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ALLOGGI DIFESA ANALISI INFORMAZIONE E ISTRUZIONE PER L'USO

A. A. A. V E N D E S I ?
Si avvicinano le vendite della Difesa: i maggiori pericoli?
- le norme del decreto 18 maggio 2010;
- gli apprendisti stregoni;
- la crisi economica.
Imminenti le lettere raccomandate


LE NORME Secondo la puntigliosa e dettagliata tabella di marcia che i “decretatori” si erano dati, ove sono minuziosamente citati – Decreto Ministro Difesa del 18 maggio 2010, n. 112 di cui alla G.U. n. 167 del 20 luglio 2010 art. 7 – era previsto che percorsi i dovuti adempimenti, decreti e decretini anche di natura direttoriale o dirigenziale, sarebbe dovuta scattare al termine della scorsa estate 2011 “l’OPERAZIONE VENDITA”. A dire il vero, il quadro piu’ ambizioso di un Programma Pluriennale comprendeva anche un maestoso e sontuoso piano per la costruzione di 51.000 alloggi per un controvalore di oltre 5 miliardi di euro (cinquemiliardi di euro). Quelli della prima tranche , auto citati in priorità 1, n. 15.542 alloggi, nuovi di zecca per un importo di 1.672.077.845 euro evidenziati nell’allegato 8 al Programma, sono rimasti di carta straccia. Chi ha condotto l’operazione “Carta straccia”? Quanti militari in servizio ci avevano creduto? Il COCER era rimasto perplesso, quasi incredulo, ma niente di più ed aveva presto abbandonato la scena.

Per ben tre volte Corte dei Conti e Consiglio di Stato, dall’alto delle loro dotte osservazioni pesanti, hanno rispedito al mittente il voluminoso incartamento che molti hanno avuto il privilegio di leggere e pochissimi quello di poterlo cambiare almeno in qualche punteggiatura. Ma poi, in maniera fulminea il 18 maggio 2010 è stato firmato dal Ministro quasi intatto e lo stesso 18 maggio è stato approvato dalla Corte dei Conti. Tutto perfetto. Successivamente, quasi un anno dopo, nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 26 marzo 2011 Suppl. Ord. N. 80, sono stati individuati i 3.022 alloggi da alienare dispiegati in varie parti del Territorio Nazionale, parte occupati da personale ASI e AST in titolo, parte senza titolo, ed in parte alloggi vuoti.

DECRETO n. 112 del 18.5.2010 Su questo Decreto, che ha impegnato CASADIRITTO passo per passo per due anni, quasi tutto è stato detto, man mano che tutto travolgeva e tutto superava. Inutilmente, la Commissione V Bilancio della Camera dei Deputati, esaminando lo schema di decreto del Piano Pluriennale, votandolo, stabiliva che in armonia a quanto stabilito dalla Legge 244 art. 2 comma 628 lettera a) venisse inserita per gli alloggi ASI la seguente identificazione “ la costante presenza del titolare ( del titolare l’alloggio ASI n.d.r.) nella sede di Servizio”. Questa importante precisazione fu approvata dalla Commissione Bilancio giovedì 17 dicembre 2009. Ma inutilmente. Al di la di tutte le alchimie e sotterfugi quella frase stava a significare che gli alloggi ASI sono assegnati a chi abita e lavora nella stessa struttura. Lavorarono di fino e lavorarono con l’accetta, ci riuscirono ad eludere anche una norma votata dal Parlamento. Tanti erano gli interessi al limite della confessione. Non ci soffermiamo in questa sede in che modo tale decisione avrebbe influito sui 9.000 alloggi ASI che sono la causa principale dello sfascio.

La potente macchina ancora una volta la ebbe vinta. Il COMITATO CASADIRITTO è stato per lungo tempo impegnato per far notare ciò che non andava nelle stanze del Ministro della Difesa La Russa prima con il dr. Petri, suo valido Consigliere, invero molto gentile e possibilista ma poi non più disponibile, poi con il Sottosegretario Crosetto, varie volte, almeno due volte in audizioni in Commissione Difesa. Ma quel monolite costituito dagli interessi forti della Difesa, non scalfibile, era li. Sic transit gloria mundi. Alcuni personaggi oggi, continuano ad operare in Parlamento, sicuramente per il bene di tutti, ma noi ci troviamo a fare i conti con quel Decreto del 18 maggio 2010 e con quello del 16 marzo 2011. Ci dispiace fra l’altro, di non poter più avvalerci del contributo, a questo punto anche testimoniale dell’on. CROSETTO che ha scelto di non far parte della Commissione Difesa, un approdo, a nostro parere, che era quasi naturale. Ma così funziona. Nel “REPORT sulle vendite” del 30 maggio 2011, all’interno del quale CASADIRITTO esaminava in dettaglio il Decreto del 18 maggio 2010, avevamo richiamato l’attenzione particolare sugli aspetti più iniqui della norma:

- cancellazione sostanziale dei diritti di tutela per le famiglie non in grado di acquistare l’immobile, tutela invece chiara all’interno della Legge 244 che il Decreto doveva scrupolosamente osservare;

- incredibile procedura per il calcolo del reddito, allo scopo chiaro di eliminare o quasi le percentuali, invero già basse, di sconti. Ciò in analogia a quanto poi inserito nel Regolamento sui canoni di mercato del 16 marzo 2011; vedi penalità art. 7 comma 7 punto a) e b) del Regolamento del 18 maggio 2010;

- spese di accatastamento a carico dell’acquirente, qualora l’immobile non risulti accatastato;

- inserimento, molto discrezionale vista la metodologia, delle norme sulle vendite all’asta (non previste assolutamente dalla Legge 244 art. 2 commi 627 al 632). Infatti uno solo dei requisiti di cui all’art. 7 comma 8 punti a), b), c) e d) fa scattare tali procedure. Soltanto al termine dell’asta, l’utente può “offrire” lo stesso prezzo massimo raggiunto dal seggio d’asta stessa. Questa offerta, viene chiamata con notevole senso dell’umorismo ma anche di pura perfidia, “prelazione”. Quasi si trattasse di Società d’Affari tra pescicani che si contendono banche e pacchetti azionari, e non di case abitate da famiglie normali perlopiù dotate di bassa o media capacità economica.

MA NON BASTA (art. 8 comma 13) IN CAMPO ANCHE LORO, NELLA FASE DELLE ASTE APERTE A TERZI In caso di mancanza di offerta, nella fase del prezzo al massimo rialzo, la facoltà di partecipare è poi estesa a TERZI, abbassando il prezzo base. Avviene quindi che si tengono alti i prezzi nelle prime fasi. Quando poi il gioco si fa “interessante” entrano in ballo i TERZI. Chi sono? Possono essere cittadini normali o speciali, talvolta molto speciali : normali, quasi normali, palazzinari, ma anche malavitosi della migliore tradizione italiana nelle loro variopinte accezioni del termine (mafiosi, camorristi, ndranghettisti e semplicemente spacciatori, sfruttatori di prostitute, gente perfino a reddito zero, ma con molti soldi in grado di ripulirli comprando immobili) gente insomma con denaro in bocca, cash o comunque fornita di validi prestanome. L’Italia ne è piena, perché scandalizzarsi. Sono piene le cronache quando Carabinieri, Polizia, Finanza, DIA e Procure sequestrano tutti i giorni a queste personcine immobili ed appartamenti provenienti da denaro frutto di attività illecite.

Loro possono essere i TERZI. In buona fede, naturalmente, tutti in buona fede fino a prova del contrario, si creano così le condizioni senza volerlo, affinchè cio avvenga. Le cronache nere si riempiranno dopo, quando emergerà, se emergerà qualcosa.
Può accadere ed è accaduto, che, senza volerlo, naturalmente in buona fede, gli stessi esperti della Difesa, in una nota mandata all’Avvocatura dello Stato a fine novembre, allo scopo di incardinare una linea difensiva al TAR, con un umorismo involontario, associno con il termine “appetibilissimi” quei beni che ora saranno posti in vendita di una certa via di Roma. APPETIBILE VUOL DIRE APPETITOSO. Quei beni saranno probabilmente in gran parte, venduti all’asta . Ci spieghino quegli esperti di Via XX Settembre e dintorni che sapranno certamente della destinazione a vendita, da chi sono “appetibilissimi” un neologismo inquietante e terribile per chi, almeno per ora, e riuscito ancora ad abitarvi. La vergogna è un sentimento nobile, se ne prende coscienza. Un pò di vergogna non sarebbe male.

Non è un belvedere, essere cacciati da casa e vedersi oggetto, per adesso teoricamente, da tali possibili manovre. E’ meglio dirlo subito. CASADIRITTO MONITORERA’ CON L’AIUTO DI TUTTI, ANCHE DELLA STAMPA, UNA PER UNA, TALI TIPI DI VENDITE E DI TALI AGGIUDICAZIONI D’ASTA, RIVOLGENDOSI POI , NEI CASI ALMENO DUBBI, A CHI PER DOVERE ISTITUZIONALE, E’ TENUTO AD INDAGARE E REPRIMERE.
Meglio sarebbe, per obbligo di trasparenza, e come promesso da persone attente e sensibili all’interno della Difesa, l’attivazione, anche se ormai tardiva, di un sito ufficiale della Difesa, che mettesse in chiaro tutte le norme, prima e dopo ed aiutasse gli utenti, nel difficile compito di districarsi nella giungla normativa creata. Tali attività dovrebbero essere connesse a tutte le operazioni prima e dopo la vendita, aste comprese, con nomi, prezzi all’origine ed aggiudicazioni. Cervelli, computer e tecnici preparati non mancano, nel bene, come in questo caso, sarebbe davvero un bene per tutti. Già nell’incontro con il Sottosegretario di allora Crosetto, avvenuto nel dicembre 2010, lo avevamo proposto. Niente è stato fatto.

APPRENDISTI STREGONI Abbiamo già visto che cosa è avvenuto con l’applicazione, da parte dei Comandi e degli Enti ad essi sottoposti, del Decreto del 16 marzo 2011, canoni di mercato. Operando in quel modo, a volte maldestramente, si è ora aperto un enorme contenzioso con i TAR, i quali hanno per ora bloccato ai ricorrenti, quanto loro richiesto, in via cautelare; il giudizio ci sarà poi. Quei canoni presentavano delle palesi anomalie:
- molti erano notificati in maniera che non rispettava nemmeno il decreto emanato;
- i canoni non erano a “norma”. Per lo stato delle abitazioni, la cosa era nota……

Fatto sta che il TAR, evidentemente non aveva una grande fiducia dell’operato di chi aveva trattato quelle “pratiche” e pertanto, volendo vederci chiaro, ha sospeso tutto fino a quando avrà spulciato nel merito. Se questa lezione nei comportamenti, non sarà presa come un ammonimento solenne per il verso giusto, nella fase delle vendite si ripeterà il bis.

GLI APPRENDISTI STREGONI, PASSANO LA MANO? Sembra appunto che siano stati sguinzagliati dei geometri attraverso convenzioni con le Associazioni di categoria, con appositi contratti. Cercano numeri, attribuiscono coefficienti, preparano accatastamenti, per fissare il prezzo di vendita. Le carte sembra siano passate in mano a personale più competente e meno creativo.

LA CRISI ECONOMICA E LE PROSSIME VENDITE Nella fase più critica di questa crisi economica, erano note le responsabilità di chi, più volte sollecitato a cambiare le norme più assurde ed in contrasto con la legge, inserite nel Regolamento sulle vendite, le ha mantenute:
- eliminazione, di fatto, delle tutele;
- penalità aggiuntive per gli utenti con il titolo scaduto, con sconti previsti, quasi azzerati;
- vendite all’asta, abusive;
- spese per accatastamento a carico delle famiglie.

CASADIRITTO chiede che almeno, nella formulazione del prezzo di vendita, non si ripeta la figuraccia fatta nell’occasione dell’attribuzione dei canoni di mercato. In questo momento, quello dell’atteso acquisto, per chi lo potrà sarà il momento della verità.

- Si dovranno affrontare le pratiche per accendere i mutui, per persone la cui età media supera i 50 anni. Ora anche con il valore aggiunto derivante dall’incidenza dello spread e sulle sue ricadute sugli interessi.

- Assieme ai mutui, si dovranno sottoscrivere e sottostare a polizze assicurative senza le quali gli Istituti Bancari non concedono il mutuo. Non sarà più sufficiente la sola ipoteca sull’immobile.

- Per chi voglia avvalersi dell’usufrutto legale, difficoltà che ne rendono non accessibile nella pratica, la clausola. Come noto, per questo tipo di acquisto, i mutui non sono concessi. Si dovrà ricorrere al prestito con garanzie ed interessi enormi, trattandosi, come previsto dal Regolamento, destinato a persone sopra i 65 anni. ( art. 7 punto 4. a). 1° capoverso.)

Tutte difficoltà che potevano essere evitate, anche alla luce della crisi economica che morde ma mordeva anche quando il Regolamento era ancora in bozza. Da anni si ricorda delle difficoltà di arrivare alla quarta settimana. Tali difficoltà non potrebbero anche sopportare l’ulteriore difficoltà apportate da episodi di dilettantismo colpevole che stanno emergendo ora, nell’applicazione dei canoni di mercato.

LE LETTERE PER L’OFFERTA DI ACQUISTO IN PRIMAVERA Le lettere raccomandate, con la comunicazione del prezzo di vendita e la richiesta dell’espressione della volontà di acquisto, previste all’art. 7 punto 5, sono in arrivo. Dal loro arrivo ci saranno poi soltanto 60 giorni per decidere. Cominceranno a pervenire già nella prossima primavera, aprile, maggio. Le 3.022 raccomandate non partiranno però contemporaneamente ma per singoli Comandi e all’interno di essi, per singole situazioni “stabilizzate” man mano che si saranno aggiustate le carte e formalizzato gli accatastamenti. Occorrerà stare, ancora una volta con gli occhi aperti. Suggeriamo che eventuali spese riferentesi ad accatastamento degli immobili siano accompagnate da regolari fatture fiscali, comprensive di spese vive e compenso per il professionista, e siano intestate con nome di chi riceve denaro e di chi quel denaro sborsa.

Ma ripetiamo ciò che è importante in via prioritaria è la formazione del prezzo di vendita relativo all’immobile. Controlliamo i dettagli anche con un esperto. Prima nella fase dell’attribuzione dei valori. Poi anche dal Notaio. Chiediamo quindi una attenzione particolare a tutta la catena che opera in nome e per conto dell’Amministrazione; i prezzi indicati non ammettono errori di sorta. In ballo c’è il futuro di una famiglia. Troppo per dare tutto in mano a degli apprendisti, stregoni o altra roba che siano.
Sergio Boncioli

Allegati:
   Decreto 112 del 18.5.2010 Regolamento Vendite
   Seduta V Commissione Bilancio Camera dei Deputati
   G.U. n.70 del 26 marzo 2011 Elenco alloggi Difesa in vendita
   Legge 244 del dicembre 2007 art. 2 comma da 627 a 631
   Report vendite CASADIRITTO del 29 maggio 2011

24 gennaio 2012

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