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ALLOGGI DIFESA ANALISI INFORMAZIONE E ISTRUZIONE PER L'USO

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DOPO IL VOTO LO STALLO: QUALE DIREZIONE?
TUTTO QUELLO CHE AL MOMENTO GIRA INTORNO AGLI ALLOGGI DIFESA
LA "TONNARA" DEGLI UTENTI

Mentre si prevede un periodo di stallo nella formazione di un nuovo Governo, CASADIRITTO rimane alle prese con la quotidianità fatta, di tutto quello che gira tra alloggi e dintorni, tra sfratti e rigetti di Istanze già approvate, tra tonni, tonnare, Rais, Papa Borgia, roghi medioevali e censure attuali vere, si cerca di arrivare con fatica e spirito di servizio per le famiglie, alla “nuova frontiera” quella di una nuova gestione degli immobili residenziali, cercando di contenere le perdite, che appunto in questa fase di transizione anche gestionali, sono inutili, fuori luogo e quindi oltremodo dannose.

CRONACHE DI UNO STALLO ANNUNCIATO. Non faremo certo una ripetizione del chiacchiericcio, che dalla mattina alla sera, perviene dai bar, e dalle tv continuando a tenere banco, già ricominciando a rilanciare nuovi sondaggi, come se questi ormai dovessero sostituire quello che una volta era rappresentato dal bar dello sport con il vecchio totocalcio e il sabato sera. La nostra analisi prima del voto l’avevamo già espressa sul sito con l’articolo del 25 febbraio u.s.,anche l’andamento del dopo voto era quello in qualche modo già previsto, ma ora è conclamato dai risultati elettorali, determinato in premessa dalla rabbia, dalla confusione e dalla “ paura” e da un “rancore” latente, con l’aggiunta in chiave fantapolitico- finanziaria di meno tasse per tutti, temi che son stati imposti a massicce dosi in maniera propagandistica come prioritari anziché quelli veri e reali del lavoro che non c’è, il lavoro pagato a 2,5 euro all’ora o ridotto a rango di schiavitù quando si pagano 0,33 euro l’ora nei call center dei sottoscala, e che certi servizi essenziali previsti peraltro come Diritti Costituzionali, come la scuola e la sanità, sono oggetto continuamente di tagli, la povertà che aumenta, il rischio povertà che secondo gli ultimi dati di uno studio della Banca d’Italia arriva al 25% del totale della popolazione l’aumento delle disuguaglianze ove il 5% delle famiglie detiene il 40% della ricchezza, i salari vengono continuamente erosi dai tagli di bilancio e tutto viene progressivamente privatizzato diventando a pagamento. Era evidente a tutti che il problema vero era non tanto di arrivare “primi” ma di avere una maggioranza tale da esprimere un programma di governo.

TUTTI CONTRO TUTTI? Tutti contro tutti, e il risultato è nessun accordo è ragionevolmente possibile partendo dai differenti programmi su cui eravamo stati chiamati al voto. Questo per quanto riguarda la coerenza. Poi sono possibili non tanto i cambiamenti di casacca, ma potrebbero essere possibili cambia di “faccia” quella tosta, pere giustificare veri e propri cambi di direzione con inversione di 180°. Per quanto riguarda l’analisi del voto, tutto sfugge anche agli analisti di professione. Vorrebbero far credere che tutto sia diventato impalpabile e fluido. Ma i problemi veri della nostra quotidianità rimangono e non sono ne impalpabili ne fluidi. Appaiono persino due vincitori che cavalcano tesi opposte e tutti e due reclamano la leadership del Governo. Ma altro elemento è sui programmi: uno opposto all’altro nella sostanza. E’ poi emblematico quanto accaduto alla Regione Lazio. Nello stesso giorno, negli stessi seggi, nello stesso istante, lo stesso elettore, ben 300.000 voti di differenza in più per lo schieramento di Zingaretti, gli elettori hanno fatto scelte profondamente diverse nel voto tra elezioni politiche e elezioni regionali, anche se non si chiarisce il problema della maggioranza.

Ma alla fine, comunque fra alcuni mesi, salterà fuori un coniglio dal cilindro, ma le premesse non sono buone. E poi c’è che entro la metà di Aprile la presentazione del Documento di Programmazione di Economia e Finanza, che è un atto dovuto ma che deve indicare le linee su cui sarà basata l’azione di Governo prossimo venturo. Nodi che dovevano essere sciolti e risolti dall’esito delle elezioni, ma così non è, o almeno non sembra. Tutti sperano nell’inventiva e nella lungimiranza del Presidente della Repubblica, ma non si dice come. In qualche modo anche la Difesa, nella sua “ governance” che investe anche, tra l’altro, le politiche della casa attraverso gli alloggi dei militari, sono cointeressate allo scioglimento del nodo gordiano di cui sopra.

CASADIRITTO E I SUOI INTERLOCUTORI ISTITUZIONALI. VOTO, PARLAMENTO, GOVERNO, DIFESA, ALLOGGI, TUTTO SI LEGA. Il confronto con le Istituzioni a vari livelli, sono la nostra acqua e aria in cui troviamo il nostro habitat. Entro cui viviamo per portare avanti le nostre proposte o manifestare le nostre perplessità. Naturalmente con alterne fortune. Non c’è stato negli ultimi 25 anni, un provvedimento di Legge, un Decreto, un Atto Parlamentare riguardante gli alloggi della Difesa che non sia stato trattato, discusso, e in qualche caso modificato e migliorato per quanto possibile, senza un ragionato e documentato parere (naturalmente solo un parere) di CASADIRITTO, anche nelle sedi preposte delle Commissioni Difesa. CASADIRITTO ha potuto interloquire quasi sempre con la Difesa, attraverso i massimi Organi di Governo o i suoi rappresentanti Militari, il Parlamento attraverso i Gruppi Parlamentari o le Commissioni. Sono talvolta entrati nei testi, elementi di equità e solidarietà, con l’opera di molti parlamentari anche su posizioni politiche trasversali, anche se poi gli stessi elementi qualificanti sono stati abbondantemente falcidiati dalle cosiddette norme applicative emanate dagli Stati Maggiori fortemente contrari a qualsiasi norma che intaccasse quanto già stabilito dall’Obiettivo 9. Ma questo è un capitolo a parte.

MA ORA? Quello che sembra mancare al nuovo Parlamento è un deficit di conoscenza, sicuramente il deficit aumenta nei riguardi dei nostri problemi. Ma per quanto possibile, cercheremo di aiutarli ad un minimo cenno almeno di sincerità, con tutti, con tutti quelli che dimostrano almeno una sensibilità. Ci auguriamo che questo “ sentiment” che abbiamo venga smentito poi dai fatti. Di sicuro è che avremo a che fare con un personale che nasce perché eletto su temi che non riguardano lo stato sociale, il lavoro, quello vero, quello che viene chiamato “ lavoro somministrato, quasi fosse una coca cola, quello che viene a “chiamata” un’ora di lavoro e via, tanto per far scattare nella voce “occupati” la statistica dell’ISTAT, ( quanti figli sono in queste condizioni? ) la sanità, la scuola, la diseguaglianza sociale, insomma il welfare, ma principalmente da temi che hanno come filo conduttore la “ paura “ l’incertezza” la “difesa dall’altro” quello di pagare minori tasse, temi seppur legittimi ma che conducono all’arroccamento dell’esistente e non incidono sui diritti universali e costituzionali in senso lato.

Potrebbe essere quindi un governo dominato da “ impauriti” arroccati? Vedremo, ma non si prevedono enormi spazi per chi chiede rispetto e ragionevoli diritti, unitamente a doveri, argomenti particolarmente sensibili a quelli che chiede CASADIRITTO. Ne deduciamo che secondo previsione, la nostra lotta, o come la vogliamo chiamare, in tali condizioni sarà, se possibile, molto più complicata. Ricordiamoci che seppure a grandi linee anche il problema degli alloggi militari e la sua soluzione fa parte di un modo che in politica richiede delle sensibilità o meno. Con la nuova situazione e i nuovi eletti, CASADIRITTO dovrà subito iniziare la ricerca di interlocutori cui poter nuovamente iniziare un opera di informazione pressoché da zero, con l’aggravante che non si vedono scienziati della materia in giro tra i banchi del nuovo Parlamento.

INTANTO , COME IN UNA METAFORA, IN UN CLIMA DI “ LIBERI TUTTI” SI E’ SPINTI NELLA “TONNARA”. ULTIMI CASI A TREVISO, PADOVA E FIRENZE. Si sta verificando un fatto grave, in maniera reiterata. Molte di quelle Istanze che in un primo tempo erano state concesse in relazione al Decreto del 7 maggio 2014, sebbene concesse con enorme ritardo e reticenza, in molti casi, da Comandi generalmente del Nord Est e Nord Ovest, ( più ostici alle novità dei Decreti di protezione) non escluse alcune situazioni di ripensamento “tardivo” legate all’Istituto Geografico Militare di Firenze, sono una ad una rimesse in discussione e revocate. Viene adottata la famigerata formula “ da un attento esame della sua posizione, ne risulta che …”

Vengono così revocati i riconoscimenti già in precedenza concessi. Questo comporta poi che vengono ricalcolati anche gli arretrati da restituire a partire nei casi più gravi dal febbraio 2014. Questo accade ora e riguarda il Comando della 1 Regione Aerea di Milano e dal Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova che come abbiamo già ampiamente pubblicato e documentato sul sito, arriva perfino a togliere un diritto consolidato fin dal 2004 e relativo all’applicazione della Legge 104 art.3 comma 3. Nell’assenza totale di alcun controllo sul loro operato, si continua in questa operazione “ revisionista” Ma non sono sviste, è qualcosa di grave.

Senza l’assenso dei pesci grossi, ci rimane difficile immaginare che sia l’iniziativa di una “ testa calda”. Ci viene in mente rappresentare tale atteggiamento equiparando, con una metafora, quei malcapitati utenti che vengono colpiti uno ad uno all’interno di una tonnara. I tonni vengono convogliati nella cosiddetta “ camera della morte” dove si entra ma non si può uscire. Poi con calma, uno ad uno vengono trafitti. Presiede l’andamento dei “ lavori” il Capo Tonnara, che con diligenza ed esperienza, controlla che nessuno dei tonni ne esca vivo. Nel linguaggio siciliano tale personaggio viene chiamato Rais. La fine del tonno è scontata e inesorabile. Nessuno scampo. Questa pittoresca descrizione, riflette la spietatezza di quanto si sta verificando, con l’aggravante che non di tonni si tratta ma di persone che hanno già un diritto e togliendolo, precipitano nell’articolo 286 comma 3 del Codice di Ordinamento Militare che prevede oltre che un aumento di canone anche l’obbligo del rilascio.

Quei riconoscimenti che erano stati concessi in taluni casi anche prima del Decreto del 7 maggio 2014, ( ricordiamo che il primo Decreto di protezione per effetto della Legge 537 era del 1994) per motivi pretestuosi e inesistenti, addirittura di “ lana caprina” vengono unilateralmente riveduti e cancellati asserendo che sono frutto di fantomatiche disposizioni di SMD. Ma chi è il Capo Tonnara o meglio il “Rais” che dispone tutto ciò? La risposta è nei fatti e nei comportamenti.

LA NUOVA FRONTIERA PER USCIRE DALLA VECCHIA TONNARA. Naturalmente la “ nuova frontiera” non deve essere intesa come l’Eden, il Paradiso Terrestre, ma come un traguardo positivo con cui dovremo misurarci partendo dal principio espresso dall’ultima Legge di Bilancio. Ritornando al dopo voto, anche se difficile, la partita dovremo giocarcela tutta anche se con altri interlocutori in Parlamento. In questa partita non sono davvero estranei, vedremo nel futuro prossimo con quale gradiente, gli incontri che ci auguriamo continuino e sicuramente con ulteriori nuovi elementi, con l’avvicinarsi di quella che abbiamo già chiamato “ la nuova frontiera” ovvero misurare la nostra capacità di essere in grado al confronto e avere voce in capitolo nel percorso ormai irreversibile verso quel cambio epocale in cui va incontro la futura destinazione degli alloggi militari, la cui definizione e destinazione è già delineata dalla Legge di Bilancio del 2018, con i meccanismi finanziari indicati per gli “ Immobili di tipo residenziale” già riportata dal sito di CASADIRITTO in occasione dell’approvazione in Parlamento, che della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Più voce in capitolo avrà CASADIRITTO, più saranno saldi i paletti che si riuscirà ad introdurre. Mettiamocelo bene in testa, magari anche con l’aiuto di altri affinché emergano anche nuove idee. Lo ripetiamo, sarà un impegno immenso ma i risultati dipenderanno anche da noi.

INTANTO....IL SITO DI CASADIRITTO Intanto, in qualche modo, continuiamo ad attrezzarci. Alla data odierna, siamo in grado di comunicare che, dopo 8 anni dall’apertura del sito di CASADIRITTO risulta: i contatti, dal mese di gennaio 2008 sono stati 1.380.000; Le pagine consultate risultano 7.020.000

Un risultato che va oltre le previsioni di tutti e premia innanzi tutto chi il sito lo visita e ne usufruisce. Premia inoltre che sopra il sito, ci “ butta” l’anima, ovvero il Coordinatore, Sergio Boncioli, il web master, Carmelo Marletta e tutta la Segreteria. Ma senza il contributo di centinaia di protagonisti, militari in servizio o in quiescenza, donne, giovani e anziani con famiglia, tutti colpiti in vario modo o in vario modo in cerca di una soluzione al loro problema che in molti casi è un vero dramma. Sfratti o vessazioni, umiliazioni o soprusi, sempre abbiamo cercato e cerchiamo di aiutare tutti quelli che ne hanno bisogno, il sito non avrebbe rappresentato senza i veri protagonisti, un ancora, un appiglio e non sarebbe diventato un punto sicuro cui fare riferimento per cercare una notizia, una legge, una interpretazione, un consiglio. Ma sempre con i nostri limiti di fare meglio. Ma ora da questi dati numerici che rendiamo pubblici, questo ci sembra un traguardo splendido seppure intermedio, evitando però il pericolo dell’autocompiacimento. Insomma tutto questo e altro ancora è il sito, che senza la partecipazione non sarebbe che una banale diffusione di notizie e opinioni, così come ce ne sono tanti. La partecipazione è un elemento di distinzione.

MA C’E’ CHI DEL SITO NON NE HA UNA OPINIONE DEL TUTTO POSITIVA. MA ANZI DEL TUTTO NEGATIVA IN SENSO ASSOLUTO, CHE RICORDA ADDIRITTURA, L’INDEX LIBRORUM PROHIBITORUM. Senza euforia, teniamocelo ben stretto il sito di CASADIRITTO e guai a chi ce lo tocca. Quello che dispiace è che ad oggi permangono gli impedimenti istituzionali di una “ lunga mano” di una persona fattasi “ istituzione” che nella linea alquanto anacronistica e primordiale che sa essere perfino rozza, che in parole povere si chiama CENSURA o addirittura persecuzione.

Nei secoli questo strumento è operato sempre dai potenti che appunto perché tali si ritengono hanno sempre cercato di impedire anche la semplice espressione del pensiero, quando esso va in direzione contraria al manovratore di turno. Come ai tempi ( anche se il confronto sembra irriverente ma non lo vuole essere) di un oscuro periodo storico chiamato medioevo, ove fu introdotto appunto il famigerato “’INDEX” in cui venivano elencati i libri vietati da leggere e da bruciare ed insieme ai libri bruciavano gli uomini, credendo di far sparire le idee. Altre volte venivano arsi anche chi quei libri scriveva e ne propagava le idee.

Tale periodo, quello dell’INDEX LIBRORUN PROHIBITORUM, iniziò con il Cathalogus Librorum Haereticorum attraverso "l’imprimatur” ovvero l’autorizzazione che veniva data alle sole pubblicazioni consentite. Fuori dall’imprimatur, al rogo. Non si era dentro i dogmi. Quelli di chi esercitava oltre che il potere spirituale, anche quello temporale. Il personaggio era prima nel 1555 il Papa Paolo IV e poi il papa Alessandro VI (questo Papa si vendeva le nomine cardinalizie per arraffare i soldi, che erano una sorta di mazzette, noto come Rodrigo Borgia ( nomen omen, il nome dice tutto) ed il nunzio Giovanni della Casa che a nome della Santa Inquisizione Romana instituì l’INDEX che prese il nome di INDICE PAOLINO per distinguerlo dagli altri Indici.

Parliamo appunto dell’Inquisizione, che veniva chiamata Santa, fatta di roghi, di bruciati vivi, di torturati e uccisi. Tale modo di pensare e di fare, venne poi formalmente abolito per quanto riguarda il solo Index, soltanto nel 1996 da Papa Pio VI ( oggi in procinto di essere santificato) con il Concilio VATICANO II. Le altre forme, dal rogo, alla tortura e all’inquisizione, non più santa erano state già tolte dalla Chiesa. Una traccia di tutta la storia e delle note documentali la riportiamo in allegato.

ORA ABBIAMO, IN VERSIONE ” MODERNA”, ” L’INDEX MILITUM”, UN TENTATIVO BUFFO DI ESORCISMI POST LITTERAM. Ma che roba è? Per fortuna non esistono ai nostri tempi più indici di quel tipo, ma di tanto in tanto a qualcuno viene la tentazione di inventarselo. Magari figure di secondo piano, forse con problemi di onnipotenza o frustrazione. Da alcuni anni è emerso per CASADIRITTO una sorta di mala applicazione di “ INDEX MILITUM” ( il titolo è di fantasia) ed è l’applicazione di una Circolare, che riportiamo in allegato, in attuazione di una Legge ampia 269/1998, e la Legge 38/2006 unitamente ad altre leggi e decreti ( il solito rebus all’italiana) che partendo da nobili propositi ( la sicurezza) condivisibili negli intenti, allargando i confini, vanno poi a parare, come in effetti avviene, su altro obiettivo, come forma di squallida censura anche per quei siti ritenuti “categoria vietata” e quindi ne viene bloccata la pagina web se si tenta l’accesso.

E’ da notare che l’accesso a CASADIRITTO era tranquillamente consentito fino a due o tre anni addietro. L’accesso viene consentito in modo discriminatorio, soltanto se viene attivata una sorta di preventiva e motivata “ autorizzazione”, dopo la segnalazione e la relativa richiesta. Riportiamo in allegato la maschera o la finestra della pagina, sia di parte Aeronautica che Esercito, che appare sul monitor tentando di aprire il sito di CASADIRITTO, complete di istruzioni per l’uso per chi si avventuri e viene stoppato dal filtro REAL ESTATE nell’incauto tentativo di lettura.

Fare CLICK GO BACK or use s the browser Back button to return the previous page ( insomma spingi il bottone e torna indietro) taglia corto con scrupolo l’autore dell’avviso, in perfetta (speriamo) lingua inglese, del Reparto Sistemi informativi Autorizzati. Più prosaicamente “ Fare clic ( questa volta con la lettera c e non con la ck) su indietro oppure utilizzando il pulsante indietro del browser per tornare alla pagina precedente” suggerisce l’altro, questa volta in italiano. Il tutto è riportato in allegato. Ripetiamo questa procedura avviene dentro strutture da postazione appartenente alla struttura. Nelle stesse strutture è ritenuto possibile la connessione internet con altri siti privati anche trattanti problemi del personale militare, ma che evidentemente sono considerati differentemente da come è considerata e valutata CASADIRITTO, dal loro punto di vista ritenute “ buone”. Non ne vengono indicati i criteri di preferenza quindi dobbiamo presumere che chi decide è un esorcista sforbiciatore censore con poteri autonomi. Insomma un potente tra potenti, una specie di papa laico specializzato in esorcismi da attuare a mezzo del rogo delle idee non ante, ma post litteram.

TROPPI FACILI I PARALLELISMI. Fra le due censure. Chi ha deciso di censurare CASADIRITTO o di mandarlo al rogo ( in senso figurato) se usiamo la vecchia e desueta formula medioevale, cioè tra chi se la prese con dei Testi seppure considerati “ irriverenti” e chi se la prende con CASADIRITTO. Tutti e due, nella loro diversità, arrogandosi il diritto di decidere che cosa poter leggere e che cosa non poter leggere. Papa Borgia era quello che tutti sanno. Ma chi sono i personaggi o il personaggio che si arroga di decidere su un Diritto previsto dalla nostra Costituzione: quello della libera informazione, nel rispetto della Legge? Negano questi soggetti, una informazione libera e cristallina seppure su posizioni, quando il caso lo richiede, critiche ma, rispettose delle Istituzioni, ma sempre però pronte a mettere in luce la sciatteria, la prevaricazione, proponendo rimedi al solo scopo di difendere la parte più debole nei loro diritti dettati dalle regole.

Certamente che abbiamo criticato e continuiamo a farlo, le posizioni più oltranziste e retrive di SMD, ci mancherebbe altro, in materia di alloggi. E anziché riflettere sulla loro politica sulla casa, che ha mandato allo sfascio il sistema alloggiativo delle Forze Armate, che fanno? Vogliono eliminare chi quella politica critica e suggerisce come uscirne. L’INDEX MILITUM “ una censura moderna” ridicola, perché è comunque facile immaginare, per chi vuole, cliccare a suo piacimento sul sito, fuori dalle mura delle strutture, oppure collegarsi con un semplice tablet, ipad o altri mezzi, computer compreso in ogni dove. Ma ciò non toglie la gravità di tale atteggiamento e di questo siamo molto preoccupati e non sottovalutiamo la gravità di questo comportamento.

Facciamo appello agli Organi Responsabili della Difesa, a quelli che interloquiscono o hanno interloquito in modo proficuo con CASADIRITTO, agli stessi che ci hanno conosciuto e sanno chi siamo attraverso il nostro operato, anche nel loro interesse, affinchè tale divieto, inutile, dannoso, anacronistico, e anche formalmente anticostituzionale, venga rimosso. Facciamo quindi questo rispettoso appello a chi nella Difesa ne possiede le leve, non avendo altri mezzi che non siano quelle della propria voce e dei propri argomenti. L’accanita parte Talebana, già manifestatasi ai tempi della bozza del Decreto del 16 marzo 2011, che era stata creata dall’Obiettivo 9, già nel 2008, ancora è in grado di dare bella mostra di se.

Nonostante ciò, tra “ impauriti” “ confusi” e censori post moderni, continueremo per la nostra via, cercando quella capacità di interlocuzione, con le Istituzioni e con le famiglie, sempre, malgrado sgambetti, trappole e Obiettivi 9, camminando sulle nostre gambe e quelle del sito, incoraggiati da quei numeri esposti, di 1.380.000 contatti e 7.020.000 pagine visitate, oltre che dalle persone in carne e ossa che ne portano avanti i valori fondamentali del bene comune e della solidarietà. I contatti e le pagine visionate sono una testimonianza ma anche esprimono una volontà, facendoci anche capire che quello che diciamo, lo diciamo a ragion veduta e di questo almeno, qualcuno se ne deve preoccupare tenendone conto, rivedendo i propri comportamenti.

E non ci saranno “ index militari” che tengano, moderni emuli del rogo dei libri e delle streghe. Oppure bisogna aspettare un altro papa Paolo VI che li abroghi?

Sergio Boncioli

Allegati:
   Index Librorum Prohibitorum, ora abolito (note documentali)
   Circolare CL 3DV 017 Comando logistico A.M.
   Versione Esercito

20 marzo 2018

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