Facebbok  Ι  
Sul Web Nel sito

ALLOGGI DIFESA ANALISI INFORMAZIONE E ISTRUZIONE PER L'USO

condividi         

OSCURO EPISODIO , LA MARINA AVVISA A NATALE E CACCIA ALL’EPIFANIA

Dal 7 gennaio l'ordine regna a Chiavari

A Chiavari, in Via Parma 124/A c’è una palazzina della Marina, che assieme ad altre, fa parte di un Comprensorio, nella stessa Via dove è situata la Scuola di Telecomunicazioni della FF.AA, anche in quel luogo, come in tutta Italia, il Decreto Crosetto (quello dei canoni di mercato) non ha fallito: ha colpito duramente.

In quella palazzina, abitata da gente normale, all’arrivo delle famigerate buste gialle, normalmente, in molti, sono stati costretti ad uscire da casa, normalmente salutando l’allegra brigata. In altre situazioni altri hanno fatto ricorso, vincendolo. I canoni, non normali, in quella palazzina, superavano i mille euro al mese.

Una famiglia particolare, lui 75 anni, lei 67, non erano nell’elenco del terrore, erano “protetti” e tali si consideravano. Infatti l’anziano Maresciallo, fino a ieri godeva di quella deroga per legge così sofferta e conquistata come noi di Casadiritto sappiamo, che permette a 4.000 famiglie con reddito e condizioni particolari all’interno del Decreto annuale del Ministro della Difesa, previsto all’art. 283 e 306 del Codice di Ordinamento Militare, di proteggerli consentendogli di rimanere pagando l’equo canone e quindi non erano oggetto delle vessazioni del Decreto Crosetto.

PERO’……
Però il giorno 24 dicembre, giorno della Vigilia di Natale, arriva una lettera, che per ironia della sorte è firmata dal Col. NATALE GIOVANNI in veste di Ufficiale Notificatore, che consegna all’anziano Maresciallo la Notifica di Ordinanza datata sempre 24 dicembre da parte del COMANDO MILITARE MARITTIMO dell’ALTO TIRRENO LA SPEZIA, con cui ordina all’esterrefatto destinatario che il 7 gennaio 2013 alle ore 9,30 si procederà “nei confronti di esso “ allo sgombero coattivo con l’assistenza della forza pubblica (vedi allegato 1) per ragioni di sicurezza di forza maggiore dovuta all’inagibilità della palazzina.

(nota: con un impiego stravagante dell’uso della lingua italiana, da parte del Comandante in Capo che si firma, più corretto dire: ” … nei suoi confronti …” anziché “nei confronti di esso” che sa di questura ottocentesca, come doverosamente ci suggerisce l’Ufficio Alti Studi Elementari, di CASADIRITTO n.d.r.).

MA CHE COSA ERA SUCCESSO?
Precedentemente, senza avvertire neanche l’interessato che abita l’alloggio persistente nella palazzina, il giorno 16 ottobre 2012, la Direzione Genio Militare per la Marina LA SPEZIA, aveva redatto un Verbale di sopralluogo, dopo aver visitato l’opera, (vedi allegato 2).

MA RITORNIAMO ALLO SFRATTO
Il giorno successivo, il 25 dicembre a Natale, in preda ad una comprensibile agitazione ove tutto veramente crollava (sicurezza, certezze, valori e futuro) 40 anni di vita militare in Marina Militare l’interessato ha la forza di chiedere per via gerarchica, che almeno gli siano concessi 30 gg. per provvedere alla bisogna di trovare un alloggio, organizzare un trasloco (vedi allegato 3). Tutto invano.

Il giorno 3 gennaio con efficienza e precisione insospettabile, IL COMANDO IN CAPO di LA SPEZIA, (vedi allegato 4) provvedeva a comunicare che non era possibile, per ragioni di sicurezza, concedere proroghe, aggiungendo inopinatamente ma inutilmente la frase: “ ….(che si ricorda, è occupato sine titulo, dal 1994…)” - punto d) della lettera, chissà cosa avrà voluto dire, dal momento che l’anziano Maresciallo godeva di tutte le tutele e quindi di tutto il rispetto a lui doverosamente dovuto, non è dato sapere, dal momento che quella inopportuna e sconsiderata frase del Comandante in Capo nulla c’entra con l’asserita sicurezza dell’immobile.

Nella lettera veniva inoltre affermato che “ragioni di impedimento, avrebbero consentito di omettere all’interessato il previsto avviso di procedimento (punto c) della lettera. Con la stessa lettera al - punto b), oltre la negazione della proroga si assiste anche ad un rifiuto delle spese di trasloco, come da Regolamento, in quanto sine titulo, benché sgomberato per fatti e circostanze indipendenti dal suo status, che anzi permettevano una permanenza per tutta la vita nell’alloggio. In zona poi esistevano alloggi vuoti. Una tesi alquanto discutibile, ma non era questo, il tema centrale.

L’EPILOGO
Il giorno 7 gennaio 2013, in una strana e non più riconoscibile Italia, un signore di 75 anni, accompagnato dalla sua compagna di vita di 67, escono cacciati da casa.

CONSIDERAZIONI DI CASADIRITTO – SI RIPETE IL CASO FOGGIA GINO LISA?
Siamo in presenza di un imminente crollo? Nulla da eccepire. Abbiamo assunto, da nostri validi collaboratori in loco, le dovute informazioni

a) Lo stabile, fa parte di un complesso di analoghi palazzi adiacenti la SCUOLA TELECOMUNICAZIONI DELLE FORZE ARMATE di CHIAVARI . E’ di sei piani ed è stato costruito negli anni 90. Allora c’è da domandarsi se un palazzo di 6 piani, quindi relativamente recente, vista la vetustà degli alloggi della Difesa, possa essere dichiarato talmente pericolante da un giorno all’altro, anche in considerazione che appartamenti persistenti nell’immobile erano stati certificati alcuni mesi prima come perfetti, tanto che ai loro assegnatari era stato imposto un canone derivante dal Decreto Crosetto superiore ai mille euro mensili, determinando questo un immediato rilascio con fuga degli utenti.

b) Quello che lascia perplessi è la sintesi estremamente singolare e laconica con la quale, la MARINA MILITARE DIREZIONE GENIO MILITARE per la MARINA a firma del suo Direttore , con foglio indirizzato a SIELMILIT di Chiavari e a MARIPART di La Spezia (vedi allegato 5) al punto 2, esaurisce con un …”considerato il degrado del fabbricato l’esiguo numero degli appartamenti utilizzati…” si dichiara la palazzina inagibile. Come se sei piani di alloggi, costruiti negli anni 90, si possono mandare impunemente al macero.

c) comportamenti differenti e non il linea da parte di perizie della Difesa incaricate di determinare i canoni di mercato, che trovano tutto agibile ed efficiente tanto da determinare spaventosi canoni, e altre perizie, sempre della Difesa, che mandano tutto al macero. Quale perizia dice la verità? La seconda che hai detto, diceva un comico, ma non è il caso. Naturalmente verrà fuori che tra le due equipe la n.1 e la n.2 dei valutatori, non c’è stata comunicazione. Oppure c’è un’altra ipotesi, non confessabile e più inquietante. Il caso Foggia sembra ripetersi. Ed è per questo che è urgente un chiarimento.

d) è emerso, che l’azione immediata di recupero dovuto a ragioni di pericolo imminente le cui risultanze di Perizia mai sono state recapitate all’interessato (Perizie tecniche) non si è manifestata nei confronti di altro personale che ad oggi, continua ad abitare in quel palazzo. Se il peri colo era su l’intero stabile, come affermato nei documenti, chi poteva esimersi da quel pericolo così imminente? Ed allora perché non concedere almeno la richiesta proroga , richiesta per organizzare almeno una sistemazione di fortuna?

COMMISSIONE D’INCHIESTA DELLA DIFESA E CORTE DEI CONTI
E’ possibile che la Difesa possa fare una Commissione di inchiesta fuori dalla catena di quel Comando per accertare almeno le responsabilità amministrative ? O almeno una indagine conoscitiva?
E’ possibile sapere che ne pensa la Corte dei Conti che di frequente spazia sul nostro sito, e scavi nella notizia e ne tragga le conclusioni? Qualcuno ne dovrà darne conto di un immobile costruito anche con i soldi dei “sine titulo” oltrechè dell’intera platea dei contribuenti e dato in custodia e gestione accurata, che dopo pochi anni deve essere dichiarato inagibile. Sapere il perché o altrimenti sapere se è stata avviata una forma risarcitoria nei confronti del costruttore se sua è la colpa, non è una domanda retorica. Un comunicato stampa della Difesa, che chiarisca fatti e circostanze, questa volta sarebbe opportuno e auspicabile.

MA UNA FAMIGLIA CI HA LASCIATO L’ANIMA IN QUELLA CASA E NON SA PERCHE’ VA VIA

E che dire di quella famiglia che incolpevole di gestioni e di perizie, ignara di quello che potrebbe essere la verità vera, si vede bussare alla porta il 24 dicembre. Non è babbo Natale, ma uno sfratto. Chiede una proroga per avere tempo di fare i pacchi e raccattare mobili e masserizie e si sente ricevere il primo diniego. Chiede almeno l’assistenza per il trasloco, ed ottiene un secondo diniego. Tutto a norma, dicono. Lunedì 7 gennaio alle ore 9,30 un uomo di 75 anni assieme a sua moglie di 67 si avviano verso l’imprevisto del loro futuro. Sono stati strappati dalla loro casa. Non si sono ancora resi conto, tutto è avvenuto in pochi giorni.

CASADIRITTO vuole far emergere questo episodio come ammonimento per chi si considera onnipotente, ma sa che non è così. Loro, i presunti potenti, avevano il dovere di tutelare quella famiglia attraverso la tutela dell’immobile che era stato loro affidato dalla Pubblica Amministrazione. Hanno fallito, e se la sono cavata facendo un verbale, ma sono i Responsabili del degrado di quell’immobile, o per negligenza o per motivi che ancora non sono emersi, ma che attendiamo che lo siano, ma per quella famiglia e per il danno che hanno loro apportato, poco importa. Il danno è ormai fatto.

Sergio Boncioli

10 gennaio 2013


Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Si prega di mettere il nome anche se si entra come ospite.

Se non sei registrato: puoi entrare come "Ospite" ma il tuo commento dovrà essere approvato da un moderatore. Per commentare senza approvazione, loggati con uno dei servizi disponibili.

Chi sta utilizzando un vecchio browser, per poter commentare deve effettuare l'aggiornamento a Flash 10 o Internet Explorer 8

STRADAFACENDO

CASADIRITTO NEWS

Casadiritto è anche su Facebook e Twitter
Si ricorda che tutte le norme, leggi e regolamenti citati, sono riportati all'interno del sito. Tutti ne possono prendere visione e scaricare i contenuti anche nella stesura originale
Per contribuire a Casadiritto versamento tramite c/c postale n. 1004499925 oppure con bonifico IBAN n. IT43 T076 0103 2000 0100 4499 925 intestato a Benedetto Franchitto con causale CASADIRITTO

ADNKRONOS