’ immediatamente le loro voglie insensate.

Viene alla mente .anche il doloroso caso dello sfratto di Ostia, contro una anziana signora di 77 anni che viveva sola in riva al mare su un alloggio ricavato dalla Difesa in prossimità dell’arenile del “ Lido Azzurro” lo Stabilimento balneare, eseguito dall’AERONAUTICA MILITARE, COMANDO SUPPORTO ENTI DI VERTICE DI ROMA, di cui abbiamo pubblicato sul sito quasi in diretta le fasi, terribile per il salto di qualità e per le modalità di cui vergognarsi con cui è stato eseguito, ( è stata lasciata sola in mezzo alla strada senza che nessuno degli esecutori si facesse premura di niente) non deve fare “ scuola” e bisogna impedire a certi personaggi dal compiere certe azioni obbedendo agli istinti più biechi. Ma malgrado tanti tentativi, quello sfratto è stato ugualmente eseguito. Su questo caso continuiamo la nostra battaglia.

Mettere in sicurezza tutte queste famiglie colpite oggi come quelle colpite dal mese di aprile 2014 da quel Comando di Padova, specialmente quelle con handicap grave, che anziché la protezione di legge, è stato loro “appioppato” l’art. 286 comma 3, come scrive quel generale nella prima lettera, e l’altro conferma, articolo che come noto prevede l’obbligo del rilascio, senza alcuna forma di protezione . Non è un bel modo di applicare le leggi di protezione assoluta , previsti per i sine titulo con legge 104 ed è dovere di CASADIRITTO di porre quei casi all’attenzione per cercare di risolverli e per prevenire altri soprusi, mettendo in guardia le famiglie da altri imprevedibili ma possibili episodi. Se non li segnaliamo noi , chi altri? Ma allora, in caso contrario CASADIRITTO a che servirebbe?

Aiutare il maresciallo Claudio, accendendo i riflettori sul suo caso, oltre che per un senso di giustizia e solidarietà che è insito nella continua battaglia che conduce CASADIRITTO, è un modo per evitare tutti che a forza di abituarci come una droga, all’assuefazione all’uso degli abusi e malefatte come quelle di Padova e di correre il rischio che il surreale diventi reale.

SURREALE O REALE? Chissà se ,” realisticamente” e non in maniera surreale, come risulta invece dalla decisione che comunica il COMANDO FORZE OPERATIVE NORD DI PADOVA di Padova, le “Autorità Centrali”, presso le quali dice di essersi rivolto quello stesso generale di Padova per avere lumi, le stesse “Autorità Centrali, compresi gli Uffici di Diretta Dipendenza della Ministra della Difesa Roberta Pinotti, questa volta leggano attentamente le carte, quelle vere, che saranno loro inviate dal maresciallo Claudio, ed esaminino ed alla fine diano tutt’altro giudizio, realistico e corretto del clamoroso caso in esame. In caso contrario si rischia di vedere del tutto sconfessata l’attendibilità stessa dei Decreti di protezione a cominciare da quello del 7 maggio 2014.

Casadiritto si chiede: puo' un uomo solo sovrapporsi alle leggi e alle norme?

Sergio Boncioli

Allegato:
   Carteggio completo: Lettera del Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova dell’aprile 2016,
nota esplicativa del maresciallo,
lettera del Comando Forze Operative Nord, Vice Comandante per il Territorio di Padova,
Verbale di Accertamento l.104 art.3 comma 3 del 2005.

23 ottobre 2017

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