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RIFLESSIONI SUL PRIMA DEL VOTO E SUL DOPO VOTO
“Ma che cosa ho fatto io per meritarmi questo”

Ormai ci siamo. Siamo giunti alla fatidica data elettorale del 4 marzo. Dopo quella data verrà deciso in che direzione andrà il Paese. Verrà decisa la direzione della “nave Italia”. Quale rotta prenderà e per andare dove. Verso quale economia, che peso avrà la finanza, quella anche senza nome e anonima, se e in quale misura verrà sostenuto la stato sociale, il lavoro, la sanità, la scuola, i pubblici servizi la cultura. E poi i conti pubblici, il debito pubblico, il livello del rapporto tra debito e PIL, e le entrate erariali, il recupero dell’evasione fiscale da record, da cui derivano le spese, le cifre da cui partire per il finanziamento del “ welfare” più semplicemente lo stato sociale, determinante in tempo di crisi, che identifica quanta quota di bilancio sia destinata a edilizia pubblica, assistenza sanitaria, livelli di ticket sanitari, asili nido, assistenza alle persone disagiate, aiuti per cercare lavoro, borse di studio, ai pensionati al minimo, insomma eleggiamo chi deve decidere queste cose. Insomma a tutte quelle cose verso le quali siamo interessati o lo saremo, anche indirettamente per figli o nipoti. Voci e cifre che sono o dovrebbero essere i temi per una campagna elettorale.

Questo preliminare ci serve per rimarcare l’importanza che assume (o lo dovrebbe) il momento elettorale, che trova collocazione anche il ruolo per noi cittadini con il titolo di “CITTADINI” utenti degli alloggi della Difesa. Tra le tante “ sicurezze” ove vengono contrabbandate ogni sorta di dietrologie in merita alla sicurezza, per noi la sicurezza vera e prioritaria, è anche quella di trovarla, soprattutto, fuori dalle tante incertezze e pericoli sugli alloggi che ci inseguono da sempre. La sicurezza dagli sfratti, la sicurezza di evitare di dover pagare un canone superiore alle nostre possibilità.

MA QUALE MESSAGGIO CI ARRIVA IN QUESTI GIORNI? Sicuramente sono messaggi subliminali di una brutta campagna elettorale. Un clima di degrado verbale e di grande disagio per chi come “cittadini con titolo” vuole ritrovare invece nelle Istituzioni e nella Costituzione chiare linee guida. Vengono fuori feroci linguaggi e rigurgiti del passato remoto, viene alimentata la paura, e poi balle confezionate come fossero vere, in una sorta di “ competition “ a chi spara promesse/balle più grosse a” rampazzo” già sentite, altre promesse perfino contraddittorie ( meno tasse indistintamente) che ove fossero attuate inciderebbero negativamente sullo stato sociale su quelle risorse, naturalmente bene impiegate,che sarebbero destinate per rendere più amico e civile uno Stato attraverso un vero welfare, che si finanzia, appunto, con le entrate erariali. E poi condoni edilizi per tutti, condono fiscale tombale per evasori in Italia e per quelli che usano i loro paradisi fiscali, promessa di pensioni a mille euro per tutti, successione gratuita, bolli auto eliminati, ed altro ancora.

Ma del lavoro che sparisce, di quello creato in maniera precaria , da quello che c’è, e sempre meno protetto da perdita dei diritti e delocalizzazione che insegue il massimo profitto nei paradisi ove i costi sono drogati dalla mancanza dei diritti per chi lavora e godono di un regime quasi esentasse, delle persone che il lavoro lo perdono perché è cancellato da una robotizzazione esasperata, e non vengono sostituite se non con il passaggio da un lavoro vero a “ lavoretti” dove un lavoratore di un call center di ultima generazione viene pagato a 33 centesimi per ogni ora di lavoro, ove capita che si viene chiamati attraverso un app per fare una consegna, ove si sono inventati il lavoro a chiamata anche per alte qualifiche, e il tema della casa con i suoi problemi per gli anziani e i giovani nell’ottenere i mutui, sia nell’edilizia pubblica che in quella privata, che sono alla base di tutto, in pochi ne parlano. Questo è troppo impegnativo per dare delle risposte farlocche. Anche la Difesa ha i suoi problemi con i suoi precari costituiti dai Volontari e la durata delle ferme e i suoi alloggi…. senza inoltrarci nei massimi sistemi. Insomma una bella platea di BABBI NATALE ( o nababbi) frammista per giunta maestri nel fabbricare paure e ansie verso gli altri.

E’ NATA POI UNA NUOVA CATEGORIA Sono poi comparsi, come new entry, quelli che sono candidati quasi sicuri ma non ancora eletti, ma comunque in lista e poi cacciati. La categoria dei fuoriusciti perché espulsi ma candidati comunque, prima che inizi la legislatura ma già consistenti nel numero costituiscono in un bel pacchetto di eletti da utilizzare, naturalmente senza ammetterlo in modo chiaro. Ma c’è subito che ci si butta e va a cercarli per arruolarli.

LA LEGGE ELETTORALE Una legge elettorale che non aiuta a scegliere i candidati, un pò proporzionale (66%) un pò maggioritaria (33%) ove i candidati che andiamo a votare, sia in modo uninominale che proporzionale, sono stati “catapultati” fin dentro le schede, senza che sia stato inserito il voto disgiunto, ovvero la scelta tra un candidato diverso dalla lista scelta. In questo scenario oltre il timore dell’astensione o scheda bianca, c’è comunque in agguato quello dell’errore materiale con il rischio che la scheda venga annullata. Invece invitiamo chiunque voglia esercitare il diritto/dovere previsto dalla Costituzione e conquistato con enormi sacrifici da chi la Costituzione contribuì a farla e renderla operante, a stare attenti in quanto quella decisione inciderà su molte scelte almeno per i prossimi cinque anni.

VENIAMO AL DUNQUE Come noto l’intero “status degli alloggi militari” ricade su quanto stabilito sulla base di provvedimenti complicati che si intrecciano tra di loro, in un dedalo da brivido, TUOM, COM, Leggi e Decreti, norme applicative ed interpretative di vario genere. E poi ci sono gli uomini che le applicano presso i Comandi, che come noi sappiamo è un bel grande problema. In un modo o nell’altro la materia degli alloggi militari trova collocazione nelle competenze del Parlamento e delle Commissioni Difesa Camera e Senato. Nelle passate Legislature CASADIRITTO ha sempre trovato, con alterne fortune, all’interno delle Istituzioni, Parlamento e Difesa, i suoi interlocutori anche se è sempre stato difficile trovarli. Certi lo erano per “ vocazione” nella loro formazione culturale, qualcuno si convinceva strada facendo, dopo aver approfondito la materia. Altri ne erano refrattari se non ostili. Poi c’era la Difesa che partendo da preconcetti assoluti, a secondo dell’aria che tirava, nella maggior parte dei casi si apriva e si chiudeva.

MA C’E’ CHI GIA’ DA PRIMA, HA CALCATO LA MANO E’ avvenuto con il regno assoluto del “male“ con la mano del diavolo, dal 2008 al 2011, periodo nel quale ne subiamo ancora gli effetti negativi con i Decreti ancora operanti del 15 maggio 2010 La Russa e del 16 marzo 2011 Crosetto sui canoni. Decreti ben tenuti stretti, ancora oggi, sotto una scorta di ferrea, da chi quei Decreti aveva ordinato. Dagli strateghi dell’Obiettivo 9.

E QUESTA VOLTA? Il dopo voto del 4 marzo sembra tutto più opaco. Ci sono, ed è la novità, le indicazioni approvate sulla Legge di Bilancio, approvate a fine dicembre 2017 e pubblicate sul sito di CASADIRITTO da portare avanti. Ma appunto portarli avanti. Ma con quale Parlamento? Anche se il Parlamento non può far altro che dare seguito, a quell’imput costituito sulla Legge di Bilancio 2018, è vero anche che i dettagli sono tutti da costruire o quanto meno da confermare ed il Parlamento avrà un suo ruolo.

Si strilla in TV, si propinano balle elettorali, il clima è incerto. Non è un bel presupposto. Eppure CASADIRITTO invita ad andare a votare. Meglio rischiare di sbagliare, nel peggiore dei casi, che astenersi. Noi tenteremo di fare lo stesso lavoro, con l’aiuto di utenti e loro famiglie, al fine di ricostituire un gruppo di lavoro , Ma sempre cercando di interloquire con Parlamentari affidabili e competenti. Quindi lanciamo un invito a quelli che ci seguono e sono utenti degli alloggi della Difesa, a saper distinguere e selezionare il loro voto, fuori dalla “caciara” a cui assistiamo in TV o sui giornali sempre alla ricerca dello “strillo”.

IL GIORNO PRIMA E I GIORNI DOPO IL VOTO Quindi, soprattutto con l’aiuto di tutti in tutta Italia, prima e dopo le elezioni, aspettiamo con fiducia, che nella scelta che ognuno di noi riuscirà ad individuare con molta fatica, nel suo piccolo potrà contribuire per avere una ricaduta positiva anche nel settore degli alloggi della Difesa. Naturalmente tenendo conto della nostra storia recente e meno recente e sempre con il beneficio dell’inventario. Ognuno potrà fare le sue riflessioni.

MA ALMENO NON COMMETTIAMO UN COLPEVOLE ERRORE Parafrasando il nome di un film di un regista prestigioso come Pedro ALMODOVAR, “ MA CHE COSA HO FATTO IO PER MERITARE QUESTO” ognuno di noi può pronunciare questa frase. Alla stessa stregua impediamo che avvenga che, chi ha subito in questi anni sulla propria pelle ed ha sperimentato tutte le angherie e devianze anche mentalmente censurabili (come la virtualità fattasi reddito per canoni e vendite) in derivazione dei due Decreti simbolo ineguagliabile di chi ha apposto la propria firma, i Decreti su vendite e canoni, chi ha subito danni enormi contribuisca in qualche modo ad agevolare in rientro di quegli Autori. Consigliamo democraticamente alle tante persone perbene di evitare che gli stessi Autori ritornino sul luogo del delitto, o alla Difesa o anche altrove, ove troveranno sempre il modo in qualche modo di far danno, anche se altrettanto democraticamente ne accetteremo in caso contrario le conseguenze. Ma che ciò almeno non dipenda da noi. Senza suggeritori o spin doctor particolari, CASADIRITTO avverte che in caso contrario, possa essere considerato un tragico errore semplicemente esaminando dati oggettivi alla portata di tutti .Parliamone anche fra di noi.

DOPO IL VOTO CASADIRITTO, anche con un certo ottimismo, spera di riprendere il suo cammino. Anche se ammettiamo che sarà o rischia di essere, diverso e difficile, per via di trovarsi davanti a nuove situazioni di cui non conosce ancora quali potranno essere le loro predisposizioni e consistenze verso il tema degli alloggi militari. Ma continuerà il proprio cammino verso l’obiettivo, quello dei diritti dei cittadini, quello di trovare sempre e comunque norme di civiltà e di equità sociale anche nel settore degli “ Immobili di tipo residenziale in uso al Ministero della Difesa” Questa è la nuova dizione e soprattutto la nuova frontiera, così come recita il testo apparso sulla Gazzetta Ufficiale,, vedi sito di CASADIRITTO dei giorni scorsi, parlando dei più noti “Alloggi della Difesa” che noi conosciamo da sempre. Ma come condizione, sicuramente determinante, dipenderà molto da noi e quello che sapremo esprimere sicuramente prima del voto. Ma anche dopo.

Sergio Boncioli

26 febbraio 2018

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