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DA LA SPEZIA A CHIAVARI: UN SISTEMA CHE SEMBRA ANDARE IN BARCA.
BASTA CON LE VESSAZIONI CONTRO LA GENTE PERBENE

Dopo aver dichiarato l’immobile inagibile, vogliono applicare il canone di mercato ad un utente già andato via, che ad ogni modo, con il ricorso al TAR, aveva annullato la precedente notifica e procedura..

A pochi giorni dalla clamorosa emersione del non chiaro episodio del Palazzo di Chiavari, dichiarato inagibile nel Comprensorio adiacente la Scuola di Telecomunicazioni delle FF.AA., Casadiritto è costretta a porre l'attenzione sullo stesso edificio di Via Parma 124/A per una ulteriore serie di avvenimenti che sono al di la di ogni umana immaginazione e che fanno il paio non sul piano umano, quello per intenderci del blitz di Natale, ma su quello disorganizzativo e per questo pericoloso.

Blitz che ricordiamo è stato brillantemente portato a termine con una operazione che ha messo in luce l'efficienza e la tempestività essendo riusciti in pochi giorni a cacciare da casa un anziano maresciallo e sua moglie, appartenenti a categorie protette addirittura da un Decreto del Ministro della Difesa, senza dare alcuna assistenza, ne aiuto, nemmeno per caricare le masserizie. Sembra che al termine dell’operazione qualcuno, dopo aver assicurato che di dovere del suo felice esito, abbia ricevuto le doverose congratulazioni.

Dicevamo che un altro episodio è ora oggetto di un focus su cui Casadiritto vuole accendere i riflettori e di questo ringraziamo sempre tutte le famiglie che in tutta Italia fanno emergere ciò che altrimenti rimarrebbe sommerso.

I FATTI
Come sappiamo nel Comprensorio della MARINA MILITARE di CHIAVARI in Via Parma 114/A quel Palazzo, passato ormai alle cronache, dopo un sopraluogo ordinato dal COMANDO IN CAPO di LA SPEZIA, ed effettuato dalla Dir. Genio Militare con Verbale del 16 ottobre, sopraluogo effettuato il 10 ottobre 2012, è stato dichiarato inagibile.

Di seguito il Comando in Capo di La Spezia, che ha ordinato il sopraluogo, ha preso atto delle conclusioni, e successivamente ha dato l'ordine di sfratto e la deprecata esecuzione dello stesso nei confronti di quella famiglia. Se ne deduce facilmente senza ricorrere a fantasia, che i due Enti il Comando e la sua Direzione Genio, hanno agito in perfetto coordinamento in quanto:
– ordine del sopraluogo;
– sopraluogo;
– stesura del Verbale;
– ordine ed esecuzione dello sfratto.
Sono stati concertati come abbiamo documentato precedentemente.

MA ECCO CHE COSA ACCADE
Dopo che l’immobile è stato dichiarato pericolante, dal COMANDO IN CAPO di LA SPEZIA, a mezzo lettera raccomandata datata 30 novembre 2012 (in allegato) dall’Ufficio Benessere Alloggi e Rappresentanza Militare, allo scopo di rideterminare il canone di occupazione (così chiamato perché così lo chiama il Decreto Crosetto del 16 marzo 2011) viene inviata una lettera.

A CHI?
Questa lettera è indirizzata ad un utente di Chiavari, ex abitante di Via Parma n. 114/A, che lo ha abitato a suo tempo. Dice la lettera che “allo scopo di consentire le opportune verifiche e sopraluoghi sullo stato dell'immobile ai fini del corretto....”etc. Poi, rivolto all'utente in indirizzo: “....di facilitare l'accesso dell'alloggio al personale tecnico incaricato....

Responsabile del procedimento la ormai nota Dir. Genio Militare per la Marina di LA SPEZIA, la stessa Dir. Genio per la Marina che aveva effettuato il sopraluogo un mese e mezzo prima (verbale del 16 ottobre 2012, allegato) accertando, sottoscrivendo e consegnando il Verbale al Comando in Capo che lo aveva ordinato e da cui dipende, dove risulta che l'intero Palazzo deve essere sgomberato.

Ne viene fuori una perfetta situazione. Una situazione kafkiana, imbarazzante a dir poco, ove il Comando in Capo scrive all’Ente Gestore, per effettuare un sopraluogo finalizzato ai canoni di mercato, quasi due mesi dopo che l'intero immobile di Via Parma n. 114/A è già stato dichiarato inagibile e da sgomberare, una commedia dell'assurdo o del burlesque, recitata non da attori estrosi o creativi, ma da rigidi protagonisti seriosi (che fanno paura) da prendere assolutamente sul serio. Pertanto ne risulta:
– il Comando che sancisce che il Palazzo è inagibile e da sgomberare;
– lo stesso Comando che chiede successivamente al suo Ente, ben due mesi dopo, il sopraluogo per determinare il canone di mercato.

MA SIAMO SOLO AL PRIMO ATTO, POI VIENE IL RESTO
Quello stesso utente preso di mira con la raccomandata, era stato oggetto nell’ottobre del 2011 della prima determinazione del canone di mercato comunicandogli, a suo tempo, un canone certamente assurdo di più di mille euro al mese. Per puro senso della sua dignità e di amore di giustizia egli aveva esposto le sue ragioni e fatto ricorso al TAR del Lazio, tramite il capace e amico avv. Ciconte, e naturalmente aveva vinto a mani basse quel ricorso, con annullamento di notifica e canone compreso, senza quindi avere arretrati da pagare.

Una volta avutane soddisfazione piena, e annullata quella malversazione, con regolare Verbale di rilascio e consegna, così come prevede il Regolamento, aveva salutato “ baracca e burattini”, e consegnato le chiavi alla Dir. Genio Marina Militare, era andato ad abitare a poca distanza, in un appartamento privato, fuori da quell'inferno di continui soprusi e fuori da ansie e angherie.

Con quella sentenza poteva ben dire che lui aveva ragione e finalmente liberarsi di Direzioni e Comandi come una liberazione, seppure con enormi sacrifici.

Ma non conosceva le risorse umane... altrimenti non si può spiegare come il Comando scrive addirittura al nuovo indirizzo della nuova abitazione ove ora è andato ad abitare l’ex utente, raccomandatogli per giunta di “facilitare l'accesso all'alloggio da parte del personale tecnico.... Scrivere al nuovo indirizzo conferma quindi che quel distratto Comando era al corrente dell'avvenuto rilascio.

Ora pur comprendendo i misteri che quotidianamente sperimentiamo, denunciamo e subiamo nei nostri confronti, è difficile darsi una spiegazione e venire a capo di questo groviglio tecnico/amministrativo/organizzativo con conseguente, sembrerebbe, andata in barca di tutta l’organizzazione del cosiddetto “Benessere del Personale” e il Comando su cui si è inciampati clamorosamente. Il tutto in parallelo a quell’azione disumana (non troviamo un’altra espressione peggiore) verso l’anziana coppia di coniugi cosiddetti “protetti” da un Decreto del Ministro, che ha preceduto con il Verbale di inagibilità e poi seguito, con lo sfratto, questo ulteriore e strano comportamento.

I DUE EPISODI SONO ASSOLUTAMENTE LEGATI e spiegano benissimo in che mani sono le famiglie di Chiavari. ALLA DIREZIONE GENERALE DEL DEMANIO MILITARE a Roma, attualmente, seppur formalmente sciolta per Decreto sappiamo essere in fase riorganizzativa e sotto la diligente opera del Segretario Generale della Difesa e del suo valido Direttore di SEGREDIFESA, segnaliamo i due episodi, così avrà modo di indagare sugli episodi e mettere almeno un poco di ordine e di professionalità, oltrechè di giustizia, quella vera. Soltanto facendo emergere questi casi, si potrà porvi rimedio.

Adesso che il Parlamento è sciolto e si è in attesa del nuovo, ci si priva anche della possibilità di far rimbalzare nelle Competenti Commissioni Difesa della Camera e del Senato di mettere rimedio, come è nelle tradizioni e funzioni di CASADIRITTO. ma sicuramente sarà una delle prime cose che faremo appena saranno in funzione. Ma il richiamato intervento di SEGREDIFESA già per noi è una garanzia.

Da un apparato agguerrito, che in poco più di una settimana, senza almeno trovare e prospettare possibili situazioni emergenziali e sostitutive, ove funzionano anche in giorni festivi, scrivanie, computer, come dimostra lo sfratto, lo stesso potente apparato è quello che in un modo paradossale e al limite dell’inverosimile, ordina sopralluoghi per applicare un canone di mercato su di un Palazzo già prima dichiarato pericolante ad un utente non più tale da mesi e di cui sono in possesso degli atti del rilascio.

ORA VORREMMO UN NUOVO CORSO. MA INTANTO I PREZZI DI VENDITA…. SE TANTO MI DA’ TANTO, A CHIAVARI...
Non vorremmo che ora quel Comando sulla cui giurisdizione ricadono altri alloggi ora posti in vendita, ma i cui atti sono ancora in corso, sempre a Via Parma, e gli utenti sono in attesa della lettera di proposta di vendita, possa avere provocato altre stranezze in sede di determinazione del prezzo prima della trasmissione degli atti a Roma. Sappiamo che i prezzi di vendita vengono determinati secondo il sistema di coefficienti OMI molto delicato nella loro determinazione, anche se in qualche modo il prezzo finale viene coperto con l’ausilio dell’Agenzia del Demanio del Ministero delle Finanze, ma quello che conta è il lavoro istruttorio dei Comandi periferici territoriali. Una volta può essere un indizio, la seconda è ancora un indizio, se ce sarà una terza, sarà una prova. Osserveremo dunque che importo avranno i prezzi che saranno applicati in Via Parma.

COME L’IDRA DI VERNA ?
CASADIRITTO vorrebbe evitare che emergessero purtroppo altri indizi o peggio prove ed è per questo che ben vengano da parte di chiunque l’emersione di questi casi, da CASADIRITTO o altri che siano.

Nel momento storico che viviamo in Italia, ove la recessione è consolidata e c’è anche a livello di esperti economici, che non si arriverà in breve tempo ad avere una ripresa, di pensionati anche della Difesa a mille euro al mese, di mutui impossibili e nemmeno erogabili per età o limiti di reddito, di figli disoccupati che ancora vivono con i genitori e almeno hanno un tetto che evita di diventare pressochè barboni giovani in fila alla Caritas o alle mense di altre Onlus, le leggi Crosetto o La Russa che siano, emanate già quando questa crisi era in atto, non aiutano, anzi ci danno il colpo di grazia.

Certamente che alcune frange ultra privilegiate di utenti, sono fuori dal discorso, ma appunto per questo erano necessarie delle vere tutele che i due Rappresentanti così qualificati della Difesa, ora proclamatasi fratelli, non hanno voluto mettere nei loro Decreti. Poi anche le tutele storiche, quelle che ha preteso CASADIRITTO, non vengono rispettate, vorremmo almeno che la gestione di quelle regole già infauste, fosse almeno regolare.

Vorremmo che almeno nella difficoltà ci sia la corretta applicazione, poi, se ne avremo la forza, con il nuovo Parlamento, elimineremo quelle norme che sappiamo vessatorie. Ma non vorremmo che prenda forma quello che a molti di noi viene in mente dopo anni di difficili battaglie: cioè considerare l’Amministrazione della Difesa come L’IDRA DI VERNA, il mostruoso serpente o drago mitologico con molte teste (da tre a nove e anche più….) le quali, come certi problemi, rinascono come le teste tagliate, per fortuna arriva un certo Ercole, alla sua seconda fatica, ma noi, più sconcertati che mai e affaticati, che di fatiche ne facciamo da sempre, non essendo certo Ercole, ancora vediamo le teste che rinascono.

La storia e gli avvenimenti avvenuti, in un luogo decentrato da Roma, tra LA SPEZIA e CHIAVARI, ma sempre in Italia, crediamo almeno, mettano in luce la capacità della famiglie di reagire e far emergere questi episodi che crediamo essere dei misfatti e di aumentare il legame e la fiducia che ci lega tra di noi.

Vorremmo, in conclusione con altre leggi, che quell’augurale dizione riportata in alto a sinistra della carta intestata del Comando in Capo di La Spezia “ Ufficio Benessere Alloggi….” non fosse un evidente ossimoro, una vera contraddizione in termini, tra dicitura e fatti concreti (sfratti vessatori a categorie protette e quant’altro), vorremmo che quell’Ufficio Benessere in epigrafe fosse proprio, nel rispetto delle regole e del suo nome, un Ufficio che si dedicasse al benessere ed alla applicazione corretta delle regole, nel rispetto continuo delle famiglie a cui ci si rivolge,
GENTE PERBENE.

Sergio Boncioli

Allegati:
   Copia della raccomandata del 30 novembre 2012
   Verbale di inagibilità del 16 ottobre 2012

21 gennaio 2013


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