Facebbok  Ι  
Sul Web Nel sito

ALLOGGI DIFESA ANALISI INFORMAZIONE E ISTRUZIONE PER L'USO

condividi         

UN APPELLO DI CASADIRITTO
Dopo mezzo secolo…..gli sfratti? Non sono il cambiamento

Sciolto il rebus sulla tipologia degli immobili della difesa in vendita. Facciamo la necessaria chiarezza su vendite immobili militari 2019 e vendite alloggi 2011 (attualmente in corso). Il fondo casa trasformato in fondo garanzia. Chi l’ha deciso? 20 milioni di euro di soldi veri buttati a Cutro (Crotone) su alloggi e si scopre poi che nessuno ci vuole andare. Nessuno ne risponde, appello di Casadiritto per l’incontro con il Ministro della Difesa

SUL BILANCIO DI PREVISIONE ANNO FINANZIARIO 2019, DALLE VENDITE DEGLI IMMOBILI DELLA DIFESA ESCLUSI QUELLI AD USO ABITATIVO

Anche allo scopo di fornire per quanto possibile, un contributo di maggior chiarezza, Casadiritto vuol fare il punto sulle vendite di immobili e di alloggi di proprietà dello Stato ed in uso al Ministero della Difesa.

E’ opportuno fare preliminarmente la distinzione fra immobili e alloggi. E’ nota a tutti la proverbiale confusione che si crea quando in una qualsiasi legge finanziaria non si precisino i termini adeguati. E’ ciò che è avvenuto prima dell’approvazione della legge di bilancio nel dicembre scorso. A dire il vero non è stato certo di aiuto la prassi seguita per la prima volta, alquanto singolare: nessuno ne conosceva il testo, men che mai i Parlamentari che la dovevano approvare. Poi il testo è giunto in Aula, ma soltanto con la fiducia e senza discussione parlamentare. A togliere ogni dubbio ora è stata pubblicato il testo della Legge di Bilancio 2019.

GAZZETTA UFFICIALE N.302 DEL 31.12.2018 LEGGE N. 30 DICEMBRE 2018 N. 145

Bilancio di Previsione per l’anno finanziario 2019 ( triennio 2019-2021) da attuare negli anni 2019 – 2021.

Al comma 422 – Piano di immobili pubblici – Dismissione immobili da attuare negli anni 2019 – 2021. Omissis…

Al comma 423 viene specificato che il Piano ricomprende: ….omissis b) immobili di proprietà dello Stato, in uso al Ministero della Difesa, diverso dall’abitativo, etc…..

Al comma 426 viene precisato che i proventi destinati agli Enti interessati sono : non inferiori al 5% e non superiori al 15%.

In definitiva la Difesa metterà a disposizione per le vendite gli immobili ad uso non abitativo. In poche parole saranno vendute caserme ed altre infrastrutture, per la quale vendita riceverà un controvalore mediamente pari al 10%.

Con questa precisazione crediamo ora di mettere una parola chiarificatrice alla grande mole di supposizioni che sono “girate” prima della pubblicazione della Legge di Bilancio.

ALLOGGI IN VENDITA AD INTEGRAZIONE DI QUELLI LA CUI VENDITA E’ GIA’ IN CORSO DAL 2012 ( 3.022 ALLOGGI).

G.U. n. 92 del 20.6.2017- SPOLETO n. 7 alloggi - MESSINA n.3 alloggi

G.U. n. 26 del 2.1.2018 - RIMINI n. 1 Alloggio

G.U. n.43 del 21.2.2018 - PORTOGRUARO n. 24 Alloggi

G.U. 190 del 7 agosto 2018 - ROMA n.1 Alloggio

G.U. n.90 del 17 agosto 2018 - SABAUDIA n.7 Alloggi.

G.U n. 269 del 17.11.2017 - BRACCIANO n. 5 alloggi - BOLOGNA n.3 alloggi. Per un totale di 51 alloggi.

Come già precisato, gli alloggi di cui sopra vengono inseriti nel Piano di vendite di cui al precedente elenco inserito nella G.U. del 26.3.2011 n. 70 le cui vendite o si sono concluse o sono ancora in itinere a cura della Direzione Generale del Demanio Militare di Roma, secondo le norme derivanti dal Decreto La Russa del 18 maggio 2010 n.112 ( G.U. 167 del 20 luglio 2010). Le documentazioni citate sono facilmente reperibili sul sito di Casadiritto.

L’INIZIATIVA DI CASADIRITTO PER L’INVIO DEI FAX AL MINISTRO TRENTA

Al 31 dicembre ultimo scorso si è conclusa con una clamorosa partecipazione l’iniziativa intrapresa dalle famiglie, organizzata da Casadiritto, con l’invio di circa 4.500 lettere inviate a mezzo FAX al Ministro della Difesa, d.ssa Elisabetta TRENTA.

Durante il periodo interessato di circa due mesi, in maniera massiccia si sono attivate migliaia di famiglie di militari in servizio, e di militari in congedo che assieme ai civili della Difesa e a tutti i familiari, hanno sensibilizzato il Ministro per favorire un incontro, che solo esso, può abbattere il muro di preconcetti che da segnali più che evidenti si sono da sempre incuneati e che adesso continuano e fanno nuovi proseliti, nell’aizzare addosso agli ex concessionari le colpe della attuale stato patrimoniale degli alloggi e delle mancate assegnazioni ai militari che ne hanno potenzialmente tutti i diritti.

SFRATTARNE UNO PER SPERARE DI INFILARNE UN ALTRO .

Una geniale filosofia rozza “primordiale” e anacronistica che non funziona e non ha mai funzionato da decenni ma e’ utile soltanto per trovarsi un alibi. In altre parole inventarsi il nemico su cui scaricare le proprie negligenze e intanto mandare al macero gli alloggi.

I problemi di 150.000 militari potenzialmente interessati a nuove assegnazioni, è facile capirlo non si risolvono mettendo sul lastrico gli attuali utenti e loro familiari, che è bene riaffermarlo. In massima parte sono monoreddito, con figli minori, pensionati, vedove o con portatori di grave handicap, molti dei quali sono titolari di tutele in vigore (non di privilegi). Poi ce ne sono molti in servizio. Bisognerebbe attivare il Piano Pluriennale, che da qualche anno è legge, di costruzione di 50.000 anzi 53.000 alloggi previsti dal Decreto del 18 maggio 2010 e riattivare i 5.000 alloggi attualmente vuoti. E’ bene ricordare che attualmente i sine titolo aiutano con i loro canoni, a far funzionare un importante volano utile per tutte le manutenzioni specialmente per quello occupate dal personale con il titolo.

Di contro la Difesa “ butta” dalla finestra molto di quel gettito introitato prima in maniera massiccia, poi dopo il 2011 a causa dello “sfollamento” dei super canoni di mercato, in maniera più limitata, per sostenere le spese derivanti da migliaia di alloggi vuoti cui deve fare fronte alle spese generali, e al decremento dello stato d’uso degli immobili. Continua così l’ opera “demolitrice” fine a se stessa dei Comandi che, nella confusione generale sono costretti ad interpretare le interpretazioni di SMD, nel disapplicare norme pur di difficile corretta applicazione. Uno sfratto, seppure portato a compimento, ben difficilmente porterà ad una nuova assegnazione ma implementerà un serbatoio di alloggi inutilizzati e inutilizzabili.

UN ESEMPIO LAMPANTE. Per esempio, un classico. Si fa notare che sta giungendo a conclusione quel periodo di "moratoria” dei cinque anni previsto dal Decreto del 7 maggio 2014, per gli utenti rientranti nell’articolo 4 comma 3. Non ci sembra di intravedere una obbligatorietà, alla scadenza di tale periodo, di ricorrere a inutili recuperi di tali alloggi in particolare, quando gli stessi alloggi sono già inseriti nel programma di vendita, e gli alloggi quando saranno lasciati liberi, non potranno essere più riassegnati ad altro personale in servizio che pure ne avrebbe bisogno. Tanto vale, che allora , in questi casi gli attuali utenti, anziché lasciare l’alloggio che rimarrebbe vuoto, potrebbero proseguire la permanenza oltre i cinque anni assicurando oltretutto, alla Difesa, un sicuro gettito. Che fare?

Basterebbe una più incisiva interpretazione della Norma, attraverso un ulteriore chiarimento da parte di SMD V Reparto, senza alcuna modifica del Decreto del 7 maggio 2014. Se nulla accade , quale sarà la loro destinazione? Gli alloggi, anziché continuare a soddisfare le esigenze di “normali” nuclei familiari sarebbero destinati nei casi di specie, a tanti bed and breakfast , utili solo a desertificare quel che resta degli abitanti dei centri storici di Roma, e a finire in gloria nelle tasche e fauci di potenti palazzinari e traffichini (vedere di approfondire per credere).

DALLA LEGGE 497 DEL 18 AGOSTO 1978 AD OGGI e’ passato quasi mezzo secolo. Tracciata la linea, regolamento ottocentesco, sfrattificio legalizzato, conseguenza: alloggi in disuso, conto economico fallimentare.

Dalla prima Legge organica sugli alloggi militari la 497 del 18 agosto del 1978, La Difesa non ha fatto altro che proseguire sulla linea degli sfratti e dei recuperi forzosi. Ad eccezione di una breve parentesi nel 1996-1997 con il Sottosegretario alla Difesa CASULA ( Governo PRODI) che sospese gli sfratti per tre anni in attesa dell’individuazione degli alloggi da mettere in vendita, la linea dura non ha mai portato un risultato, ed è stata controproducente sia sul piano economico che quello pratico. Anzi si è accentuata la “filosofia, con il Decreto del 16 marzo 2011 che impone l’obbligo del rilascio ad esclusione di certe particolari categorie cosiddette “ protette”. Man mano gli alloggi vuoti aumentavano, e rimanevano vuoti, non tanto paradossalmente, con l’aumento del numero degli sfratti non aumentavano le assegnazioni

Altre leggi gia’ in gran parte si sono succedute. Occorrerebbe fare le opportune modifiche alla luce dell’esperienza acquisita e delle mutate esigenze, applicarle, depurarle da manie di grandezza e da rivalsa persecutoria contro le famiglie, sarebbe il vero cambiamento, con un patrimonio abitativo mediamente vecchio di oltre 40-60 anni il primo cambiamento e’ quello di svecchiare o di ristrutturare. occorrono finanziamenti veri.

Questo dovrebbero far riflettere chi ora si accinge a prendere delle decisioni da inserire nel nuovo Decreto ora biennale. Ripercorrere le politiche abitative nel segno della continuità degli sfratti e non degli investimenti e del recupero edilizio, di forme articolate di costruzioni a riscatto, dando finalmente corso, laddove la Difesa ne abbia vere necessità, magari in forma parziale.

ABRACADABRA : DA FONDO CASA A FONDO GARANZIA. CHI LO HA DECISO? NE CHIEDIAMO IL RIPRISTINO

. Al Fondo Casa su mutui da erogare ai militari in servizio da finanziarsi come previsto fin dalla Legge 537 dal 1993 e 724 del 1994, confermato poi negli anni successivi, come previsto per Legge da una quota parte dei canoni pagati dai sine titulo e mai attuato da 25 anni, con miliardi andati bruciati. Successivamente è stato trasformato da Fondo Casa a Fondo Garanzia, con una speciosa motivazione: Le gare per assegnarle dalla Banca titolare sarebbero andate deserte, secondo SMD. Forse bastava mettere persone competenti a scrivere il Bando di Gara. Sono stati rendicontati gli incassi dal 1993 in poi? Perché non ripetere la gara e ripristinarla? Invece si è scelta la strada della non trasparenza su un Fondo che vale miliardi per attuare una operazione che somiglia tanto ad un sistema di scatole cinesi. Ripetiamo da Fondo Casa a Fondo Garanzia. Vedi allegato

PIANO PLURIENNALE

. Opportunamente modificato e/o rimodulato, a quel “Piano pluriennale per la realizzazione, la costruzione e l’acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale delle Forze Armate (Allegato) “ ai sensi dell’art. 2 commi 627 a 631, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, il quale prevedeva 51.642 alloggi su tutto il Territorio Nazionale, ivi compresa la possibilità di costruire alloggi a riscatto, con un investimento approvato dalla Corte dei Conti e successivamente dal Consiglio di Stato, con una spesa prevista di 5.685.283.903 Euro, il cosiddetto piano La Russa, di cui al Decreto del 18 maggio 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 160 del 20 luglio 2010 (allegato). Piano studiato da SMD, approvato in maniera avventurosa dal Parlamento. Ciò nonostante, malgrado che Casadiritto a suo tempo espresse tutte le riserve e che anche il COCER non approvò mai, ma comunque in questo momento sarebbe una realistica base di partenza.

. Profonda modifica o sostituzione con cancellazione del decreto del 16 marzo 2011

TRA I TANTI, UN ESEMPIO DI SPESE PAZZE: LA STRANA VICENDA DEGLI ALLOGGI DI CUTRO (CROTONE) ANCORA VUOTI COSTO 20 MILIONI DI EURO (VEDI ARTICOLO DI CASADIRITTO DEL NOVEMBRE 2012 ALLEGATO).

Da una parte opere faraoniche progettate e mai realizzate, e quando realizzate cattedrali nel deserto come i 99 alloggi costruiti dalla Difesa in una sperduta zona della Calabria a Cutro, con esproprio di 20 ettari con lavori iniziati nel 2003 e terminati da circa 8 anni, un complesso di palazzine con 99 alloggi, costato 20 milioni di euro, è stato abbandonato a se stesso, senza che nessun Comando lo vuole prendere in carico e trasferirsi con armi e bagagli per la semplice ragione che una famiglia in una località decentrata con moglie e figli non saprebbe che fare. Intanto h 24 si spendono altri denari per la sorveglianza dell’area. La storia va avanti da anni e nessuno apre almeno una inchiesta, seppure questa storia opaca e a dire il vero non esaltante sia venuta più volte alla luce, su Casadiritto bel 7 anni addietro, sui giornali, al Parlamento.

Ci viene in mente che nel 2003 e fino al 2011, dagli utenti sine titulo, prima del Decreto “sfollamento” del duo Crosetto/La Russa, veniva versato per canoni un gettito di molti milioni di euro, che, per Legge la 537 e la 724 ed in percentuale sul canone dovevano servire alla costruzione di alloggi per militari e loro famiglie. Nei 20 milioni c’erano pure i nostri soldi dei canoni, come precisava una percentuale da destinare alle costruzioni?

Allora, fino al 2011 gli alloggi rendevano tanti soldi alla Difesa e i canoni erano alla portata reale degli utenti. Dall’altra le vie ottuse che portano solo a sfratti, già percorse per mezzo secolo non sembrano di certo un cambiamento, pur costituendo la via più facile, rappresentano un combinato disposto di incapacità e di paura per chi li persegue e di danno incommensurabile per chi li subisce. Riprendere la vecchia e mai abbandonata via degli sfratti sarebbe una risposta sbagliata a problemi reali, quello dei militari in servizio in attesa di un alloggio.

PER QUESTE RAGIONI L’INCONTRO E’ URGENTE

Di tutto questo e con i dati alla mano ne vorremmo parlare con il Ministro. Queste le ragioni più evidenti che vanno poi congiunte in sede tecnica a situazioni altrettanto degne di attenzione e di urgenza in sede regolamentare e legislativa, come ad esempio, solo una tra le tante, la questione della urgente modifica del TUOM in materia di usufrutto spettante alla vedova in caso di decesso del coniuge. Clausola approvata dal Parlamento all’unanimità di tutti i gruppi Parlamentari in Commissione Difesa, ma non ancora inserita nel TUOM. Norma di giustizia verso le donne qualora l’alloggio venga venduto.

Una norma da aggiungere urgentemente nel Testo Unico, che rappresenta un atto di civiltà. Attualmente si vede esclusa dall’usufrutto in caso di vendita per le categorie previste una volta dell’avvenuto decesso dell’altro coniuge.

Ora di questa iniziativa delle lettere delle nostre famiglie, ne aspettiamo l’esito per una rapida convocazione di Casadiritto da parte del Ministro anche in vista della preparazione del Decreto Ministeriale riguardante gli alloggi militari preannunciato dal Sottosegretario Angelo Tofalo, notizia attinta su Facebook sul suo Post lo scorso 6 dicembre 2018.

L’ APPELLO DI CASADIRITTO. Casadiritto e’ pronta per presentare un corposo ventaglio di proposte concrete e soluzioni, con le relative priorità magari anche discutere su eventuali ed ancora sconosciuti dossier che in questi tempi stanno circolando sui tavoli allestiti presso i comandi dai rispettivi Stati Maggiori, di cui apprendiamo il verificarsi in maniera informale, periodica e continuativa sempre dai post su facebook pubblicati dal Sottosegretario Tofalo. Occorre quindi non perdere ancora tempo prezioso prima che ci si trovi di fronte al fatto compiuto. Tutti noi ci dobbiamo adoperare per far si che questo incontro, richiesto con tanta passione e partecipazione, al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, avvenga presto. Ognuno di noi deve attivarsi quindi con tutte le forze e capacita’, cercando i nostri interlocutori tra i nostri referenti, parlamentari, politici e operatori del settore che siano, per il verificarsi dell’incontro con il Ministro. In gioco e’, se non lo abbiamo ancora percepito, la stessa permanenza delle nostre famiglie all’interno degli alloggi.

Anche noi aspettiamo “dal lontano 1978” e da moltissimi anni, non da adesso, ci adoperiamo e impegniamo in prima persona su questa materia complicata e siamo qui a chiedervi un incontro.

P.S. Considerato il particolare momento e gli argomenti trattati, adoperiamoci affinchè questo articolo, comprensivo di tutti gli allegati, sia diffuso per quanto possibile, capillarmente presso tutti gli utenti e inviato a tutti gli operatori interessati anche a mezzo fotocopie.

Sergio Boncioli

Allegati:
   Cutro, cattedrale nel deserto, (Casadiritto 2012)
   Fondo casa diventa fondo garanzia
   G.U. n. 302 del 31.12.2018, legge di bilancio 2019 (vendita immobili).
   G.U. n. 92 n.269,( del 2017) n. 26, n.43, n. 190, n.90 ( del 2018) ( vendita 51 alloggi).
   G.U. n.167 del 20 luglio 2010 (Piano Pluriennale)

27 gennaio 2019

STRADAFACENDO

SOSTIENI CASADIRITTO

Per contribuire a Casadiritto versamento tramite c/c postale n. 1037876560 oppure con bonifico IBAN n. IT30 F076 0103 2000 0103 3787 560 intestato a IOSSA TEMISTOCLE con causale CASADIRITTO

ADNKRONOS