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LA PANDEMIA DEGLI SFRATTI
( Un “virus” di cui si conoscono le cause ma non la cura)

L’Appello all’Autorità Politica

Se dopo 9 anni (il compleanno si “ celebra” in questi giorni il 16 marzo 2011) ancora, dopo averne analizzato i disastri dei suoi effetti non si trova ancora l’antidoto, gli effetti stessi continuano a propagarsi tanto che si può definire una “ pandemia” da sfratto, malattia provocata dopo aver sparso nottetempo a piene mani, da quei valenti dottor Stranamore provenienti dai Laboratori dell’Obiettivo 9, dal Decreto del 16 marzo 2011. Il virus tocca maggiormente le aree del Centro-Nord.

O SFRATTI O ASFISSIA DA CANONE, O TUTTI E DUE. Ci troviamo difronte a casi differenziati che riconducono tutti ad un comune denominatore. Sfratti e asfissia da canone. Infatti è in corso, quasi nell’indifferenza, prevalentemente nelle zone geografiche del Centro-Nord, una ripresa considerevole da parte della “ galassia “ dei Comandi, competente per Territorio, in base al Regolamento che conferisce loro il potere, con l’invio degli Atti di Recupero coattivo con sgombero, alcuni già accompagnati dal relativo Verbale del Comando dei Carabinieri. In altri casi avvisi di recupero coatto. Il ventaglio dei casi di cui Casadiritto ne ha menzione con tutti i documenti, sono straordinariamente esemplificativi, vengono da noi di seguito riportati.

Di questo “ virus” costituito dai contenuti del Decreto del 16 marzo 2011, non si è stati capaci in 9 anni di generare e curarsi con gli anticorpi. C’è solo chi ha resistito e continua a resistere, ma se non interviene una terapia adeguata e non pannicelli caldi, la sorte è segnata almeno per chi già (purtroppo pochissimi) è stato messo in sicurezza anche se in quarantena.

A nulla sembra sia valso in questi anni ribadire che per la Difesa questa è una forma di suicidio per tutto il sistema casa. Evidentemente quei piccoli “ dottor Stranamore” che hanno studiato e sparpagliato quel “ virus “ ancora sembra che abbiano voce in capitolo ed impediscono ad altre forze “ sane “ che pur ci sono all’interno della Difesa di intervenire.

I CASI IN ESAME

1° CASO – MILANO. Sfratto esecutivo già recapitato ad utente da pochissimo “sine titulo” ( con coniuge e figli minori piccolissimi). In piena pandemia da coronavirus, in zona rossa, sta cercando un altro alloggio. Ha chiesto semplicemente che venga concesso il tempo necessario per cercare una casa, con l’acqua alla gola. Basterebbe una proroga per poter operare in tal senso. Finora non ha ricevuto risposta.

2° CASO – ROMA. Sfratto esecutivo già recapitato da utente da poco sine titulo. Anche in questo caso è stata chiesta una proroga. E’ in cura presso un Centro, unico in Italia a Roma. Deve essere metodicamente seguito. Date le sue difficoltà, comprovate da certificazione mediche ha richiesto una proroga con i tempi a lui necessari per formalizzare l’acquisto di un immobile che ora richiede tempi più importanti per le motivazioni che riguardano, non ultime, lo stato sanitario in Italia e la mancata mobilità che non permette contatti e sopralluoghi. In caso di lavori di piccola e media modifica anche la difficoltà per le Ditte che le operano. Quelli concessi sono limitatissimi.

3° CASO – VENEZIA. L’utente riceve dall’Amministrazione Difesa lettera per la vendita della propria casa. Può optare, avendo i requisiti per categoria protetta, oltre per l’acquisto anche per l’usufrutto o la permanenza per la durata di 5 anni. Sceglie quest’ultima procedura essendone precluse per ragioni economiche le altre due. Ufficializza tutti i documenti richiesti.

L’Amministrazione di Roma approva la richiesta dei 5 anni e concede quanto richiesto. Dopo pochissimo tempo riceve una lettera, questa volta dal Comando da cui dipende per Territorio l’alloggio che comunica “ improvvisamente” l’alloggio in questione, di cui era stata proposta anche la vendita, è stato dichiarato inagibile ( quasi che dal mostro acefalo una mano non sa quello che fanno altre tante mani).

Essendo l’utente in pieno possesso dei suoi diritti e l’atto essendo stato già formalizzato, scegliendo per 5 anno l’alloggio in Venezia, alloggio che mai l’Amministrazione aveva operato una qualche azione di manutenzione, malgrado molte richieste per i lavori necessari, ciò che avviene è allucinante.

Il Comando gli propone un altro alloggio distante dall’attuale circa 75 chilometri. Lui e la moglie, anziani ultrasettacinquenni, perderebbero in tal caso l’assistenza assidua dei loro familiari che abitano a Venezia. Inoltre l’alloggio proposto dal Comando in sostituzione, si trova anch’esso in precarie condizioni e la vasca da bagno è persino arrugginita.

In caso di rinuncia, agli anziani coniugi, Il Comando li pone difronte al dilemma: o prendere o lasciare e lo deve dire subito. In caso contrario sfratto. Lui chiede in alternativa che l’alloggio gli sia assegnato anche nei dintorni, in località più vicine, e indica a circa 15 chilometri, altri alloggi vuoti. Ove i suoi familiari potrebbero assisterlo pur con difficoltà. Chiede semplicemente un atto di giustizia ma anche un atto non immorale. Un atto di buon senso, altro che sfratto. Un caso di scuola, ma di scuola di un certo tipo.

4° CASO – MASSA CARRARA. L’utente riceve la proposta di vendita. Lui è impossibilitato a rispondere nei termini temporali previsti, essendo ricoverato, per importante intervento e relativa fase post operatoria. Forse ne dovrà affrontare un altro. Le sue traversie non hanno permesso di rispettare il termine dei 60 gg. Il Comando di Firenze, competente per Territorio, comunica che sarà emesso presto ordine di recupero coatto. L’utente chiede semplicemente che siano riaperti i termini, viste le circostanze.

I casi sono tantissimi, questo è solo uno spaccato di questi ultimi giorni, ma riguardano i tantissimi non protetti, ai quali è già stato richiesto l’ISEE che è la prima avvisaglia..

L’APPELLO DI CASADIRITTO. In questa situazione Casadiritto ha deciso di rompere gli indugi ed invierà un appello al Ministro della Difesa Lorenzo GUERINI ed al Sottosegretario Giulio Calvisi. Nell’intertempo dell’uscita del Decreto biennale, del quasi blocco delle attività parlamentari e delle Commissioni Difesa, nella attuale crisi economica alla quale si è aggiunta la grave situazione sanitaria in tutto il Territorio Nazionale che blocca decine di milioni di cittadini dentro le case, ove si amplificano le difficoltà, oltre al superamento del fatto economico, non superabile da tutti, per contrattare con i privati un'altra casa, essendo bloccata ogni attività immobiliare, che trova i TAR con l’attività ordinaria ridotta o soppressa fino a quando non si sa, si rende necessario intervenire.

Per queste le altre ragioni che saranno esplicitate e amplificate con maggior dettaglio, Casadiritto chiede all’Autorità Politica, un blocco generalizzato di tutte le azioni di recupero coatto tale da superare le attuali difficoltà e che il Decreto stesso che dovrà uscire tenga maggiormente conto, dopo questo traumatico periodo, delle oggettive difficoltà dove si troveranno invischiati ancora per un lungo tempo tutti i cittadini, in special modo quello colpiti o che saranno colpiti da ordini di sfratto.

Tale richiesta di sospensiva dovrebbe avere in ogni caso una durata temporale tale da dare respiro, al di là dei casi urgenti, anche più in genere a tutti gli altri, perché per tutti, affrontare un tale evento, nelle circostanze sopraesposte, ora come non mai, rappresenterebbe un dramma.

Appena ci saranno le condizioni Casadiritto pubblicherà sul sito copia dell’Appello che sarà inviato in queste ore al Ministro della Difesa on Lorenzo Guerini ed al Sottosegretario di Stato per la Difesa con Delega agli alloggi, dott. Giulio Calvisi.

Sergio Boncioli

18 marzo 2020

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