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TRIESTE: AFFARI AL MONTE DI PIETA’
DIFESA: IMMOBILI CON PREGIO STORICO (INTERESSE CULTURALE) FAMIGLIE TRATTATE CON DISPREGIO, PER “CALCOLO ECONOMICISTICO”

Un altro report/verità: le aste della vergogna
Nell’incredibile tour de force che CASADIRITTO documenta e quando necessario ne denuncia gli aspetti più eclatanti con i Report/Verità, città per città, casa per casa, vengono alla luce sia i comportamenti di chi i Decreti li deve applicare, sia il Decreto sulle cosiddette vendite che quello sui canoni di mercato ed in un caso davvero unico (lo speriamo) delle costruzioni folli avvenute in Calabria (vi ricordate il servizio sulla località di Cutro, nel profondo sud, ove in quelle palazzine del costo milioni di euro per 90 alloggi, nessuno vuole andare nemmeno i Comandi….comandati e dove gli alloggi collaudati da un paio di anni stanno diventando preda dell’incuria e dei ladri).

Talvolta in questo itinerario dell’assurdo, ove il rischio è di usare aggettivi sempre più “strillati”, ma è un rischio che si cerca di evitare, nella stessa città ci si torna due volte ma per casi diversi.

E’ il caso di Trieste e vedremo in seguito, con i limiti noti, di riprendere anche il caso clamoroso di Rimini. Quindi si era già parlato di Trieste, le case fatiscenti e ora in quelle di pregio del tempo che fu. Sulla fatiscenza dei 36 alloggi di Via dell’Ospitale, ex Caserma Maria Pia, CASADIRITTO aveva abbondantemente ”fotografato” quella realtà nel saggio: “Trieste, paghi 2 e compri 1” (magari in pochi, solo 2 su 36). I prezzi risultavano doppi rispetto al privato (Tecnocasa). Volevano vendere la merce a peso d’ora (vedi Report dell’11.2.2013).

Trieste: nobiltà, tra passato e presente, ma sempre fatiscenza è, seppure storica. In Via Rota 9 vengono alienati altri 11 alloggi. Questi appartamenti (FOTO) persistono in un ormai secolare edificio costruito sul Colle di San Giusto, al confine con la Via dell’Ospitale, già sottoposto all’attenzione di CASADIRITTO. Nelle vicinanze c’è stato un ritrovamento di una Domus Romana, indagata parzialmente. Nel 1846, il Comune di Trieste, decise di destinare questo edificio ad un secondo Monte di Pietà, che come noto, all’epoca esperivano funzioni socialmente utili, tra ori e biancheria usata. Miseria e nobiltà. Chissà perché, poi fini alla Difesa, che nel tempo ci ricavò alloggi di servizio.

Venne poi il decreto del 18 maggio 2010
Come noto, dopo una strenua battaglia contro il buonsenso e la ragione, da cui ne uscì vincitore, l’ex Ministro della Difesa La Russa riuscì a farsi approvare dalla sua maggioranza, il Decreto contenente il “Programma Pluriennale per la costruzione, l’acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare” che era previsto dall’ottimo articolato, poi ampiamente disatteso e snaturato, in conseguenza dell’art.2 comma 627, legge 244 del 2007.

In tale programma pluriennale, l’ex Ministro della Difesa La Russa emise il relativo Decreto del 18 maggio 2010, che tra l’altro agli articoli 6, 7, e 8 riportava i criteri di individuazione (6) di vendita (7) e di vendita all’asta (8) con i quali venivano stabilite le rispettive norme.

Va subito detto che nel corso della stesura di queste norme, il ministro non si avvalse del contributo delle parti interessate, come naturali destinatari, come i rappresentanti degli utenti, CASADIRITTO compreso, o del Cocer Interforze, che non approvò mai quel Decreto, come viceversa affermato nei testi del Decreto stesso, ne tantomeno vennero accolte modifiche proposte da CASADIRITTO in Commissione Difesa.

La stessa Commissione fu poi relegata ad un ruolo puramente notarile, senza nessuna possibilità di incidere. Come al solito quel provvedimento iniziò l’iter blindato e tale rimase. Chi invece svolse un compito di “factotum” oltre lo Stato Maggiore ed il Ministro, fu l’onnipresente Crosetto, che alcune parti più ardite del Decreto, le utilizzò come le penalizzazioni o multe, nel “suo” Decreto , quello dei canoni di mercato del 16 marzo 2011. Decreti gemelli, per chi poi sarebbero diventati fratelli, d’Italia.

Nel merito delle aste
All’interno del Decreto delle vendite art. 7, comma 8, vengono individuati i criteri secondo i quali gli immobili di pregio, sono dichiarati tali.

Molte cose non l'abbiamo ancora capite
a) Che cosa c’entra il pregio con l’asta?
Che cosa c’entra la tutela del Patrimonio storico, giustamente tutelato (per nostra fortuna) dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e Paesaggistici, con chi, con la evidente volontà marcatamente speculativa che è nei fatti, sta tentando, con quelle norme ministeriali, di andare ben oltre una remunerazione giusta per una famiglia normale, per il bene in vendita?

b) chi meglio delle famiglie degli Utenti ha preservato per tanti anni dalla palese incuria del Ministero della Difesa quel bene che doveva essere protetto, di una casa poi dichiarata di pregio, solo per ragioni storiche (era il Monte di Pietà) evitando così, anche con poche risorse di cui una famiglia dispone, un ancor più maggiore degrado per insensibilità e debanaggine cui la Difesa ci ha abituati?

c) Quelle stesse case, dichiarate storiche e quindi classificate di pregio, che le famiglie hanno in qualche modo contribuito a conservare, ora per effetto di quel Ministro, sicuramente non capace di capire le ragioni delle nostre famiglie, e per effetto del “suo” Decreto, sono messe all’asta, con conseguenze facilmente immaginabili.

d) Chi sarà mai il vincitore di queste aste?
Già si può immaginare come un pensionato o una famiglia di un militare in servizio possa contrapporsi alla capacità economica e finanziaria di voraci squali e palazzinari che già si agitano nelle acque di Trieste, l’assieme di norme cosiddette di tutela risibili (solo a parità di offerta sarà “premiata” quella dell’attuale conduttore, non fanno altro che aumentare la nostra indignazione.

La Difesa, fattasi “palazzinara” , incontra di fatto, gli speculatori immobiliari di professione, in compagnia forse di riciclatori di denaro nero o di dubbia provenienza, che comprano, la Difesa “palazzinara” vende.

I Palazzinari veri (speculatori immobiliari di professione, con aggiunta forse di malavita organizzata, riciclatori di denaro misterioso o di dubbia provenienza o ripulito dai continui condoni di rientro dai paradisi fiscali, al 5% di tassazione con anonimato compreso), comprano.

SI SALDA IL MITICO INCONTRO
Viene così meravigliosamente a saldarsi il famoso e mitico incontro tra domanda ed offerta, in maniera che meglio non poteva descriversi. Questo è l’immaginifico “mercato” studiato, scritto e decretato da un ex ministro e da un ex sottosegretario, quest’ultimo UNO CHE AVEVA APPROVATO UN DECRETO A SUA INSAPUTA.
(vedi articolo Roma 25 gennaio 2013 Piazza Montecitorio).

Il carteggio e poi lo sgomento Sulla Gazzetta Ufficiale n.70 del 26 marzo 2011 (vedi allegato), vengono pubblicati gli elenchi degli alloggi da alienare, fra i quali gli alloggi di Trieste di Via Rota n.9 (ex Monte di Pietà). Le famiglie li residenti sperano. Hanno sentito dire molte cose a riguardo accompagnate da molte chiacchiere. Quest’ultime dal 12 Infrastrutture di Udine: siete fortunati, dicono, ve le venderanno e farete un affare. Loro continuano a sperare. Sono comunque informate da CASADIRITTO, ma si sa, quelli sono sempre pessimisti, e anche che è come dicono, noi saremo più fortunati.

La lettera da Roma (vedi allegato)
Il Ministero della Difesa, Dir. Gen.Lavori Demanio, Uff. Gen. Dismissioni Immobili invia una lettera il 21 marzo 2013 a ciascuna delle famiglia, con la quale comunica che l’immobile è stato incluso nell’elenco degli immobili di pregio “per interesse culturale” e che pertanto ai sensi dell’art. 404 comma 8 DPR 90 del 15.3.20109, l’alloggio in oggetto è da considerarsi “immobile di particolare pregio” e allora? Allora “potrà esercitare il diritto di prelazione all’acquisto del prezzo derivante dall’esperimento della procedura d’asta….”

Al di la ed al netto del linguaggio del Decreto riportato nella lettera, che in maniera criptica vuole descrivere l’imbarazzante situazione, sta a significare che il diritto si esercita soltanto se la tua offerta è pari o superiore a quella del tuo o tuoi concorrenti, altrimenti te ne vai, entro i fatidici 90 giorni. Chiaro adesso?
Un pseudo diritto, per giunta solo sulla carta. Un diritto di carta. Un’asta al rialzo, non è roba per FAMIGLIE PERBENE.

Il carteggio del Ministero dei Beni Culturali (vedi allegato)
Come ripetiamo non è che contestiamo la decisione che l’ex Monte di Pietà sia considerato un bene da tutelare. Il Patrimonio Storico in Italia potrebbe essere ancora più tutelato, specialmente dall’incuria che per decenni la Difesa ha mostrato di saper fare meglio che non si poteva, sullo stesso bene su cui adesso ne approfitta per far soldi, inventandosi una vendita all’asta. Inadeguati quanto si vuole, ma almeno affaristi lo sono.

L'uomo del Monte
E’ il caso che l’autore di quel Decreto, sarà concessa una volta a CASADIRITTO una battuta, chiamarlo L’UOMO DEL MONTE DI PIETA’.

I protagonisti, vittime dell'uomo del monte:
– Domenico, con moglie e figlio, pensionato;
– Biagio, moglie e figlio, pensionato 68 anni;
– Maurizio, moglie e figlio, monoreddito;
– Elvira, vedova;
– Domenico, con moglie

Gli altri 5 alloggi vuoti e fatiscentificamente “beni culturali” resi inabitabili dalla Difesa. Due stanzoni vuoti da 240 mq ove dormivano i militari di leva dei tempi che furono, quando il tutto era adibito a Distretto Militare. Tutto gestito in maniera non civile. I lavori eseguiti, tutti sulle spalle degli utenti. Ora per quelle famiglie c’è un futuro ignoto.
Ora a Trieste, beffati anche dalle chiacchiere di futura vendita che qualche buontempone all’Infrastrutture di Udine aveva sparso, si sentono presi in giro, offesi e si sono arrabbiati...

La beffa finale: sceglietevi il box auto e sgabuzzino
Gli avevano fatto scegliere, tempo addietro, posto macchina e sgabuzzino a piacimento e raccomandando di rimanere in attesa.... Ora che sanno ufficialmente che metteranno all’asta la casa ove attualmente abitano, pensano a quell’uomo e alle modalità disumane.
Intanto Ufficialmente anche il Ministero dei Beni Culturali che prima aveva autorizzato l’alienazione (vedi allegato del 16.1.2013) ha stabilito con Decreto del 5 aprile sia “dichiarato di interesse culturale”.

Fra non molto gli abitanti si troveranno gente dentro casa, gente incuriosita, con macchina fotografica digitale che vedrà, apprezzerà, disprezzerà, valuterà e poi offrirà, finchè un banditore batterà il martello ed aggiudicherà. Qualcuno, noi no, dirà: è la Difesa, amico caro e utente caro, è la Difesa, e tu non ci puoi fare niente, niente. Noi di CASADIRITTO, finchè c’è questa roba contro la GENTE PERBENE ad opera di altra gente continueremo la nostra battaglia. Non vogliamo lasciarli soli e non vogliamo rimanere soli.

DEDICA A CHI NON CI HA VOLUTO DARE ASCOLTO

Chiusura con dedica....
“C’è una concezione economicistica che cerca il profitto egoistico, al di fuori dei parametri della giustizia sociale”
Una precisa condanna contro il profitto a tutti i costi, passando sopra a tutto. Chi ha potuto osare dire tanto? Un Papa, Francesco a Roma, Piazza San Pietro, Primo maggio 2013
Chi può, lo vada a riferire.. Vuoi vedere che… avevamo e abbiamo qualche ragione e lo avevamo anche quando cercavamo invano di farci capire durante le trattative al Ministero della Difesa?
Da Trieste a Roma, passando per il Parlamento il cerchio si potrebbe ancora chiudere.

Sergio Boncioli

6 maggio 2013


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